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Successo largo e importante al Massimino per la squadra allenata da Walter Mazzarri, il Catania è stato travolto sotto i colpi del trio che già aveva fatto ammattire il Genoa domenica scorsa e stasera sono andati a segno tutti e tre.

 

Ci sono un giapponese e due argentini: no, non è l’inizio di una barzelletta ma la nuova arma dell’Inter per spaccare in due le partite, Nagatomo e Palacio hanno segnato come già successo nel debutto in campionato mentre Ricky Álvarez si è confermato ad alti livelli e dopo essere stato tra i migliori in campo sia contro il Cittadella in Coppa Italia sia contro il Genoa nel 2-0 del Meazza è arrivata anche la prodezza personale, con il gol che ha chiuso la partita in maniera definitiva. Rispetto al match contro i Grifoni i nerazzurri ci hanno messo molto meno per sbloccare il risultato, soltanto diciotto minuti e qualche secondo, non ripetendo tutta quella fatica vista in fase offensiva ma esaltando le doti di uno straordinario giocatore come Palacio, per poi sfruttare il gioco in contropiede tanto caro al nuovo tecnico. Le tre partite giocate con Mazzarri hanno visto sempre a segno la punta (Palacio) e un esterno (Jonathan prima, Nagatomo poi), questo è un netto segnale che il duro lavoro dei quasi due mesi di allenamenti effettuati sinora comincia a produrre i suoi frutti, perché queste cose erano un marchio di fabbrica a Napoli e dopo poche gare la sensazione è che anche all’Inter possano diventare una felice consuetudine, in più c’è il dato della porta ancora inviolata in controtendenza con l’anno scorso. Certo, il Catania visto oggi è stata ben poca cosa rispetto alla squadra divertente della scorsa stagione che aveva finito proprio davanti ai nerazzurri (le partenze di Barrientos, Gómez e Lodi si sono fatte sentire non poco) ma la prestazione dell’Inter è stata di alto livello, e questo va oltre il fatto che i primi sei punti del campionato siano arrivati contro due squadre che non hanno ancora tolto lo zero dalla classifica. Maran, come detto, ha dovuto far fronte all’improvvisa notizia di mercato arrivata dal Qatar, con il trasferimento di Barrientos all’Al-Jaish Sport Club che si è concretizzato proprio nelle ultime ore dopo che l’argentino era stato inizialmente inserito nell’elenco dei convocati: è 4-3-3 con Bergessio punta centrale e ai suoi lati i connazionali Castro e Leto, per un totale di nove argentini su undici. Inter invece con il 3-5-1-1, stesso modulo con cui non era arrivato neanche un tiro in porta contro il Genoa (la prima conclusione verso lo specchio avvenne due minuti dopo l’ingresso di Icardi), c’è per la prima volta titolare in questa stagione Kovacic al posto di Kuzmanovic e si tratta dell’unica variazione rispetto all’undici di partenza della settimana scorsa. Debutto per il nuovo sponsor sulle maglie del Catania, curiosamente lo stesso marchio era già stato presente in Serie A vent’anni fa proprio con l’Inter.

PRIMO TEMPO
L’inizio è molto divertente, con un quarto d’ora ricchissimo di occasioni da gol, il Catania ne ha di più (6′, conclusione di Castro bloccata da Handanovic; 8′, Bergessio si libera bene in area ma Campagnaro è provvidenziale in anticipo; 9′, Leto liberato da una sponda di Bergessio spara addosso al portiere sloveno) ma anche l’Inter non resta a guardare e sfiora due volte il vantaggio (giocata acrobatica di Palacio al 6′ con palla sul fondo e doppia opportunità per Jonathan al 10′ con il primo tiro respinto da Andújar e la ribattuta messa in angolo da Monzón). La fascia di destra è quella più battuta dai giocatori in maglia bianca perché Monzón, come già successo lunedì a Firenze, si fa saltare con troppa facilità, al 15′ Guarín va sul fondo e mette in mezzo per Ricky Álvarez che però impatta malamente con il sinistro, cinque minuti dopo però lo sfondamento laterale è vincente: Jonathan punta ancora Monzón, dribbling secco e cross al centro per Rodrigo Palacio che da due passi non può proprio sbagliare. Quarto gol in tre partite per l’argentino, sempre a segno in questo inizio di stagione, lo stesso score ce l’ha contro il Catania con la maglia dell’Inter dopo le tre reti realizzate l’anno passato. Il match si mette in discesa per gli ospiti, ci sarebbe la chance per raddoppiare poco dopo ma Guarín spreca un contropiede in superiorità numerica servendo troppo tardi e troppo in profondità Nagatomo che poteva andare in porta facilmente, il Catania dopo qualche minuto di shock dovuto allo svantaggio cerca di riprendersi ma la conclusione alla mezz’ora di Tachtsidis finisce sul fondo. Finale di tempo segnato dai problemi fisici, prima finisce KO Izco (sostituito da Maxi López) e qualche istante più tardi lascia il campo anche Kovacic, al rientro dopo l’infortunio muscolare dei primi giorni di ritiro.

