Una doppietta dell’attaccante cresciuto proprio nell’Inter ha fatto sfiorare ai granata l’impresa al Meazza, con la vittoria mancata di un soffio nel finale.
Punto voluto e conquistato con grande grinta dagli uomini di Ventura, bravi a non disunirsi dopo il vantaggio lampo di Chivu e rientrati in partita grazie alla serata magica della punta ventisettenne, alla prima marcatura multipla in Serie A, che ha ripagato al meglio la fiducia del proprio allenatore, con cui aveva già condiviso la stagione 2009-2010 al Bari. Male, abbastanza male l’Inter: ormai non si contano più le occasioni buttate via da una formazione che sembra non avere voglia di accorciare sulle squadre che le stanno davanti, perché sistematicamente fallisce ogni volta che steccano anche Juventus e Lazio, andate male negli anticipi del Sabato. Anche in questo posticipo la pochezza tecnica e la mancanza di idee dei nerazzurri si è palesata per tutti i novanta minuti, e con soli quattro giorni di mercato a disposizione le possibilità di migliorare sensibilmente l’organico sono ben poche a prescindere da come andrà l’operazione Paulinho (a oggi l’unico volto nuovo è Rocchi, acquisto piuttosto misterioso). Con l’ormai prossima cessione di Coutinho al Liverpool (ma non era stato detto che l’Inter avrebbe puntato molto su di lui?) gli uomini in grado di saltare l’uomo e mettere in porta i compagni sono quasi tutti altrove, fatta eccezione per Guarín e Cassano (più Álvarez, che oltre a non essere un titolare non è detto che rimanga): Gargano e Mudingayi, titolari in mezzo al campo con Cambiasso nuovamente in panchina come Domenica scorsa, non hanno certo le qualità tecniche di Xavi e Iniesta (o Pirlo e Marchisio, per rimanere in Italia), e loro stessi sanno di non avere le doti per impostare. Non le hanno neanche Brighi e Gazzi, ma per il gioco di Ventura fondamentali sono gli esterni, e in questo senso Cerci e Santana vengono da un’ottima prestazione a Pescara, in mezzo ci sono Barreto e la sorpresa Meggiorini, preferito al capitano Rolando Bianchi che si accomoda tra le riserve. Torino che si presenta al Meazza con la forza dei numeri: tre vittorie e altrettanti pareggi nelle ultime sei partite, imbattibilità che dura da quasi due mesi (2-4 casalingo contro il Milan il 2 Dicembre) e terza miglior difesa esterna con dieci gol subiti nelle undici uscite lontano dall’Olimpico, porta di Gillet inviolata dal gol di Granqvist del 16 Dicembre.
PRIMO TEMPO
Al 5′ l’Inter è già in vantaggio: Cassano si procura con grande mestiere un calcio di punizione al limite dell’area, la posizione è invitante per un sinistro e Chivu sistema la palla con cura, traiettoria a giro che supera la barriera e Gillet in tuffo non ci può arrivare. Primo gol stagionale per il rumeno, il terzo in nerazzurro dove non aveva mai realizzato una rete su calcio piazzato (e scherzosamente in settimana aveva dichiarato che i compagni non glieli facevano battere). Dopo aver sbloccato il punteggio però i padroni di casa si bloccano e non danno continuità al buon inizio, questo permette al Torino di riassestarsi e di cominciare a produrre gioco e azioni d’attacco, Meggiorini fa le prove per il pari al 14′ con un colpo di testa alto da centro area e poi colpisce al 23′ nella maniera più inaspettata: Guarín ha un disimpegno facile al limite dell’area ma tenta un evitabile dribbling (da ultimo uomo) sull’avversario che gli tocca il pallone, uno-due con Barreto e sinistro che fredda Handanovic, per Meggiorini si tratta del primo centro in stagione e del ritorno al gol in Serie A dopo sedici mesi, l’ultima volta era stata proprio contro l’Inter nel famoso 3-1 per il Novara che segnò la fine dell’era Gasperini. Da professionista aveva esordito in nerazzurro, subentrando nel 3-3 di Cagliari del 14 Novembre 2004 con Mancini in panchina. Nel frattempo problemi per Chivu, che al 28′ è costretto a lasciare il campo, sostituito da Álvaro Pereira. Una punizione di Guarín che si infrange sulla barriera e una bella azione personale di Palacio conclusa però da un destro alto sopra la traversa non creano veri e propri problemi per Gillet, che deve sporcarsi i guanti solo sull’ultima giocata del primo tempo, quando Ranocchia prolunga un corner per Palacio che tocca il pallone ma non supera l’estremo difensore belga. Bella frazione di gioco ma più per merito dei granata, come al solito l’Inter fatica a creare gioco e ha difficoltà a contenere le avanzate sulle fasce degli avversari, cosa già vista in innumerevoli partite.
