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Largo successo dei partenopei contro i blucerchiati di Mihajlovic. Nonostante l’assenza di stimoli, Napoli e Samp giocano una partita scoppiettante, influenzata anche dai numerosi errori in fase difensiva.

 

Quella di Genova è stata certamente una strana partita. Al Marassi sembrava quasi che un po’ tutti i presenti volessero ricordare qualcosa, tenere vicino alla mente ( e soprattutto al cuore),  immagini ancora troppo vive per poter essere rimosse.
Si è giocato con la presenza sugli spalti della famiglia Boskov, l’allenatore più vincente nella storia della Doria, il tecnico dei grandi trionfi e degli aforismi che hanno segnato la storia del calcio.
Si è giocato con un pensiero, ormai fisso tra i tifosi azzurri: un pensiero per il giovane Ciro, il tifoso partenopeo ferito negli scontri di due sabati fa, ancora ricoverato in terapia intensiva presso il Gemelli di Roma.
E anche se le premesse potevano lasciar credere che il campo, l’unico vero banco di prova, avesse ben poco da dire, Napoli e Samp hanno regalato a questo pubblico un po’ malinconico, uno spettacolo  a dir poco entusiasmante.
Nonostante  due  rose farcite di seconde linee, la partita ha subito vestito i panni del thriller sportivo.
Con il doppio vantaggio partenopeo, Zapata – Insigne, dopo solo 26 minuti, il Napoli pareva essersi già garantito una comoda vittoria (complice anche la disattenzione clamorosa di Fiorillo sul secondo gol di Insigne).
La Samp però ha reagito subito bene  e, dopo appena 4’,  Eder ha  accorciato il gap con un bellissimo gol dalla distanza, il numero 11 in questo campionato.
La Doria, ancor prima di poter pensare ad un eventuale rimonta,  ha dovuto fare i conti con la seconda papera del suo portiere titolare, questa volta poco attento su una punizione non certo irresistibile battuta da Callejon.
Il secondo errore di Fiorillo è stato il vero e proprio spartiacque della partita: da quel momento il Napoli ha letteralmente dilagato, segnando prima il quarto gol con Hamsik, magistralmente servito da un’imprendibile Zapata e il quinto con un’autorete di Mustafi,  fresco di qualificazione ai mondiali tra le fila della Germania di Loew.
A nulla è valsa la prodezza di Wszolek sul finire del match, per impedire al Napoli di ottenere la decima vittoria esterna di questo campionato.
IL TABELLINO

SAMPDORIA (4-2-3-1): Fiorillo; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello, Regini; Palombo, Krsticic (58′ Renan); Gabbiadini (64′ Sansone), Soriano, Eder; Maxi Lopez (80′ Wszolek). A disposizione: Da Costa, Falcone, Costa, Fornasier, Rodriguez, Bjarnason, Lombardo, Salamon, Sestu. Allenatore: Mihajlovic.

NAPOLI (4-2-3-1): Reina (79′ Doblas); Maggio, Fernandez, Mesto, Reveillere; Inler, Jorginho; Insigne, Hamsik (65′ Mertens), Callejon (72′ Zuniga); Zapata. A disposizione: Colombo, Henrique, Ghoulam, Lasicki, Radosevic, Romano, Pandev. Allenatore: Benitez.

Marcatori: 19′ Zapata (N), 26′ Insigne (N), 30′ Eder (S), 32′ Callejon (N), 47′ Hamsik (N), 61′ aut. Mustafi (N), 88′ Wszolek (S)

Ammoniti: Mustafi (S)