I bianconeri dominano ma faticano a trovare il gol, finché al 18esimo della ripresa Paul Pogba si inventa il colpo che vale l’1-0. Nel finale qualche leziosismo e qualche sofferenza di troppo, ma il Bologna non si rende quasi mai veramente pericoloso. Esultanze trionfali anche stavolta per Conte e i suoi, con lo Scudetto che è sempre più vicino e potrebbe essere festeggiato già fra due settimane contro l’Atalanta.

 

La Juve fa 17 su 17 e si avvicina ormai inesorabilmente alla vittoria del terzo Scudetto consecutivo. Ci è voluta però tanta fatica per battere un Bologna sì rinunciatario ma anche ben chiuso e organizzato in difesa, capace di non avere alcuna chiara occasione da gol ma anche di mantenere la rete inviolata per più di un’ora. L’1-0 liberatorio arriva dal fulmineo destro di Pogba, una perla decisiva come tante altre ai fini del raggiungimento degli attuali 90 punti, un’enormità se si considera il fatto che l’anno scorso sarebbero bastati e avanzati per la matematica vittoria del campionato. Invece oggi non bastano ancora, anche se, in attesa della partita della Roma a Firenze, la distanza fra giallorossi e bianconeri pare ormai insormontabile, e pure la sfida dell’Olimpico di maggio potrebbe risultare inutile, almeno per l’assegnazione dello Scudetto. Facendo i calcoli, alla Juve mancano precisamente cinque punti per la sicurezza, sempre che la Roma vinca le due sfide che ha davanti a Firenze e in casa contro il Milan. Insomma, i tifosi della Vecchia Signora potrebbero preparare la festa già per Sassuolo lunedì prossimo, anche se probabilmente dovranno aspettare il cinque maggio la sfida interna con l’Atalanta per festeggiare il loro trentaduesimo (o trentesimo) Scudetto.
Con il Bologna c’è stata qualche novità dell’ultima ora per quanto riguarda le formazioni e in particolare le difese: nei bianconeri gioca infatti Barzagli e non Caceres, con il difensore azzurro al rientro dopo oltre un mese di stop, tra le file dei felsinei trova spazio Sorensen, l’ex di turno, al posto di Natali.

PRIMO TEMPO
Come sempre la Juve parte con il baricentro alto e portando avanti grande pressione. Pogba è l’uomo più pericoloso dei primi minuti di partita: al 4′ viene servito magnificamente da Llorente spalle alla porta al limite dell’area, e vedendo lo specchio della porta spoglio prova a sorprendere Curci con una conclusione rasoterra e precisa, non troppo forte, ma questa viene respinta prontamente con i piedi dall’ex romanista; all’11’ il francese stacca imperiosamente su corner di Pirlo, la palla esce di poco alta sulla traversa, Pogba si dispera ma avrà modo di riscattarsi più tardi (in realtà ci aveva provato anche prima con un tiro fortissimo da 20 metri, murato da un difensore). Nella parte centrale del primo tempo c’è spazio per un paio di punizioni da una parte e dall’altra, tutte calciate da Pirlo e da Lazaros con esiti simili (inconcludenti). Al 28′ insidiosa palla filtrante di un Chiellini in versione incursore a tagliare l’area di rigore, Marchisio sfiora e Curci si impegna distendendosi e intercettando. Nonostante gli esiti non esaltanti delle sortite offensive juventine, i bianconeri continuano a cercare insistentemente il vantaggio e lo fanno in ogni maniera possibile, attraverso il gioco stretto degli attaccanti (Giovinco in grande spolvero), attraverso i cross delle ali Isla e Asamoah (che stranamente non trovano mai nessuno pronto a ribadirli in rete) e ancora attraverso i tentativi piazzati di Pirlo, non efficace come al solito. Il Bologna dal canto suo si chiude nella sua metacampo e cerca, appunto cerca, di colpire in contropiede, ma l’unico tiro verso la porta di Buffon è una sbilenca conclusione da distanza notevole da parte di Cristaldo, alta e lontana dal bersaglio grosso. La Juve ha dimostrato tutta la sua tecnica e padronanza del gioco attraverso giocatori in gran forma quali Marchisio, Pogba e Giovinco, ma ha peccato di un po’ di superficialità e ha esitato ad accellerare i ritmi della partita, rimasti sempre troppo blandi per poter dare una scossa alla contesa.

