Vittoria di prestigio quella dell’Atalanta sul terreno di casa, con gli orobici che battono 3-2 l’Inter nel posticipo della dodicesima giornata di Serie A fermando la marcia dei nerazzurri di Milano che sembravano infermabili dopo l’1-3 di Torino contro la Juventus.
Hanno deciso un gol di Bonaventura e una doppietta di Germán Denis, bomber ritrovato dopo un inizio opaco e diversi sprechi sotto porta, ma il protagonista assoluto è stato un altro, ossia il sontuoso Maximiliano Nicolás Morález, per tutti “Maxi”, venticinquenne trequartista di soli centosessanta centimetri che ha letteralmente scherzato la retroguardia avversaria e regalato giocate di assoluta classe, regalando al suo connazionale l’assist per il 2-1 e procurandosi il discusso rigore del terzo gol, poi rivelatosi decisivo. Proprio sotto i colpi di due giocatori argentini (curiosamente nessuno dei due fa parte dei convocati di Sabella per l’amichevole di Mercoledì contro l’Arabia Saudita) crolla una squadra che di giocatori nati a Buenos Aires e dintorni ne è piena, e stavolta non basta il “solito” gol di Rodrigo Palacio per evitare una sconfitta, la prima stagionale fuori casa per l’undici di Stramaccioni, che vede fermarsi la striscia positiva a dieci vittorie consecutive, sia in generale che contando le sole gare in trasferta. Inter rimaneggiata dalle tantissime assenze, ma questo non può essere un alibi, e alla terza trasferta nel giro di otto giorni, con il tecnico romano che si ritrova praticamente con gli uomini contati e deve schierarne alcuni (Cambiasso e Gargano) non certo al 100%, la scelta ricade sul 4-3-3 anziché sulla difesa a tre (Ranocchia e Samuel sono infortunati, c’è Silvestre centrale con Juan Jesus come a Belgrado) perché così è presente a centrocampo un giocatore che può stare davanti alla difesa come scudo, proprio per fronteggiare le discese del “frasquito” Morález (ma non ci sarà scampo…), e il prescelto è l’uruguayano ex Napoli che si piazza arretrato rispetto a Cambiasso e Guarín, con davanti il trio che tanto aveva messo in crisi la Juventus. Colantuono, reduce da tre vittorie e un pareggio nelle precedenti quattro uscite, si affida a uno schema già collaudato, con la stessa formazione iniziale vista nella scorsa giornata (2-1 a Genova contro la Sampdoria) e lo stesso schema tattico che aveva imbrigliato il Napoli una decina di giorni fa all’Atleti Azzurri d’Italia nell’1-0 firmato Carmona. Bilancio positivo a Bergamo per i locali nelle ultime sfide: dopo uno 0-2 dell’Aprile 2008 dove arrivò il primo gol in Serie A di Mario Balotelli l’Atalanta ha collezionato una vittoria e due pareggi per 1-1.
PRIMO TEMPO
I primissimi minuti sembrerebbero indicare un approccio positivo da parte dell’Inter, che colleziona un paio di buone giocate dentro l’area di rigore non concretizzate per poco, ma al primo affondo è l’Atalanta a passare in vantaggio, al nono minuto, con un cross dalla sinistra di Peluso che pesca in area di rigore Bonaventura, colpo di testa in mezzo ai due centrali dell’Inter e palla che finisce in rete. Secondo gol consecutivo per il centrocampista marchigiano dopo quello realizzato alla Sampdoria (anche lì nei primi minuti, addirittura dopo poco più di centoventi secondi di gioco), il terzo il campionato. L’Inter prova a reagire ma si trova davanti un muro insuperabile in porta, perché Consigli è bravissimo sia al 15′ in uscita bassa su Cassano che soprattutto al 20′ su colpo di testa ravvicinato da parte di Palacio, che dentro l’area piccola corregge verso la porta una sponda di Silvestre su azione da calcio d’angolo. Dietro, però, sono guai: Juan Jesus rischia nuovamente l’autogol dopo averlo sfiorato a Belgrado andando a deviare pericolosamente un pallone controllato in area da Denis e portato via da Cambiasso, ma il centrale brasiliano è fortunato e la palla carambola sul fondo e quindi in corner, più sfortunato invece il bomber dei padroni di casa al 34′ quando, al termine di una splendida azione dei suoi conclusa da un cross di Schelotto a centro area facile facile da mettere dentro, spara alto completamente smarcato a porta libera, errore imperdonabile da parte di Denis che cerca un minuto dopo di rifarsi con una giocata acrobatica ma manda sul fondo. Rischiato il doppio svantaggio l’Inter cerca di ritirarsi su e riprende ad attaccare, Cassano colpisce malamente con l’esterno mandando alto ma poi trova una delle poche palle buone di una serata da dimenticare con un assist calibrato per Palacio che va ancora una volta di testa e si vede respingere l’incornata da un super Consigli, decisamente il migliore in campo dell’Atalanta nella prima frazione. Ultima azione prima dell’intervallo per Cigarini che calcia benissimo da poco meno di venticinque metri sul rimbalzo ma l’effetto è leggermente esterno e la sua conclusione esce di pochi centimetri. Inter che va al riposo per la terza volta di fila in campionato sotto di un gol.
