La Lazio scaccia le critiche, vince e convince contro il Chievo

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Partita dominata dai capitolini, per quanto visto in campo il risultato di 0-2 è anche riduttivo, male la squadra di Corini che fa passi indietro rispetto a Napoli.

 

Chievo-Lazio, sulla carta, si prospettava come la classica partita noiosa e povera di gol; si è rivelata, invece, tutto l’opposto. Sullo scivoloso campo del Bentegodi si confrontano due squadre che, ognuna alla propria maniera, non hanno rispettato le aspettative d’inizio stagione: il Chievo sta recitando il ruolo teoricamente spettante ai cugini dell’Hellas che, sorprendentemente, non solo hanno scalzato i clivensi dalla parte di miglior squadra di Verona, ma insediano anche l’agognato posto in Europa League rincorso da una Lazio che si è svegliata tardi. La squadra biancoceleste sta passando il periodo più delicato dall’approdo di Reja e Bollini in panchina: eliminati in Coppa Italia appena mercoledì scorso, ceduto Hernanes ai maggiori concorrenti (l’Inter) per il quinto posto e mercato deludente – pesantemente contestato dalla piazza; anche il Chievo attraversa un momento difficile, ben sei giornate senza vittorie.
Da parte di entrambi è richiesta una reazione.

Qui Chievo – Pochi dubbi per Eugenio Corini, tutti a disposizione eccetto il neo-acquisto Leandro Paredes. Schierato quindi lo stesso 3-5-2 che al San Paolo aveva annullato i dettami del Napoli di Benitez.
Malgrado l’arrivo di Agazzi, è ancora Puggioni a proteggere la porta gialloblu. Anche in difesa, Canini parte dalla panchina, il terzetto della retroguardia è composto da Frey, Dainelli e Cesar. Esterni Bentivoglio e Sardo, protagonista contro il Napoli,  a spalleggiare Rigoni, Hetemaj e Dramé in mediana. Tandem offensivo confermato: Paloschi-Thereau. Nessuna sorpresa, formazione-tipo.

Qui Lazio – Reja ormai ha parlato chiaro: senza i suoi terzini scelti (Radu e Konko) si gioca con la difesa a tre. Ripropone nuovamente il 3-4-2-1, modulo che sta sorprendentemente convincendo in casa Lazio.
Inaspettatamente ancora Berisha fra i pali, Marchetti è dato ufficialmente per infortunato e si accomoda in panchina, ormai tutto fa pensare ad un “caso” legato al portiere della Nazionale. Rientra Radu in difesa, manca però Konko infortunato in Coppa Italia, il romeno si schiera quindi a fianco della coppia inamovibile Biava-Dias che, giornata dopo giornata, convince sempre più. Lulic e Cavanda esterni di centrocampo, Ledesma-Biglia centrali, riconfermata la discussa coppia di argentini che contro la Juve aveva convinto. Sulla trequarti c’è Candreva, ma non più Hernanes, Keita prende il suo posto. In avanti, Klose.