SECONDO TEMPO
Conte deve essersi fatto sentire negli spogliatoi, da cui le squadre escono senza nessuna sostituzione, perché i primi minuti della ripresa (ma anche quelli successivi) vedono una Juve alta e pressante ancor più che all’inizio del primo tempo, fatto che tramortisce non poco un Bologna rinunciatario e arroccato nella sua metacampo. Al 50′ Curci esce coraggiosamente su Isla, al 53′ un ingenuo Antonsson entra fallosamente su Giovinco al limite, Pirlo però non è in giornata e manda alto l’ennesimo calcio piazzato guadagnato. Al 64′ finalmente si sblocca la formazione di Conte: ennesima azione avvolgente dei bianconeri, a finalizzarla ci pensa Pogba, che, servito orizzontalmente sui 20 metri da Isla, controlla il pallone alzandolo e spostandolo leggermente sulla sua destra, per poi sfoderare un destro potente e preciso, che rasenta il manto erboso e che viene spizzato leggermente da Curci prima di finire in fondo alla rete. Settimo centro in campionato per il gioiello ex Manchester United, il cui primo gol in maglia bianconera era arrivato proprio contro il Bologna ormai due anni e mezzo fa. Partita ora in discesa per la Juve, anche se il raddoppio non vuole proprio arrivare: prima di tutti ci prova un buon Isla, che ben servito in area rientra sul sinistro e sfiora l’incrocio dei pali con un tiro improvviso, più tardi lo stesso Pogba gira in maniera troppo debole un ottimo cross del neo entrato Padoin. Il Bologna, quasi nullo in questa ripresa, perlomeno si anima nel finale quando entrano Laxalt, Acquafresca e Paponi, anche se l’unica (mezza) occasione resta un tiro dalla distanza per giunta centrale del greco Christodoulopoulos, insomma troppo poco per una squadra ora terz’ultima in classifica e con l’incubo della retrocessione incombente.

Alla Juve basta quindi un gol, una fiammata di Pogba, per avere la meglio di un Bologna non pervenuto, interessato più che altro a subire meno gol possibili e a evitare figuracce che mettono a repentaglio la tenuta morale di una squadra. Certo che presentarsi allo Juventus Stadium contro la seconda migliore difesa del campionato con un solo attaccante di ruolo (che non è neanche un goleador nato) e con i vari Bianchi, Acquafresca, Paponi e Moscardelli in panchina (aggiungiamo la mancanza di Kone) non è il miglior modo per cercare di impensierire la Juve, forte peraltro del ritrovato Barzagli e di un Ogbonna finalmente sicuro di sè, capace anche di saltare gli schemi e andare alla conclusione in un momento di difficoltà nell’impostazione. Un avversario così chiuso ha inevitabilmente portato i bianconeri a rivedere l’assetto tattico, con per esempio un inedito Pirlo spostato spesso sul centrosinistra o un Pogba più ala che Isla. Qualcosa ha funzionato di meno nel primo tempo, quando il ritmo della gara favoriva il catenaccio felsineo, che è stato annullato il più delle volte grazie alle giocate di sponda degli attaccanti, le quali però non venivano sfruttate appieno da quelli che si inserivano. Comunque, arrivati a questo punto, poco conta ciò che è il gioco e la tattica, conta il risultato e questo dice Juve 1 Bologna 0, diciassettesima vittoria in casa, +11 sulla Roma, – 5 dal terzo Scudetto di fila, – 10 al record di 100 punti in campionato. Numeri che presto potrebbero trasformarsi in sentenze e in gioia enorme per questa Juve, con un occhio all’Europa League, che ritorna con prepotenza questo giovedì, appuntamento quindi a Lisbona, ultimo ostacolo verso la finale in casa.

TABELLINO E PAGELLE

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6, Ogbonna 6.5, Chiellini 6.5; Isla 6 (81′ Padoin sv), Pogba 7, Pirlo 6, Marchisio 6.5, Asamoah 5.5; Llorente 6, Giovinco 6.5 (88′ Vidal sv). A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Pepe, Quagliarella, Vucinic, Tevez, Osvaldo. All.: Conte

Bologna (3-5-1-1): Curci 6.5; Antonsson 5.5 (80′ Laxalt sv), Sorensen 5, Cherubin 5.5; Garics 5.5, Ibson 4.5 (67′ Paponi sv), Pazienza 6 (89′ Acquafresca sv), Christodoulopoulos 5, Morleo 5.5; Friberg 5.5; Cristaldo 6. A disp.: Stojanovic, Malagoli, Mantovani, Cech, Perez, Moscardelli, Bianchi. All.: Ballardini

Arbitro: Giacomelli

Marcatori: 63′ Pogba

Ammoniti: Antonsson e Friberg (B)

(fonte immagine: it.uefa.com)