Juric si presenta: focus sui giovani, identità di gioco e mercato. Elogi a Pessina e Colpani, conferma il 3-4-2-1 e fissa gli obiettivi del nuovo Monza.
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È iniziata l’avventura di Ivan Juric sulla panchina del Monza. In mattinata presso la Sala Angelo Corbetto dell’U-Power Stadium, il nuovo allenatore biancorosso è stato presentato alla stampa insieme all’amministratore delegato Mauro Baldissoni. Come riportato da TuttoMonza, il tecnico croato ha illustrato le idee che guideranno il nuovo corso della società, soffermandosi sul lavoro svolto in ritiro, sul mercato e sui singoli della rosa.
Ad aprire la conferenza è stato Baldissoni, che ha voluto sottolineare il valore dell’allenatore: “Non ha bisogno di presentazioni, ha lavorato già tanti anni in Serie A, mi dispiace che il calcio bruci la storia di qualcuno in fretta, ma vorrei ricordare che Juric prima di essere scelto dalla Roma veniva da 5 campionati chiusi nella parte sinistra con Verona e Torino, cosa tutt’altro che scontata in quelle piazze”.
Juric ha tracciato un primo bilancio del lavoro svolto in queste settimane: “Nelle prime settimane abbiamo lavorato tanto, cambiando il modo di allenarsi e spingendo molto, con fatica ma non mollando mai. Sono molto contento e motivato, qui ci sono tanti giocatori giovani su cui lavorare e spendere tempo sul campo”.
Mercato e progetto giovani
Il tecnico ha spiegato di aver sposato il progetto del Monza proprio per la filosofia adottata dalla società: “Sono venuto perché le idee del nuovo Monza sono molto chiare: puntare su diversi giocatori potenzialmente forti su cui lavorare tanto, Akinsanmiro è uno di questi, in alcuni ruoli poi chiaramente invece serve più esperienza”.
Sul mercato ha aggiunto: “Serve un po’ di tutto, il mercato poi a volte sorprende perché magari improvvisamente uno va via quando non te lo aspetti. Siamo partiti bene, stiamo prendendo i giocatori giusti, bisogna continuare così”.
Juric ha poi spiegato cosa lo abbia convinto ad accettare la proposta biancorossa: “Quello che mi ha convinto è il lavoro, questa è una società molto strutturata sotto tutti i punti di vista, ha un approccio che non si trova da tutte le parti. L’idea di ricercare giocatori giovani con ampi margini di miglioramento è molto affascinante, in Italia si fa fatica in questo ma ci proveremo”.
Pessina, Colpani e i singoli: le indicazioni per il fantacalcio
Tra i protagonisti della conferenza c’è stato Matteo Pessina, considerato un punto di riferimento del nuovo corso: “Matteo è uno di quei ragazzi top, con fame, voglia di migliorarsi e grande intelligenza. Per il momento abbiamo lavorato per alzare l’aggressività e il ritmo. Ora gioca più arretrato ma comunque il senso del gol lo ha, dobbiamo partire dalle cose basilari, poi lavoreremo anche sull’essere più incisivi in area di rigore, in ogni caso l’ho trovato super positivo”.
Juric ha poi ribadito l’importanza del capitano: “Lo volevo già a Torino e ora lo trovo qui, c’è grande rispetto personale tra di noi, avere un giocatore così nella rosa è sicuramente molto importante”.
Parole significative anche su Andrea Colpani: “Andrea ha fatto 2 anni non belli per diverse ragioni, è un ragazzo con grande voglia di riscatto ed è un giocatore forte quando sta bene. Ieri ha giocato solo mezz’ora perché veniva da un piccolo problema fisico, ma sta crescendo e ci darà una grande mano”.
Sul reparto offensivo, invece: “Varela è in quel gruppo di giocatori interessanti su cui bisogna lavorare per farli diventare più forti possibile, Cutrone lo vedo meglio come numero 9 come gli altri 2, però può fare anche la seconda punta in caso di necessità”.
Modulo, obiettivi e futuro
Dal punto di vista tattico, Juric conferma la volontà di ripartire dal suo marchio di fabbrica: “Vorrei proporre questo modulo per riproporre situazioni di attacco interessanti, poi se vedo che non funziona chiaramente cambio, ma l’idea è questa. Siamo in contatto continuo con la Primavera, Mout ci ha sorpreso in positivo facendo passi in avanti importanti, già ora lo considero parte della prima squadra”.
Sugli obiettivi stagionali il tecnico invita alla prudenza: “Sarà una rosa su cui possiamo avere dei dubbi iniziali perché alcuni ragazzi non si sono ancora espressi al massimo livello, l’obiettivo è partire dal basso ma cercare di essere già meglio fra 6 mesi e un anno, tramite il duro lavoro sul campo”.
Infine, sul proprio futuro in Brianza: “Progetto molto affascinante dove si cambia linea investendo sui giovani e credendoci davvero, molto difficile ma sicuramente bello, se tutto va bene speriamo di fare benissimo quest’anno e anche in futuro”.
