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Va male anche la seconda italiana di Frank de Boer: un doppio errore di Santon regala il vantaggio a Rispoli, Mauro Icardi riesce solamente a evitare quella che sarebbe stata la terza sconfitta consecutiva contando anche la scorsa stagione.

 

Il mercato magari avrà portato entusiasmo, ma quest'Inter ancora non c'è. Un punto nelle prime due giornate di campionato è un risultato inaccettabile per una squadra che punta a essere protagonista nel corso della stagione e che, alla luce dei colpi João Mário e Gabigol, si era presentata a quest'appuntamento con la sconfitta di Verona lasciata alle spalle. Ciò che gli acquisti avevano fatto passare in secondo piano, ossia diversi problemi strutturali ancora non risolti, si sono ripresentati in fotocopia rispetto a sette giorni fa e come contro il Chievo i nerazzurri hanno faticato nel primo tempo per poi subire un gol evitabilissimo a inizio ripresa, su un doppio errore individuale di chi non doveva esserci (Davide Santon, tre volte ceduto in estate e poi sempre rientrato per vari motivi ad Appiano Gentile). Stavolta c'è stata quantomeno una reazione che certifica una crescita almeno dal punto di vista mentale, perché la squadra non si è sfiduciata dopo l'inaspettato 0-1 (il primo tiro in porta avversario) e ha iniziato a pressare la porta di Posavec, riuscendo però a strappare solo un 1-1 che non può certo soddisfare né Frank de Boer né la dirigenza, presente al gran completo sugli spalti. I due volti nuovi non c'erano ancora (João Mário solo presentato prima dell'inizio, Gabigol ancora da ufficializzare e quasi in contemporanea in campo per l'ultima col Santos), rispetto alla scorsa stagione dall'inizio si è visto solo Éver Banega, poi è entrato Antonio Candreva ed è stato lui a dare l'ultima spallata al muro rosanero, con il cross per Mauro Icardi che ha pareggiato. I buoni ventidue minuti più recupero dell'ex Lazio sono un segnale incoraggiante ma non salvano certo la faccia a una squadra partita malissimo, chi può festeggiare questo risultato è senza dubbio solo il Palermo, presentatosi al Meazza con una formazione ben lontana dalla sua fisionomia reale (previsto un gran movimento da qui alle 23 di mercoledì) e bravo a sfiorare il colpaccio, anche se è arrivato alla fine senza più energie in corpo.

PRIMO TEMPO

Un brivido freddo, nonostante la temperatura elevata, per i tifosi interisti al 6', quando su una punizione tagliata dentro Miranda buca l'intervento e Goldaniga, quasi senza rendersene conto, tocca mandando a lato. Inter contratta e impaurita almeno fino all'interruzione per il caldo di metà tempo, sembra di rivedere la squadra del pessimo secondo tempo di domenica scorsa col Chievo, poi dopo la pausa ingrana e comincia a bersagliare la porta di Posavec, fortunato dopo la mezz'ora su un tiro di Medel salvato sulla linea da Andjelkovic, dopo un cross di Perišic deviato proprio dallo sloveno che si era scontrato con Vitiello, e cinque minuti dopo su un mancino dell'ex Wolfsburg respinto male ma quanto basta per mandarlo in corner, dalla bandierina testa di Miranda e palla di poco a lato, così come fa Murillo su punizione di Banega nell'azione seguente. Si rivede il Palermo quasi allo scadere con un tiro di Hiljemark alto, poi bella azione sull'asse Éder-Icardi-Medel con conclusione del cileno da dentro area sul fondo.

SECONDO TEMPO

Non è la replica di Chievo-Inter ma è tutto identico: lì al 49' aveva segnato Valter Birsa, qui al 48' segna Andrea Rispoli, al primo centro in Serie A. Banega si fa levare palla a centrocampo, parte un cross piuttosto innocuo che Santon respinge malissimo verso il centro (c'era Murillo pronto a intervenire), l'ex terzino del Parma raccoglie e calcia trovando la deviazione ancora del numero 21, Handanovic è spiazzato e il Palermo a sorpresa è in vantaggio. De Boer decide di non cambiare subito e la squadra sembra reagire bene, su cross di D'Ambrosio Perišic è solissimo ma non angola e Posavec blocca, all'ora di gioco lo stesso terzino prova a calciare e il portiere rosanero, con qualche rischio, mette in corner. Clamoroso l'errore di Mauro Icardi al 69', il centravanti su punizione di Banega ha tutto il tempo per incornare ma manca la porta di un metro e dagli spalti iniziano a sentirsi i fischi, subito messi a tacere dallo stesso capitano tre minuti dopo, bel cross di Candreva appena entrato e stavolta la deviazione aerea è vincente. Ci sono diciotto minuti più recupero per provare a vincerla ma né Éder (colpo di testa a lato su altro traversone dell'ex Lazio) né lo stesso Candreva (girata in mischia sul fondo dopo una mischia in area) riescono a cambiare ulteriormente il risultato.

Un solo punto su sei disponibili: non certo l'inizio che Frank de Boer voleva. L'Inter oggi ha mostrato segnali di crescita ma come capitato troppe volte nella scorsa stagione è stata punita alla prima disattenzione, e dopo la sosta col Pescara chissà che oltre a João Mário e Gabigol non si veda un terzino più costante di Santon, oltre ad Ansaldi che dovrebbe tornare dall'infortunio. Muove la classifica anche il Palermo, che conquista un punto importante in una lotta salvezza che senza dubbio sarà dura.

IL TABELLINO

Inter (4-3-3): Handanovic; D'Ambrosio, Miranda, Murillo, Santon (68' Miangue); Medel, Banega, Kondogbia; Éder, Icardi, Perišic (68' Candreva). Allenatore: de Boer
Palermo (3-5-1-1): Posavec; Vitiello, Goldaniga, Andjelkovic (85' Cionek); Rispoli, Hiljemark, Gazzi, Chochev, Aleesami; Quaison (55' Sallai); Nestorovski (76' Balogh). Allenatore: Ballardini
Arbitro: Carmine Russo della sezione di Nola (Preti – Fiorito; Schenone; Calvarese – Aureliano)
Reti: 48' Rispoli (P), 72' Icardi
Ammoniti: Goldaniga, Alesaami, Gazzi, Sallai, Rispoli (P), Murillo (I)

[Immagine presa da corrieredellosport.it]