Lezione di calcio viola, Inter ridicolizzata

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Show della Fiorentina, che vince con ampio scarto il primo dei due posticipi della 25° giornata, e se fosse finita sei o sette a zero non ci sarebbe stato niente da dire. Troppo evidente il divario visto questa sera tra la squadra di Montella e quella di Stramaccioni, e dopo la prestazione del Franchi sembra strano leggere in classifica che quest'ultima è ancora davanti.

 

Il tecnico napoletano è riuscito a cambiare radicalmente il volto dei suoi, irriconoscibili otto giorni fa in casa della Juventus e capaci di uscire dalle difficoltà con la miglior prestazione annuale, sia sotto il profilo del gioco che prendendo uno per uno i singoli, tranne Viviano che è stato uno spettatore non pagante. Tutto l'opposto si può dire per Stramaccioni, adesso obbligato a fare lo stesso che ha fatto l'allenatore che si è ritrovato di fronte, perché incombe una settimana decisiva con il ritorno di Europa League e l'attesissimo derby dove il Milan adesso parte favorito e sopra in classifica: l'Inter ha giocato persino peggio di Siena e l'unico salvabile è Handanovic, al quale va il merito di aver evitato un punteggio tennistico. Lo scontro diretto per la Champions è stato a senso unico, i viola hanno dominato dal primo all'ultimo minuto lasciando le briciole agli avversari, devastati sotto il profilo del gioco, dell'intensità e della presenza offensiva. C'è un dato significativo per spiegare quanto la Fiorentina sia stata infinitamente più forte: undici tiri in porta contro uno, quello del gol di Cassano arrivato negli ultimi scampoli di gara a punteggio ampiamente acquisito e che non ha minimamente cambiato il giudizio sul match. Di fatto un monologo dei padroni di casa, capaci di fare tutto in grande stile e riproponendo quel gran gioco che ultimamente era latitato, e questo probabilmente è anche merito dell'allenatore, che è passato dal 3-5-2 al 4-3-3 esaltando le caratteristiche di Cuadrado, riportando Jovetic al centro dell'attacco e trovando anche la serata di grazia di quell'Adem Ljajic che troppo spesso era stato invece un corpo estraneo alla squadra. Se poi dietro a questi tre c'è un centrocampo sublime con Aquilani, Borja Valero e Pizarro (tutti e tre giocano il pallone che è una bellezza e lo fanno con una calma e precisione impressionante) allora è piuttosto facile avere la meglio sulla prima Inter post infortunio di Milito, che Stramaccioni mette in campo con Guarín alle spalle di Cassano e Palacio, di fatto la miglior formazione possibile per nomi ma non per condizione fisica dopo il gran dispendio di energie di Giovedì, e questo sarà un particolare che farà molta differenza. Arbitra Rizzoli, che in settimana partirà alla volta di Calcutta dove dirigerà il big match del campionato indiano.

PRIMO TEMPO
Lo spettacolo viola va in scena fin dai primissimi istanti di gioco, bastano due minuti e mezzo a Jovetic per avere la palla dell'1-0 ma il suo tiro è rasoterra, praticamente addosso a Handanovic. Inter graziata dal montenegrino ma punita al 13' dall'altro attaccante dei Balcani, ossia il serbo Adem Ljajic, che di testa prende in controtempo il portiere sloveno su cross dalla sinistra di Aquilani corretto da una deviazione aerea dello stesso Jovetic. Secondo gol in campionato (l'altro alla Lazio) per l'ex Partizan, più volte oggetto di diverse critiche ma stavolta bravo a concretizzare il primo pallone toccato dentro l'area di rigore, anche perché sia Nagatomo sia Juan Jesus rimangono a guardarlo. Nulla la reazione dell'Inter, che anzi poco dopo rischia di essere già sotto 2-0, Handanovic deve ancora una volta salvare su Jovetic, in questa occasione andato al tiro da centro area, tre minuti dopo palla gol anche per Ljajic ma calcia alto dal limite con la difesa avversaria che fatica, soprattutto sulla fascia destra come già successo a Siena, a contenere le discese dei viola, che sulla fascia di Pasqual imperversano senza mai trovare ostacolo. Ci vuole quasi mezz'ora per vedere gli uomini in maglia bianca vicini all'area di rigore avversaria, il primo tentativo degli ospiti è un destro poco oltre i venti metri da parte dell'ex Zdravko Kuzmanovic che però termina poco distante dall'incrocio dei pali, bella iniziativa ma sporadica perché l'Inter quasi mai riesce a penetrare nei sedici metri finali e quando lo fa inevitabilmente l'ultimo tocco è preda di uno tra Gonzalo Rodríguez e Savic (ottima la chiusura in scivolata dell'argentino su Guarín al 31'). Alla Fiorentina invece entrare in area non serve, si può risolvere tutto anche da fuori: è il caso del meraviglioso gol del raddoppio di Stevan Jovetic, dopo un anticipo di Aquilani su Kovacic una botta perfetta con il destro sulla quale neanche Handanovic stavolta può fare qualcosa dopo aver detto di no ai primi due tentativi del montenegrino, che trova la sua seconda rete consecutiva al Franchi dopo quella di due settimane fa contro il Parma. Adesso è a tutti gli effetti dominio viola, cominciano a esserci difficoltà nel contare le opportunità da gol e su tutte bisogna registrare quella di Borja Valero, che si ritrova liberissimo nella più volte bucata zona di destra della difesa interista ma Handanovic ci mette l'ennesima pezza, ripetendosi nell'azione successiva su Aquilani, liberato con estrema facilità al tiro dal limite. Non c'è di fatto partita.

