Il sesto posto con Tudor e Spalletti segna una delle peggiori stagioni della Juventus nell’era dei 20 club: bianconeri fuori dalla Champions League e lontani dai fasti del passato.
La Juventus archivia una delle stagioni più deludenti della sua storia recente. Il sesto posto finale in Serie A con 69 punti rappresenta infatti uno dei peggiori risultati ottenuti dai bianconeri nell’era del campionato a 20 squadre e certifica il fallimento sportivo della stagione guidata prima da Igor Tudor e poi da Luciano Spalletti.
Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, la Juventus 2025/2026 entra negativamente nella storia del club. Peggio della coppia Tudor-Spalletti hanno fatto soltanto le gestioni Ferrara-Zaccheroni nel 2009/2010 e Luigi Delneri nel 2010/2011, concluse rispettivamente con 55 e 58 punti e con un settimo posto finale.
Il dato più pesante riguarda soprattutto l’assenza dalla prossima Champions League. La Juventus chiude infatti al sesto posto con 69 punti, al termine di un campionato caratterizzato da continui alti e bassi, problemi di identità e un rendimento mai realmente all’altezza delle aspettative della società e dei tifosi.
Il confronto con il passato rende ancora più evidente il ridimensionamento vissuto dai bianconeri. Solo pochi anni fa la Juventus dominava il calcio italiano con il ciclo dei nove scudetti consecutivi, costruito prima da Antonio Conte e poi proseguito da Massimiliano Allegri. Dal 2011 al 2020 il club ha raccolto numeri straordinari, arrivando persino ai 102 punti nella stagione 2013/2014 con Conte in panchina.
Anche nelle stagioni successive, pur senza mantenere gli stessi livelli dominanti, la Juventus era comunque riuscita a restare stabilmente ai vertici della Serie A. Persino nei campionati più complicati dell’ultimo periodo, i bianconeri avevano sempre chiuso almeno tra le prime quattro posizioni sul campo.
La stagione appena conclusa, invece, racconta un’involuzione evidente. Tudor prima e Spalletti poi non sono riusciti a dare continuità alla squadra né dal punto di vista tattico né sotto il profilo mentale. La Juventus ha spesso mostrato fragilità caratteriali, difficoltà nel gestire i momenti decisivi e una mancanza di leadership evidente soprattutto contro le dirette concorrenti.
Il sesto posto con 69 punti arriva inoltre dopo il quarto posto della scorsa stagione con Motta e Tudor a quota 70 e il terzo posto ottenuto da Allegri nel 2023/2024 con 71 punti. Numeri che evidenziano un progressivo peggioramento del rendimento.
Resta impressa soprattutto la distanza dai fasti del recente passato. Dal primo scudetto di Conte nel 2011/2012 fino al titolo conquistato da Maurizio Sarri nel 2019/2020, la Juventus aveva costruito un dominio quasi assoluto sul campionato italiano, con punte eccezionali come i 95 punti del 2017/2018 o i 91 raccolti in diverse stagioni sotto la gestione Allegri.
Ora, invece, il club si ritrova costretto a ripartire da un fallimento sportivo pesante e da una mancata qualificazione in Champions League che rischia di avere conseguenze importanti anche sul mercato e sulla programmazione futura.
