L’Atalanta vola sempre coi difensori: Inter travolta e umiliata 4-1

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Continua la striscia vincente dell’Atalanta, si ferma quella dell’Inter: all’Atleti Azzurri d’Italia è dominio bergamasco, finisce 4-1 con tre difensori a segno e un sublime sigillo finale del Papu Gómez.

Gli attaccanti più pericolosi dell’Atalanta sono i difensori. Questo paradosso è valido da quando Gian Piero Gasperini è arrivato a Bergamo, nell’estate del 2016, e oggi si è confermato in tutta la sua realtà, perché tre dei quattro gol con cui gli orobici hanno fatto a pezzi l’Inter sono arrivati da due dei centrali e da uno dei terzini. Hans Hateboer ha aperto lo show atalantino al 9′, quando si vedeva che già i padroni di casa erano debordanti, Gianluca Mancini e Berat Djimsiti l’hanno chiusa in un momento in cui le scelte nel pacchetto arretrato erano state ridotte al minimo, perché dopo gli infortuni di Andrea Masiello e José Luis Palomino (nemmeno convocati) aveva alzato bandiera bianca anche Rafael Tolói. È un trionfo di Gasperini, che ancora una volta si vendica del suo passato (da giugno a settembre 2011 senza manco vincere una partita prima dell’esonero all’indomani di una disastrosa prestazione a Novara) e che conferma come a Bergamo l’Inter debba sempre pagare dazio: non vince dal 15 febbraio 2015 e quello è l’unico successo negli ultimi dieci anni. Luciano Spalletti e i suoi giocatori però hanno fatto di tutto per prendere questo passivo pesantissimo, che poteva essere già tale dal primo tempo: il tecnico ha insistito nella rotazione estrema e stavolta ha pagato, perché le scelte (e pure i cambi nella ripresa) sono state completamente sbagliate, ma in campo non si è visto nulla con i reparti sfilacciati e un’infinità di errori nei passaggi, come già successo martedì col Barcellona. Tutti sapevano che l’Atalanta avrebbe aggredito la partita e l’Inter è entrata in campo molle, venendo salvata più volte prima dell’intervallo da Samir Handanović (l’unico salvabile negli ospiti) ma crollando definitivamente quando era pure riuscita ad acchiapparla, con un rigore (dubbio) trasformato da Mauro Icardi. Prestazione inaccettabile per una squadra che veniva da sette vittorie consecutive in Serie A, la striscia che prosegue è quella dell’Atalanta che ora rivede quell’Europa persa a fine agosto ai rigori a Copenaghen.

PRIMO TEMPO

Era prevedibile la partenza sprint dell’Atalanta e puntualmente così avviene, al 4’ destro a giro di Zapata respinto da Handanović che poi fa un miracolo (il primo di tanti) sulla ribattuta di Hateboer ma tutto inutile perché c’è fuorigioco. È regolarissima invece la posizione al 9’, cross di Gosens sul secondo palo e ancora Hans Hateboer in scivolata mette dentro per l’inevitabile 1-0: assist del terzino per l’inserimento dell’altro terzino, azione classica di Gasperini ma l’Inter non lo capisce. Sfondano anche all’11’ gli orobici, Gómez va via nello spazio lasciato libero dall’imbarazzante Asamoah e crossa per Zapata che non la prende ma ci pensa D’Ambrosio a deviare, risultando fortunatissimo perché prende il palo e Handanović non se la butta dentro da solo, il portiere salva in qualche modo al 13’ su Iličić pescato dall’ennesimo cross stavolta da sinistra. Lo sloveno ha altre due occasioni nella prima metà di tempo, al 16’ l’Inter lo lascia girare al limite per un sinistro non molto distante dal palo alla sinistra di Handanović, ma al 22’ riesce nell’impresa di sbagliare un pallone solo da spingere dentro a porta vuota incartandosi sul tap-in facile col mancino e buttandola fuori. Cominciano a essere tante le occasioni per l’Atalanta che domina ma non concretizza, al 31’ su corner respinto si coordina bene Gosens e Handanović blocca, al 36’ errore di Icardi a centrocampo e ne approfitta Zapata, contrastato da Miranda manda sull’esterno della rete. L’Inter non tira mai in porta, al massimo un colpo di testa alto di Perišić, fatica come mai in stagione (nemmeno all’esordio a Reggio Emilia col Sassuolo) e può definirsi molto fortunata per non finire sotto all’intervallo di goleada, perché al 42’ Miranda salva col corpo su Zapata (e sul contropiede Gagliardini calcia malissimo), poi 43’ Handanović compie un miracolo con le braccia distese il più possibile su Iličić che aveva stoppato nell’area piccola e un minuto dopo si ripete sul solito inserimento di un difensore, Tolói pescato splendidamente da Freuler, con Mancini che di testa manda a lato sull’angolo seguente.