SECONDO TEMPO
Nessun cambio ma l’Inter sembra disposta meglio in campo, la scossa arriva da Guarín che si inserisce con buona lucidità e si procura due punizioni dal limite, la prima la calcia male Cassano ma la seconda giustamente se la prende lui: siluro potentissimo a oltre centoventi chilometri orari che supera la barriera e Consigli può solo toccare senza impedire al pallone di finire in rete. Terzo gol nelle ultime quattro partite per il colombiano e al 55′ gli ospiti hanno rimesso la partita in parità, confermando una tradizione che vede un gol dell’Inter nel primo quarto d’ora della ripresa ripetuta per la quinta gara consecutiva. È solo un fuoco di paglia però, perché al primo pallone utile in area l’Atalanta torna nuovamente in vantaggio, Maxi Morález sfonda sulla destra e serve un altro pallone in mezzo per Denis che stavolta proprio non può sbagliare, il Tanque ritrova la rete che gli mancava dalla sesta giornata, gol inutile nel tracollo 1-5 casalingo contro il Torino. Colpo quasi mortifero, dal quale l’Inter non si riprende più, perché Stramaccioni dopo l’1-1 probabilmente pensava di impostare la rimanente mezz’ora sulla ricerca del vantaggio e invece dopo neanche cinque minuti si ritrova nuovamente sotto e con la montagna da scalare da capo. L’affondo decisivo avviene al 66′, quando Maxi Morález, all’ennesima perla del suo splendido match, punta e salta Silvestre che poi rinviene intervenendo sul pallone, l’ex Vélez cade a terra e Damato gli fischia un rigore più che generoso, dal dischetto Denis spiazza Handanovic e l’Atalanta si porta sul pesantissimo doppio vantaggio con il quarto gol del suo cannoniere principale. Cominciano i cambi ma non si modifica il disegno di una partita che con il passare del tempo prende sempre più la strada verso il successo casalingo, il nuovo entrato Parra va vicino al 4-1 ma Handanovic glielo nega con un super intervento, a sei minuti dalla fine però arriva un sussulto dell’Inter, con Palacio che si ritrova un pallone servito da Gargano dentro l’area di rigore con tanto spazio e batte Consigli in uscita per il gol del 3-2 che ridà speranza agli ospiti e che rende il finale incandescente. Nel recupero assedio alla porta bergamasca ma Consigli non deve effettuare interventi di rilievo, tante mischie in area ma nessun tiro in porta, e l’unica situazione da annotare è una misteriosa espulsione di Parra per un fallo su Guarín che non sembrava essere così grave da valere il rosso.
L’Atalanta trova il ventesimo punto stagionale al netto della penalizzazione, salendo quindi a quota diciotto (sono infatti due i punti tolti per la vicenda del calcioscommesse) e superando in un colpo solo Catania, Parma e Roma, attestandosi in sesta posizione e in piena lotta per un posto in Europa League, con la possibilità di giocarsela anche per qualcosa di più Domenica prossima contro la Fiorentina quarta. Classifica che invece non sorride all’Inter, che ritorna a -4 dalla Juventus vittoriosa per ben sei reti a uno contro il Pescara nell’anticipo di Sabato, con un passo falso che non cancella quanto di buono visto nelle precedenti dieci uscite (la battuta d’arresto contro il Siena era comunque molto diversa) ma che certifica un problema di organico dovuto alla contemporanea assenza per infortunio di tanti elementi cardine della rosa. Il fatto che a metà settimana si giochino solo amichevoli delle nazionali potrebbe essere un minimo d’aiuto in vista della prossima giornata, con avversario (casalingo) il Cagliari rigenerato dalla cura Pulga-López.
IL TABELLINO
Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto, Cigarini (73′ Biondini), Carmona (84′ Cazzola), Bonaventura; Maxi Morález, Denis (78′ Parra). Allenatore: Colantuono
Inter (4-3-3): Handanovic; Zanetti (79′ Livaja), Silvestre, Juan Jesus, Nagatomo; Guarín, Gargano, Cambiasso (73′ R. Álvarez); Cassano (73′ A. Pereira), Milito, Palacio. Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Antonio Damato di Barletta (Di Liberatore – Cariolato; Giachero; Russo – Pinzani)
Reti: 9′ Bonaventura, 56′ Guarín (I), 60′, 67′ rig. Denis, 84′ Palacio (I)
Espulso: Parra (A) al 93′ per gioco violento
Ammoniti: Carmona, Peluso (A), Gargano (I)
[Immagine presa da sportitalia.com]

