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Finisce con uno spettacolare 2-2 il secondo anticipo della 13.ma giornata. Il Napoli nonostante un vantaggio di 2-0, si fa rimontare da un Milan trascinato dai gol di El Shaarawy.

 

Uno, nessuno e centromila, quali (e quanti) sono i volti di questo Milan? Neanche in questa partita si è capito il vero potenziale della squadra di Allegri. Dopo 4 minuti i rossoneri si trovano infatti già sotto con un tiro dalla distanza di Inler, agevolato da una clamorosa papera di Abbiati. Il solito inizio thriller che conferma le gravi mancanze psicologiche (più che tecniche) dei giocatori rossoneri. Il Napoli non è gran cosa, limitandosi di fatto al compitino. La facilità però con la quale la banda-Mazzarri riesce a trovare il 2-0  lascia ben poco spazio ad analisi. Il solito Abbiati ci mette del suo facendosi passare sotto le gambe la palla calciata da Insigne. Il solo Montolivo, unico vero costruttore della squadra, sembra predicare nel deserto. Il 4-3-3 messo in campo da Allegri non produce nulla fino al gioiello dal limite di El Shaarawy che rianima le speranze rossonere. Gol bellissimo che porta le due squadre al riposo sul risultato di 2-1.

Inizia così un secondo tempo più vivace, nel quale il Milan sembra avere la meglio del Napoli, decisamente troppo arroccato in difesa. Anziché colpire ed affondare i rossoneri, Mazzarri decide di non cambiare l’atteggiamento tattico dei suoi. A tutto vantaggio del Milan che potrebbe trovare il pareggio con Bojan che però conferma il suo scarso feeling con il gol. La squadra prende coraggio e continua ad insistere sul tridente fino a quando Allegri, complice un Napoli sornione, decide di mettere in campo Robinho nel finale di gara, ritornando al caro 4-2-3-1. Risultato? 10° gol in campionato di El Shaarawy: Il faraone rossonero sfrutta un perfetto assist di Robinho, infilando gli azzurri tra le linee e battendo De Sanctis con un preciso piatto destro. Ci pensa ancora un ragazzino di appena 21 anni a salvare il Milan, sfortunato  all’inizio ma coraggioso e concreto alla fine del match.

Il Napoli può e deve recriminare sui propri errori. Considerare già chiusa una partita al 30′ è un errore troppo grave per una squadra che vuole diventare grande. Il mancato avvicinamento alla vetta è sintomo di una incompleta maturità. Il Milan invece offre ai suoi tifosi l’ennesima rinascita, dopo la rimonta di Palermo. Altro fuoco di paglia? difficile dirlo. I due volti di questa squadra, tra primo e secondo tempo, dimostrano l’incostanza tecnica e psicologica dei diavoli, ancora in ritardo sia in classifica che nel gioco. Un punto che però può dare morale alla squadra per restare un po’ più Allegri.

NAPOLI-MILAN 2-2
Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio (44′ st Vargas), Inler, Dzemaili, Zuniga (42′ st Dossena); Hamsik; Insigne (21′ st Mesto), Cavani.
A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Fernandez, Aronica, Britos, Donadel. All.: Mazzarri
Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Mexes, Acerbi, Constant; De Jong, Montolivo (30′ st Pazzini), Nocerino; Boateng (35′ st Robinho), Bojan (40′ st Niang), El Shaarawy.
A disp.: Amelia, Gabriel, Zapata, Yepes, Flamini, Emanuelson, Pato. All.: Allegri
Arbitro: Bergonzi
Marcatori: 4′ Inler, 30′ Insigne (N), 44′ e 36′ st El Shaarawy (M)
Ammoniti: Cavani, Campagnaro, Cannavaro (N), Bojan, El Shaarawy (M)