Il presidente dell’Inter Moratti rompe il silenzio e difende Bastoni: “Gesto sbagliato, ma non criminalizziamolo. Serve più educazione e meno repressione”
Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, è intervenuto pubblicamente durante l’assemblea di Lega Serie A per rispondere alle accuse e alle polemiche emerse dopo il derby d’Italia Inter-Juventus, finito 3-2 per i nerazzurri. Al centro del dibattito, l’espulsione di Kalulu e la presunta simulazione di Bastoni, episodio che ha scatenato un’ondata di critiche, anche mediatiche.
“Sono qui perché abbiamo assistito a un’esposizione mediatica smisurata, una vera e propria gogna per Bastoni. È un ragazzo che rappresenta un patrimonio per la Nazionale, non è giusto metterne in dubbio la partecipazione per un gesto deprecabile, ma ordinario”, ha dichiarato Marotta ai giornalisti presenti, come riportato da calciomercato.com. Il dirigente ha poi ricordato che simili episodi fanno parte della storia del calcio: “Fin dagli anni Cinquanta ci sono stati giocatori famosi per gesti del genere. Non giustifico, ma contesto l’eccesso di reazione”.
Marotta ha poi sottolineato come l’Inter, a differenza di altre società, abbia sempre mantenuto un profilo basso anche in presenza di errori arbitrali. “L’anno scorso abbiamo perso uno Scudetto per un punto, dopo un errore riconosciuto in Inter-Roma. Non abbiamo fatto polemica. Quest’anno siamo intervenuti solo dopo Napoli-Inter, per un rigore poi ritenuto sbagliato. Forse si parla tanto dell’Inter perché è la squadra più vincente degli ultimi anni”.
Il presidente nerazzurro ha anche ricordato un episodio del passato: “Nel 2021, in Juventus-Inter, fu assegnato un rigore su simulazione di Cuadrado. L’arbitro Calvarese e gli organi tecnici lo riconobbero. Quella vittoria portò alla Juventus una qualificazione in Champions da 60-70 milioni”.
Marotta ha infine invitato tutti, dalle società alla Federazione, a riflettere su come migliorare il sistema: “Bisogna educare e prevenire. Spesso noto ignoranza del regolamento, anche da parte dei calciatori. Bastoni ha sbagliato, ma va compreso. La repressione non è la soluzione”. Non sono mancate frecciate a Chiellini, definito “giovane e inesperto” come dirigente, e a Roberto Saviano: “Non so chi sia, non voglio dargli importanza. Le sue dichiarazioni sono in mano ai nostri avvocati”.

