SARRI

Il tecnico biancoceleste Sarri analizza lo 0-0 della Unipol Domus ai microfoni di centotrentuno.com: tra l’addio forzato al “Sarrismo” e l’affondo contro le sanzioni ai tifosi.

Un pareggio a reti bianche che lascia dietro di sé una scia di riflessioni amare e analisi taglienti. Maurizio Sarri, nel post-partita di Cagliari-Lazio, ha parlato a cuore aperto della prestazione dei suoi uomini, non nascondendo un certo malessere per l’attuale evoluzione tattica della squadra. Ai microfoni della sala stampa, come riportato da centotrentuno.com, il tecnico toscano ha messo subito le cose in chiaro sulla gestione della manovra.

“Io sto giocando un calcio diverso dal calcio che mi piace, ma questa è la rosa che ho. Dovevamo muovere la palla con velocità che è una cosa che il Cagliari soffre e invece abbiamo portato palla e purtroppo a volte non sappiamo giocare in modo diverso”. Un’ammissione di impotenza tattica che si riflette anche sull’inserimento dei nuovi, in particolare su Ratkov, apparso ancora fuori dai meccanismi: “Quanti allenamenti nostri avete visto? Lui arriva da un altro calcio e per lui questa è un’altra realtà. La Serie A non è più di alto livello ma resta difficile. I primi mesi ha fatto fatica Platini, figuratevi Ratkov”.

L’allenatore ha poi spostato l’attenzione sulle pesanti assenze e sui sacrifici richiesti ai giocatori attualmente a disposizione. La notizia peggiore riguarda Rovella: “Si è fratturato e dovrà operarsi”, ha annunciato Sarri, confermando un’emergenza che sembra non avere fine. Nonostante ciò, il tecnico rivendica l’atteggiamento dei suoi: “A Cagliari ha perso la Juventus e altre squadre forti. Se vieni senza carattere a Cagliari perdi e noi oggi ne avevamo. Abbiamo sbagliato qualcosa nel palleggio, ma non molleremo mai”. Molti elementi, secondo il mister, si stanno adattando a ruoli non propri per necessità: “Tanti stanno giocando fuori ruolo ma per come intendo il calcio io alcuni stanno facendo compiti non nelle loro caratteristiche”.

Infine, Sarri ha riservato una stoccata durissima alla gestione dell’ordine pubblico e ai divieti per i sostenitori biancocelesti in trasferta, definendo la situazione come “un’imposizione anti-costituzionale”. Il tecnico ha utilizzato un paragone stradale per criticare le sanzioni collettive: “I tafferugli hanno coinvolto 30-40 e non migliaia di tifosi della Lazio. Se tu prendi l’autostrada contromano ha senso togliere la patente a tutti quelli che come te sono in strada?”. Una posizione netta che chiude una serata di gioco avaro di emozioni, ma ricca di spunti polemici.

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