La partita più incredibile del campionato va in scena al Franchi: sotto 2-0 a poco dalla fine del primo tempo la Lazio riesce ancora una volta a rimontare, vince 3-4 e torna sopra all’Inter e a pari punti con la Roma.
È successa qualsiasi cosa. Due espulsioni nei primi quattordici minuti, sette gol, sorpassi e controsorpassi, innumerevoli polemiche arbitrali e ricorsi al VAR, un allenatore allontanato, due punizioni memorabili, un rigore dato e uno tolto, ma alla fine è la Lazio che festeggia ed è forse la vittoria più importante del suo campionato. Giovedì scorso a Salisburgo in quattro minuti i biancocelesti avevano visto sfumare l’Europa League, stavolta nello stesso lasso di tempo da un -2 sull’Inter e -3 sulla Roma si sono riportati in pari coi giallorossi e sopra i nerazzurri, trovando prima il 3-3 e poi subito dopo il 3-4. L’uomo della provvidenza è Luis Alberto, perché sua è stata la punizione capolavoro a rimettere in corsa i suoi quando la Fiorentina era avanti di due gol e la squadra era in preda a una crisi di nervi, per le solite immancabili polemiche arbitrali che non mancano mai, forse anche ricordando l’andata. Ha qualcosa da recriminare la Lazio, perché l’espulsione di Alessandro Murgia al 14′ è senza dubbio discutibile (a rimettere la parità numerica dopo il rosso clamoroso al 7′ di Marco Sportiello, una follia colossale del portiere), ma poteva benissimo rimanere in nove (era da secondo giallo Luiz Felipe sul rigore del momentaneo 2-0): nonostante questo, e il successivo allontanamento di Simone Inzaghi, i capitolini sono riusciti lo stesso a compattarsi e riprendersi alla grande, senza dover contare sul proprio capocannoniere Ciro Immobile (non ha segnato, ma ha comunque fatto bene e da un suo tiro è nato il corner del 2-2) e col referente difensivo Stefan de Vrij sostituito per scelta tecnica a metà primo tempo. La Fiorentina forse ha creduto di averla vinta troppo presto, ma dieci contro dieci con un’infinità di spazi non doveva certo tranquillizzarsi: da 2-0 è finita pari all’intervallo, da 3-2 l’ha persa in quattro minuti e perciò la tripletta di Jordan Veretout, comunque strepitosa, vale un po’ meno perché in tre giorni i viola dell’ex Stefano Pioli hanno conquistato appena un punto, dopo sei vittorie consecutive, non sfruttando il doppio impegno casalingo e scivolando fuori dalla zona Europa League.
PRIMO TEMPO
Che non sia una partita normale lo si capisce da subito: dopo sei minuti lancio nel nulla, Immobile ci crede e va a ostacolare Pezzella sulla fascia destra, Sportiello rinvia addosso al compagno e il capocannoniere del campionato ne approfitta recuperando il pallone e calciando verso la porta, trovando però le mani dell’ex Atalanta fuori dall’area. Damato non ha esitazioni ed estrae il cartellino rosso, Fiorentina in dieci e Pioli costretto a levare subito Eysseric. Ci vogliono un paio di minuti per riprendere a giocare, sulla battuta della punizione schema a trovare Murgia arretrato e tiro alto. Nonostante l’inferiorità numerica la Fiorentina costruisce, al 12′ progressione di Chiesa che non serve nessuno e viene murato dalla difesa, Veretout recupera palla e rende il pallone al suo compagno che in piena area calcia alto sprecando una ghiottissima opportunità. La prima parata di Drągowski, all’esordio in campionato, è su un colpo di testa da corner di Cáceres, dalla ripresa del gioco lancio lungo verso Chiesa che è in vantaggio su Murgia e cade a contrasto, anche qui Damato non ha dubbi ed espelle il centrocampista schierato all’ultimo al posto di Parolo (infortunatosi nel riscaldamento, problema agli adduttori). Due cartellini rossi nei primi quattordici minuti, un qualcosa di difficile da vedere, protesta molto la Lazio perché dalle immagini non sembra esserci un fallo così chiaro ma sulla battuta della punizione seguente è perfetto Jordan Veretout, palla all’angolino e 1-0. De Vrij avrebbe subito l’opportunità di bissare il gol dell’andata, su punizione battuta sulla destra per Marušić il cross basso per l’olandese è precisissimo ma Pezzella si sostituisce al suo portiere e respinge, al 22′ cross ancora dell’esterno destro per Immobile, Milenković non benissimo ma Lukaku calcia in maniera pessima e la palla finisce direttamente sulla fascia opposta. Simeone, ben servito da Chiesa, si infila in area ma perde il tempo della battuta e la difesa avversaria lo ferma, sul contropiede immediatamente seguente lancio per Felipe Anderson (appena entrato al posto di de Vrij, scelta tecnica) che si invola sulla destra e cerca Immobile al centro, provvidenziale l’intervento di Milenković a salvare un gol probabilissimo e a rimediare a un suo errore, visto che aveva tenuto in gioco il brasiliano. Non c’è un attimo di sosta e ci sono anche tanti spazi, su uno di questi si infila Biraghi e Luiz Felipe entra maldestramente in scivolata, calcio di rigore ma Damato qui grazia il brasiliano, appena ammonito. Dal dischetto ancora Jordan Veretout, Strakosha è spiazzato e la Fiorentina raddoppia. Lazio a un passo dal baratro, che rischia anche di perdere la testa: sicuramente la perde Simone Inzaghi, che protesta troppo con l’arbitro e viene allontanato, chiedeva un rigore per intervento doppio di Vitor Hugo e Pezzella su Lucas Leiva (ma entrambi prendono il pallone in maniera evidente) sul quale Damato va anche a vedere il VAR ma non cambia la decisione. La Fiorentina forse crede di avere la partita in pugno e si fa sorprendere, al 39′ punizione di Luis Alberto a emulare Veretout, barriera superata e Drągowski non può fare nulla, decimo gol in campionato dello spagnolo e la Lazio non solo rientra in corsa ma la pareggia pure, al 45′ corner proprio dell’ex Liverpool e colpo di testa sul primo palo di Martín Cáceres, sul quale Drągowski non fa certo una gran figura. Si va al riposo ovviamente fra le polemiche e con un giallo per Veretout.
