Veni, vidi, vici, la Juventus di un ritrovato Antonio Conte chiude la pratica Atalanta entro la prima mezz’ora di gioco, con 3 gol e approfittando dell’ingenuità di Manfredini, che colleziona in questo lasso di tempo i 2 cartellini gialli che gli costano l’allontanamento dal terreno di gioco.
Lo stesso Antonio Conte, intervistato a fine gara, cerca però di mantenere un profilo basso, evitando sviolinate ai suoi ma parlando di una “fame che non ci dovrà mai mancare perché sappiamo che i nostri successi sono costruiti sulle motivazioni”. È impossibile però anche per il tecnico bianconero non ammettere di essere la squadra da battere, evidenziando come “ci sono squadre attrezzate per competere con noi per lo scudetto, rivincere non è mai facile, i ragazzi lo sanno ma da parte nostra c’è comunque voglia di dimostrare di essere i più forti e di primeggiare. Se saremo bravi lo vedremo alla fine, ma nessuno si vuole sottrarre ai favori del pronostico”.
Anche Claudio Marchisio, autore del terzo gol juventino, si gode la vittoria ma non si adagia sugli allori. Ai microfoni di Sky Sport, il numero 8 bianconero spiega: “Abbiamo fatto la partita come l’avevamo preparata, con carattere e pressando sin dall’inizio, l’abbiamo resa facile dato che non lo era affatto vista la caratura dell’avversario”. Prima di oggi, l’Atalanta era stata infatti lo spauracchio di molte big: tra le sue vittime di questa stagione, figurano infatti Milan, Inter e Napoli.
Lapidario Colantuono, che ammette la superiorità della Vecchia Signora, con forse un po’ di rimpianto per l’occasione sciupata da Denis sull’1-0: “Contro questa Juve c’è poco da fare, la squadra di Conte è forte. Siamo partiti male, prima del raddoppio di Pirlo abbiamo avuto l’occasione di pareggiare […] se avessimo pareggiato forse avremmo visto un’altra gara; la Vecchia Signora è micidiale, è fortissima e non si può commettere il minimo errore”.
Catturato dai giornalisti prima del match, Beppe Marotta parla di mercato, riproponendo ancora una volta le frasi politically-correct che ormai ci ha abitutato a sentire ogni qualvolta interpellato sull’argomento: “Credo che questo gruppo vada rispettato per i valori che ha espresso ed esprime continuamente. Poi è chiaro che l’obiettivo di tutte le società sia quello di cogliere delle opportunità, non sono semplici perché dicevo di un valore oggettivo direi più che ottimo di questo gruppo e quindi noi siamo tranquilli”. Non si sbottona, il DG della Juventus, nemmeno a domande specifiche su Drogba, che secondo gli esperti di mercato è l’obiettivo numero 1 dei bianconeri: come si suol dire, “chi vivrà, vedrà”.