SECONDO TEMPO
Esce Kovacic per Ricky Álvarez, Stramaccioni tenta lo speculare 4-3-3 con l'argentino sull'out di destra ed effettivamente nei primi minuti della ripresa l'Inter ha un minimo sussulto e una maggiore presenza nella metà campo avversaria, ma si tratta solamente di un qualcosa di effimero perché tiri verso la porta di Viviano non se ne vedono e anzi quando la Fiorentina riparte penetra con facilità nella difesa dove Nagatomo e Zanetti si sono scambiati di fascia, il giapponese al 50' è puntato (e superato) da Cuadrado il cui destro viene deviato da Juan Jesus ed esce di pochissimo sul fondo, cinque minuti dopo filtrante di Pizarro per il colombiano, Nagatomo salva ma poi Kuzmanovic si fa rubare palla da Aquilani, assist di tacco per Jovetic solissimo a centro area (tenuto in gioco proprio dal numero cinquantacinque nerazzurro) ed è troppo facile piazzare il destro del 3-0 che chiude con largo anticipo il discorso tre punti. Nono gol in campionato per Stevan Jovetic, che in questa serata ha staccato Toni (in panchina per tutti i novanta minuti) come miglior marcatore in Serie A della sua squadra. Pallido tentativo dell'Inter di rimettere in discussione il risultato, ma Nagatomo all'ora di gioco spreca un bell'assist di Cassano calciando malamente sul fondo di sinistro e allora ecco che la Fiorentina non perdona nuovamente trovando l'umiliante poker, la firma è ancora di Adem Ljajic con un destro nuovamente dal limite dell'area e quasi dalla stessa zona di campo del 2-0, bel giro sul secondo palo e Handanovic deve raccogliere il pallone dalla porta per la quarta volta. Doppietta anche per il serbo, la prima in Serie A dopo una con la Serbia Under-19 e con questi due gol raggiunge il suo record di tre reti in campionato stabilito due stagioni fa. Gli ultimi venti minuti diventano una formalità, alla Fiorentina il punteggio va più che bene e l'undici di Montella cala leggermente di ritmo, Ranocchia cerca di riscattare la sua opaca prova difensiva andando nell'area avversaria e trovando due occasioni ma di testa manda alto e poi su cross di Álvarez calcia in girata ostacolandosi con Cassano che gli tocca anche il tiro, ampiamente alto, nell'altra area ennesimo intervento a salvare la porta di Handanovic, sul nuovo entrato El Hamdaoui che si era presentato naturalmente solo davanti al portiere sloveno. All'87' succede una sorta di miracolo: l'Inter tira in porta e addirittura fa gol, uno splendido destro di Cassano da venticinque metri che supera Viviano e termina in rete, magrissima consolazione per il numero novantanove che realizza la sua ottava marcatura contro i viola, una delle sue vittime preferite.

Il gol subito non impedisce al pubblico del Franchi (presente in tribuna anche il patron Diego Della Valle, di nuovo al seguito della sua squadra dopo tanto tempo) di festeggiare una vittoria di grandissimo valore che ripropone la squadra di Montella come candidata per un posto in Champions League, anche se la Lazio potrebbe mantenere i cinque punti di vantaggio vincendo il posticipo contro il Siena. Tracollo dell'Inter, alla settima sconfitta nelle ultime otto trasferte (sesta nelle ultime sette di campionato): ormai non ci sono più dubbi, lontano dal Meazza i nerazzurri hanno una serie di problemi la cui natura ancora non è stata individuata. Cancellata la vittoria contro il Chievo, ora c'è da registrare il sorpasso del Milan alla vigilia del derby (cosa impensabile fino a un mese fa) e la possibilità di ripiombare a -4 dal terzo posto. Un disastro la prima uscita senza Milito e il problema dell'attacco è sempre più evidente (nessuno ha ancora dato una risposta alla domanda su chi sia stato il responsabile della cessione di Livaja, del mancato ritorno di Longo e dell'acquisto misterioso di Rocchi). Nel prossimo weekend i viola, impegnati a Bologna, potrebbero trarre vantaggio dal risultato della stracittadina, ma l'Inter prima di pensare ai rossoneri deve prima difendere (e vista la crisi in trasferta è proprio questo il termine adatto) il 2-0 dell'andata contro il Cluj nei sedicesimi di finale di Europa League.

IL TABELLINO
Fiorentina (4-3-3):
Viviano; Tomovic, Go. Rodríguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro (69' Sissoko), Borja Valero; Cuadrado (83' Llama), Jovetic (73' El Hamdaoui), Ljajic. Allenatore: Montella
Inter (4-3-1-2): Handanovic; Zanetti, Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo; Cambiasso, Kuzmanovic, Kovacic (46' R. Álvarez); Guarín (58' A. Pereira); Palacio (76' Schelotto), Cassano. Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Nicola Rizzoli di Bologna (Marzaloni – Padovan; Dobosz; Romeo – Velotto)
Reti: 13', 65' Ljajic, 33', 55' Jovetic, 87' Cassano (I)
Ammoniti: Pasqual, Pizarro, Savic (F), Ranocchia, Guarín, Juan Jesus, A. Pereira (I)

[Immagine presa da gazzetta.it]