SECONDO TEMPO
I due cambi prima dell’intervallo bastano ai due allenatori per non modificare ulteriormente le due squadre, la ripresa si avvia con una grossa palla gol per l’Inter (49′): Guarín mette in mezzo per Palacio, Pablo Álvarez lo tocca da dietro facendolo cadere (era rigore), da dietro arriva Nagatomo che colpisce di testa e Andújar salva sul primo palo. Il raddoppio è soltanto rinviato di qualche minuto, arriva al 56′ ed è ancora con una giocata dalla fascia destra: Jonathan vede e serve Palacio, cross con il contagiri sul secondo palo, nuovo inserimento di Yuto Nagatomo e incornata sulla quale Andújar non può più fare niente. Secondo gol consecutivo per il giapponese, molto più difficile di quello contro il Genoa ma altrettanto importante. L’Inter è in completo controllo della partita, rischia anche pochissimo e contiene con mestiere il Catania, a dir la verità poco propositivo in avanti: gli etnei vanno vicini all’1-2 solamente una volta, al 70′, quando Doukara riesce a calciare quasi dal fondo, Handanovic respinge male la prima volta ma poi smanaccia bene la seconda sempre sul cross del nuovo entrato, alla fine Monzón calcia in mezzo e Almirón da centro area manda sul fondo. Nel finale, dopo un gol annullato a Belfodil per posizione di fuorigioco, c’è gloria anche per Ricardo Álvarez, autore all’80’ di una spettacolare discesa palla al piede iniziata quasi a centrocampo e conclusa con un preciso sinistro sul secondo palo che carambola sul montante e finisce dentro. Secondo gol al Catania per il ritrovato numero undici argentino, che sei mesi fa aveva aperto di testa la rimonta dell’epico 2-3 determinato da Palacio. Gli ultimi istanti vedono Belfodil sfiorare due volte il poker, la prima manda fuori da buona posizione su cross dell’ottimo Campagnaro (uno dei migliori in campo) e la seconda si fa respingere da Andújar il rasoterra da posizione defilata, ma la vittoria dell’Inter non era già più in discussione.

La prima domenica di marzo aveva visto il Catania dominare nel primo tempo e l’Inter apparire dal nulla nella ripresa per rimontare e vincere all’ultimo minuto, la prima domenica di settembre invece vede i nerazzurri avere la meglio sui siciliani ponendo le basi per i tre punti già dai primi quarantacinque minuti, lasciando poche briciole agli avversari e mostrando un gioco interessante ma ancora perfezionabile, magari con qualche colpo last-minute nell’ultimo giorno di mercato (e qualche cessione di giocatori in esubero, vedi alla voce Kuzmanovic e Pereira). Adesso c’è la sosta, ma la pausa per gli impegni delle nazionali sarà caricata di tensione per l’attesa del derby d’Italia che riaprirà il campionato con le due grandi avversarie in testa a punteggio pieno, presumibilmente sabato 14 alle ore 20.45 nonostante l’interesse dei bianconeri ad anticipare al venerdì. Il Catania rimane a quota zero dopo due partite, oggettivamente aprire con Fiorentina e Inter non era il massimo per i rossoazzurri ma la sensazione è che i siciliani si siano indeboliti rispetto alla passata stagione, e pertanto Pulvirenti dovrà cercare di aggiungere un giocatore di qualità nell’ultimo giorno di mercato per essere di nuovo competitivo a partire dalla trasferta di Livorno.

IL TABELLINO
Catania (4-3-3):
Andújar; P. Álvarez (62′ Rolín), Legrottaglie, Spolli, Monzón; Izco (42′ Maxi López), Tachtsidis, Almirón; Leto (66′ Doukara), Bergessio, Castro. Allenatore: Maran
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (83′ Wallace), Guarín (68′ Belfodil), Cambiasso, Kovacic (44′ Taïder), Nagatomo; R. Álvarez; Palacio. Allenatore: Mazzarri
Arbitro: Antonio Damato di Barletta (Posado – Marrazzo; Dobosz; Guida – Ciampi)
Reti: 19′ Palacio, 56′ Nagatomo, 80′ R. Álvarez
Ammoniti: Nagatomo, Palacio (I), Spolli, Andújar, Doukara (C)

[Immagine presa da repubblica.it]