SECONDO TEMPO
Prima occasione della Lazio, al 49′ cross di Lukaku respinto e Marušić si coordina bene ma calcia centrale e Drągowski blocca in due tempi. A Simeone viene annullato un gol per fuorigioco millimetrico, perché è avanti con mezza spalla, ma il 3-2 arriva lo stesso: Felipe Anderson sbaglia un passaggio semplice per Lucas Leiva, Jordan Veretout recupera e in dribbling mette a sedere Luiz Felipe, diagonale e incredibile tripletta a far impazzire il Franchi. Nessuno può però pensare che sia finita qui, anzi la Lazio all’ora di gioco si procura un rigore per fallo ingenuo di Pezzella su Immobile, solo che il VAR grazia l’argentino perché la partenza del centravanti è in leggerissimo fuorigioco. In contropiede lo stesso capocannoniere al 66′ ci prova con uno splendido destro a lato di un niente, mentre dall’altra parte Simeone subentra a Chiesa e con un destro centrale impegna Strakosha. Al 69′ ennesimo cambio di rotta di una partita pazza, su azione insistita della Lazio Felipe Anderson controlla ai venti metri e da fermo col destro trova una traiettoria imparabile per Drągowski, 3-3 e nuova riscossa degli ospiti, che quattro minuti dopo la vincono: Chiesa perde palla sulla sua trequarti, apertura sulla destra per Marušić e cross basso sul quale in caduta Luis Alberto tocca quel tanto che basta per mandare fuori causa la difesa viola. Undici gol e dodici assist per lo spagnolo, strepitoso, e Lazio per la prima volta avanti. Dopo settantatré minuti giocati a un ritmo terrificante la partita improvvisamente si ferma, non succede più nulla sino al termine: nemmeno i cinque minuti di recupero, poi diventati sette perché i giocatori della Lazio (in particolare Strakosha) mostrano problemi fisici.
La Lazio sorpassa nuovamente l’Inter e tiene il ritmo della Roma, vittoriosa in contemporanea per 2-1 sul Genoa, ma questo è un successo pesantissimo perché era la partita più difficile dell’ultimo mese di campionato. Domenica c’è la sfida all’Olimpico con la Sampdoria, che nel frattempo vincendo all’ultimo sul Bologna ha agganciato proprio la Fiorentina, tornata a perdere dopo oltre due mesi (0-2 dalla Juventus il 9 febbraio): è lotta aperta non solo per la Champions League ma pure per l’Europa League, i viola sabato a Reggio Emilia col Sassuolo saranno chiamati a riprendersi.
IL TABELLINO
Fiorentina (4-2-3-1): Sportiello; Milenković, Ge. Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi; Veretout, Dabo; Gil Dias (79’ Saponara), Eysseric (9’ Drągowski), Chiesa; Simeone (70’ Falcinelli). Allenatore: Pioli
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij (25’ Felipe Anderson), Cáceres; Marušić, Murgia, Lucas Leiva, S. Milinković-Savić, Lukaku (72’ Lulić); Luis Alberto, Immobile (88’ Caicedo). Allenatore: Inzaghi
Arbitro: Antonio Damato della sezione di Barletta (Tegoni – Peretti; Abisso; VAR Aureliano; A. VAR Meli)
Reti: 16’, 31’ rig., 54’ Veretout (F), 39’, 73’ Luis Alberto, 45’ Cáceres, 69’ Felipe Anderson
Espulsi: Sportiello (F) al 7’ per aver toccato il pallone fuori dall’area con le mani, Murgia (L) al 14’ per fallo con chiara occasione da gol
Ammoniti: Luiz Felipe, Luis Alberto (L), Veretout, Ge. Pezzella, Chiesa (F)
[Immagine presa da twitter.com]

