Marotta: “Finalmente possiamo costruire un impianto moderno. Ora serve sostenibilità e rispetto per i cittadini”
Inter e Milan sono pronti a compiere un passo storico verso la realizzazione del nuovo stadio: la firma del rogito che li renderà proprietari del vecchio San Siro e delle aree circostanti. A confermarlo è stato il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, intervenuto oggi durante un evento pubblico.
«Oggi abbiamo conquistato un posizionamento importante – ha dichiarato Marotta –. Finalmente possiamo dire che possiamo costruire uno stadio nuovo. Un impianto che deve rispondere alle esigenze di modernità, nel rispetto dei cittadini, del senso civico, etico e della sostenibilità ambientale. Di più non posso dire, siamo in una fase burocratica interlocutoria».
Il progetto, che prevede ancora la condivisione dell’impianto tra i due club milanesi, entrerà nella sua fase operativa dopo la firma del rogito, prevista a breve. Successivamente si passerà alla progettazione vera e propria, in cui saranno fondamentali i criteri ambientali e sociali già indicati da Marotta. La nuova struttura dovrebbe sorgere proprio nell’area di San Siro, con l’obiettivo di rinnovare l’esperienza dello stadio in chiave moderna.
Nel corso dell’evento, Marotta ha anche affrontato il tema dello stato di salute del calcio italiano. «Non è preoccupante che Modric a 40 anni detti ancora legge – ha spiegato –. Anzi, è uno spot positivo per il nostro calcio. I giovani si appassionano vedendo giocatori del genere. Ma il nostro campionato è diventato di transizione. Non è più l’Eldorado degli anni 2000, quando avevamo il miglior ranking e i campioni restavano a lungo».
Il dirigente nerazzurro ha poi sottolineato le difficoltà economiche dei club italiani nel competere con le big europee. «Oggi non possiamo permetterci giocatori del Real Madrid. Guardate Mastantuono, pagato 60 milioni: le italiane arrivano a 30-35 milioni per un classe 2006. Il mercato è limitante, per questo ricorriamo al player trading e alle plusvalenze. Senza di esse, né Milan, né Inter, né Juventus riuscirebbero a chiudere bilanci sostenibili».
Le parole di Marotta tracciano un quadro chiaro: tra sfide economiche e ambizioni infrastrutturali, il futuro del calcio italiano passa anche da San Siro.