Primo Tempo – Dopo appena qualche minuto di studio, un guizzo della Lazio apre la partita: Keita sfrutta tecnica e velocità per liberarsi della marcatura sulla fascia sinistra, arriva in profondità e scarica a centro area per l’accorrente Candreva che controlla, dribbla e infila il pallone con un mancino potente e preciso sul quale Puggioni non può nulla. Non poteva iniziare peggio la partita del Chievo, non poteva iniziare meglio quella della Lazio. La reazione dei clivensi non tarda ad arrivare, sul ribaltamento di fronte Paloschi tenta una girata di testa che finisce alta, ma la sfida è scoppiettante, i ritmi altissimi e al decimo minuto Ledesma fa partire un delizioso lancio lungo per Klose che stacca in modo impreciso non riuscendo a concretizzare la nitida azione del raddoppio.
La fortuna non è dalla parte del Chievo: poco dopo il quarto d’ora, Dainelli si fa male e costringe Corini alla prima sostituzione, dentro Canini. Passando altri cinque minuti ed i gialloblu tornano pericolosi: Cavanda pasticcia e perde un insidioso pallone nella propria metà campo, tuttavia Paloschi non è abbastanza lesto da approfittarne; giornata negativa per l’attaccante scuola Milan: sull’insistenza clivense, è proprio lui a deviare un pallone indirizzato in porta da Hetemaj in seguito ad un calcio d’angolo. La Lazio risale la china e prova a guadagnare terreno, Candreva prima conclude una galoppata facendo partire un cross sul secondo palo che non trova la testa di Lulic per un pelo, poi prende una traversa con una punizione sporcata dalla deviazione di Dias. Il Chievo soffre sulla sinistra, anche Cavanda dribbla spesso l’avversario e s’invola in profondità, alla mezz’ora si regala una discesa da applausi, chiusa in angolo sul più bello. La scelta di Reja si rivela azzeccata: Biglia e Ledesma in mediana coprono bene e fanno ripartire ottimamente la squadra, l’ingranaggio gira, anche se la partita va calando verso la fine della prima frazione; non senza un’altra tegola per Corini: anche Hetemaj s’infortuna, al suo posto Radovanovic.

Secondo Tempo – Non vi sono differenze nella ripresa, si combatte soprattutto a centrocampo dove la Lazio mantiene predominanza, il Chievo è povero d’idee e non riesce a pungere in avanti, complice anche una partita superlativa di Biava e Dias, perentori nelle chiusure degli spazi. E’ ancora Keita che ravviva il match: Candreva gli offre un buon cross sui piedi ed il talentuoso attaccante laziale tenta il colpo di tacco, provvidenziale la reazione di Puggioni. Campanello d’allarme per Corini, la sua squadra non ha peso offensivo, decide quindi di inserire Pellissier per Bentivoglio, ma il copione non cambia: ancora Candreva sulla destra, incontenibile, prova stavolta a servire Keita sul secondo palo che, in spaccata, manca il pallone di poco; copia dell’azione precedente, stavolta arriva Lulic che clamorosamente si divora un gol sparando alto da sotto porta. I gialloblu sbandano, la Lazio persiste e trova il meritato raddoppio: Keita fa partire un sinistro dal vertice dell’area che, sporcato da Canini, prende in controtempo Puggioni e finisce in rete!
Il Chievo è rassegnato, la compagine di Reja domina, c’è posto per tutti per mettersi in mostra e anche Biglia (proprio lui che aveva segnato il suo primo gol in Italia al Bentegodi, contro l’Hellas) tenta il tiro dalla distanza che trova però la respinta del portiere. Klose non è nella miglior giornata, ancora un gol mancato: bell’aggancio sul traversone di Candreva, ma tiro a lato. Esce Keita, ovazione per lui che fa dimenticare subito Hernanes, ed entra Gonzalez che subito partecipa al tiro al bersaglio: finta per spostarsi il pallone sul sinistro e tiro, contiene Puggioni, unico del Chievo che ancora gioca. Nei minuti di recupero c’è spazio per l’esordio del giovane Crecco nelle file biancocelesti, solo fischi per i clivensi che dal secondo gol subito hanno smesso di crederci.

Tutto da rifare per Corini. La trasferta di Napoli sembrava segnare un punto di partenza per il Chievo che aveva mostrato ordine e strategia di gioco. Oggi sono mancati entrambi, spesso per merito dei giocatori capitolini, ma per la salvezza è richiesta, se non altro, determinazione e voglia di dare il 110%; cose che, l’accozzaglia rinunciataria e blanda di oggi, non hanno.
Può ritenersi pienamente soddisfatto Reja: la sua squadra ha ritrovato sicurezza difensiva, facendo rinascere un giocatore come Dias (dato per finito) e sta iniziando a liberarsi di quella Klose-dipendenza che è un arma a doppio taglio. Grande prova di Keita, talento indiscusso, che ha tutte le carte per non far sentire il peso della mancanza di Hernanes.