SECONDO TEMPO
Nessun cambio ma dopo cinque minuti finisce la partita di Mudingayi, che cade male dopo un contrasto a centrocampo e abbandona il campo. Sta per entrare Cambiasso ma nel frattempo il gioco prosegue con l’Inter in dieci, Cerci sfonda sulla destra su Pereira così come aveva fatto sempre Piris Mercoledì e crossa verso il centro, Juan non interviene, Meggiorini sì e devia in rete il gol dell’1-2, la sua prima doppietta in Serie A e con la maglia granata (quattro volte a bersaglio l’anno scorso in B). E due minuti dopo per poco non arriva anche il tris, ma il numero sessantanove calcia fuori con la difesa nerazzurra ferma a guardare e Pereira scherzato. La scossa la dà il nuovo entrato, Esteban Cambiasso, che prima (62′) manca di poco il pari con un tocco da pochi metri che si alza sopra la traversa su assist di Gargano e poi (66′) trova invece la deviazione vincente per il 2-2 su cross dal fondo di Zanetti, autore di una grande discesa sulla fascia. Il capitano e il suo vice si prendono sulle spalle una squadra in preoccupante difficoltà e rimettono in parità una partita che dopo i primi minuti si pensava potesse avere un andamento molto diverso. Ma i problemi dell’Inter non sono risolti dal pareggio: al 71′ cross dalla sinistra di Birsa (appena entrato) per Bianchi, subentrato a Barreto dieci minuti prima, che anticipa Ranocchia e costringe Handanovic al miracolo, deviazione e palla sul palo, due minuti dopo unica giocata degna di nota di Cassano che inventa per Palacio, Gillet smanaccia ma poi viene dato corner nonostante l’ultimo tocco sia stato dell’argentino, sul susseguente angolo Massa ignora un evidente fallo ai danni di Ranocchia da parte di Guillermo Rodríguez: evidentemente in questa giornata bisognava evitare di concedere calci di rigore (solo uno, alla Sampdoria), anche alla luce di quanto successo in Juventus-Genoa. Il Torino ha più voglia dell’Inter di vincere la partita e il finale è tutto degli ospiti, all’83’ Meggiorini prova addirittura la sforbiciata ma Ranocchia mura la sua giocata, due minuti dopo grave errore di Bianchi che solissimo calcia malamente a lato (ma c’era fallo di mano, non ravvisato dagli arbitri), all’ultimo dei quattro minuti di recupero, con l’Inter sbilanciata in avanti per cercare il 3-2 ma troppo confusionaria e spaccata in due, contropiede con palla ancora per Meggiorini che passa alle spalle di Ranocchia e si ritrova solo in area, il suo sinistro è respinto da Handanovic che salva così il punto per i suoi.
Il Torino si mangia le mani per le tante occasioni fallite sul finire di gara, che avrebbero potuto portare ai granata la prima vittoria sull’Inter nel nuovo millennio (mancano infatti i tre punti da quasi diciannove anni, 2-0 del 27 Febbraio 1994 al Delle Alpi). I granata si confermano la squadra che pareggia di più in assoluto, ben dieci segni X di cui otto in trasferta, a differenza degli avversari che invece hanno pareggiato solo quattro volte, ma è il secondo pari di fila dopo quello contro la Roma e in generale nel 2013 per la squadra di Stramaccioni solo cinque punti su dodici disponibili, non proprio un ruolino di marcia da Champions League anche se di fatto la distanza dal terzo posto si è ridotta di una lunghezza complice la sconfitta della Lazio in casa contro il Chievo. Dalle 19 di Giovedì stop al calciomercato e squadre che avranno una rosa definitiva, la prima partita dopo la chiusura della campagna di acquisti e cessioni sarà Sabato per il Toro (anticipo contro la Sampdoria, in casa) e Domenica per l’Inter (a Siena, fanalino di coda della classifica ma capace di vincere 2-0 all’andata).
IL TABELLINO
Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Chivu (28′ A. Pereira), Juan Jesus; Zanetti, Gargano, Mudingayi (53′ Cambiasso), Nagatomo; Guarín; Cassano (76′ R. Álvarez), Palacio. Allenatore: Stramaccioni
Torino (4-2-4): Gillet; D’Ambrosio, Glik, Gu. Rodríguez, S. Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci (81′ Vives), P. Barreto (61′ R. Bianchi), Meggiorini, Santana (71′ Birsa). Allenatore: Ventura
Arbitro: Davide Massa di Imperia (Barbirati – Maggiani; Di Liberatore; Mazzoleni – Russo)
Reti: 5′ Chivu, 23′, 52′ Meggiorini (T), 66′ Cambiasso
Ammoniti: Brighi (T), Cambiasso (I)
[Immagine presa da sport.sky.it]