SECONDO TEMPO

Si riprende a giocare in ritardo per segnare di nuovo le linee del campo sparite a causa della pioggia, l’Atalanta batte il calcio d’inizio ma riesce nella non facile impresa di concedere rigore dopo diciannove secondi: su disimpegno Berisha svirgola il rinvio e regala palla in area a Politano, affrontato da Mancini che allarga troppo il braccio per trattenere il numero 16 e tocca la palla in maniera ritenuta fallosa dal fiscalissimo Maresca, Mauro Icardi dal dischetto è precisissimo e infila il pallone fra palo e portiere, 1-1. Sembra cambiare l’inerzia della partita, anche perché sugli sviluppi di un cross in area (dove viene fischiato fallo a Djimsiti) Tolói si scontra con Miranda e riporta un profondo taglio in testa che lo costringe a lasciare il campo, Gasperini in emergenza manda dentro Castagne adattando Hateboer centrale ma incredibilmente non solo l’Atalanta non concede più nulla ma colpisce proprio con uno dei centrali, Gianluca Mancini che al 62′ salta più in alto di tutti su punizione da sinistra di Iličić e firma il suo terzo gol consecutivo. Spalletti manda in campo Keita (all’intervallo era entrato Borja Valero per Vecino) ma il subentro del senegalese è come al solito più dannoso che altro, l’Inter non solo non crea niente per pareggiarla ma nemmeno si avvicina all’area di rigore avversaria. A due minuti dal termine altro calcio di punizione concesso con troppa facilità dagli ospiti, secondo assist di Iličić e secondo colpo di testa di un centrale, stavolta Berat Djimsiti che trova il suo primo gol in Serie A per chiudere i conti. C’è ancora il tempo, cinque minuti di recupero, per peggiorare ulteriormente le cose per l’Inter: Brozović, già ammonito, entra in ritardo e si prende il secondo giallo (anche qui fiscale) e al 94′, fra gli olé dell’Atleti Azzurri d’Italia, un destro a giro del Papu Alejandro Gómez lascia immobile Handanović per il poker atalantino.

Quarta vittoria consecutiva per l’Atalanta (ossia da quando è rientrato titolare Josip Iličić, non un caso) e sesto posto momentaneo in attesa dei risultati delle altre partite di oggi: la marcia bergamasca è ripresa e adesso sarà difficile per tutti affrontare gli uomini di Gasperini, in primis l’Empoli dopo la sosta. L’Inter torna a perdere in campionato dopo quasi due mesi, non accadeva dal 15 settembre col Parma (0-1) ed è un KO pesante non solo per il passivo, perché significa essere staccata dal Napoli ora secondo da solo dopo il successo di ieri in rimonta al Ferraris.

IL TABELLINO

Atalanta (3-4-2-1): E. Berisha; Tolói (56′ Castagne), Djimsiti, Mancini; Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens; Iličić, Gómez; D. Zapata (71′ Pašalić). Allenatore: Gasperini
Inter (4-3-3): Handanović; D’Ambrosio, Škriniar, Miranda (71′ Vrsaljko), Asamoah; Vecino (46′ Borja Valero), Brozović, Gagliardini; Politano (66′ Keita), Icardi, Perišić. Allenatore: Spalletti
Arbitro: Fabio Maresca della sezione di Napoli (Schenone – Mondin; Mariani; VAR Guida; A. VAR Posado)
Reti: 5′ Hateboer, 47′ rig. Icardi (I), 62′ Mancini, 88′ Djimsiti, 94′ Gómez
Espulso: Brozović (I) al 92′ per doppia ammonizione
Ammoniti: Vecino, Škriniar, Gagliardini (I), Hateboer, de Roon, Gómez (A)

[Immagine presa da corrieredellosport.it]