Claudio Lotito Lazio

Il presidente della Lazio interviene al Festival della Serie A di Parma e punta il dito contro la burocrazia italiana: al centro del dibattito il progetto del nuovo stadio Flaminio

Claudio Lotito torna a parlare del futuro degli impianti sportivi italiani. Il presidente della Lazio è intervenuto durante il panel “Il futuro degli stadi italiani”, organizzato nell’ambito del Festival della Serie A di Parma, affrontando il tema delle infrastrutture e delle difficoltà che ancora oggi rallentano la realizzazione di nuovi impianti.

Come riportato da Tuttomercatoweb, Lotito ha evidenziato l’importanza strategica degli stadi per la crescita del movimento calcistico nazionale. “Io mi trovo in grande imbarazzo, essendo presidente di una squadra di calcio e senatore della Repubblica. Quando parliamo di stadi non parliamo solo di sport, ma di tutti i riflessi sulle città. Sono uno degli elementi fondamentali attraverso cui si misura la capacità di un sistema sportivo di essere competitivo e sostenibile”.

Il numero uno biancoceleste ha poi puntato l’attenzione sul progetto relativo allo stadio Flaminio, destinato nelle intenzioni della Lazio a diventare la futura casa del club. “Mentre in molte altre realtà europee gli stadi sono stati trasformati in strutture multifunzionali, in Italia combattiamo con le lungaggini della burocrazia. Il progetto dello stadio Flaminio è un recupero di un’opera iconica della città di Roma”.

Secondo Lotito, il principale ostacolo non è di natura economica. “Il problema non sono i soldi, ma l’incertezza legata ai tempi amministrativi. La Lazio non chiede deroghe, ma regole certe”.

Infine, il presidente della Lazio ha criticato l’eccessiva frammentazione dei centri decisionali e i ritardi burocratici: “Oggi c’è stata una centuplicazione dei centri di potere. Il 50% è rappresentato da ignavi e tutto si regge su un 20% di persone che invece funziona”.

Parole che confermano quanto il tema degli stadi resti una delle sfide più importanti per il futuro del calcio italiano.