DIMARCO INTER

L’esterno dell’Inter Dimarco racconta la gioia per il premio di MVP della Serie A, la rivincita contro le critiche ricevute e il ruolo decisivo di Chivu nella sua rinascita sportiva.

Federico Dimarco si gode il momento più bello della sua carriera. L’esterno dell’Inter, protagonista di una stagione straordinaria culminata con la conquista del premio di MVP della Serie A, ha raccontato emozioni, sacrifici e rivincite in una lunga intervista rilasciata a Sky Sport.

Il numero 32 nerazzurro è diventato il primo italiano a conquistare il riconoscimento riservato al miglior giocatore del campionato, succedendo nell’albo d’oro a campioni del calibro di Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala, Rafael Leao, Khvicha Kvaratskhelia, Lautaro Martinez e Scott McTominay.

“Fa un bell’effetto, anche perché di solito questi premi qui li vincono gli attaccanti. Vincerlo da esterno di centrocampo è qualcosa di incredibile, essere il primo italiano a conquistare questo premio mi riempie di orgoglio, faccio fatica anche a descrivere cosa ho provato, quando sono venuto a saperlo sono esploso di gioia, non me l’aspettavo ed è stato il frutto del lavoro fatto in questi anni”, ha dichiarato.

Dimarco non ha nascosto il peso di alcuni giudizi ricevuti negli ultimi mesi:
“Mi piacerebbe veramente dedicarlo a chi mi ha detto che ero finito alla fine dell’anno scorso. Posso fare esempio: c’è chi diceva che dovevo essere venduto, chi diceva che non reggevo più di 35 minuti, che non sapevo difendere. Quando certe cose le leggi fanno male, ma la verità è che cerco sempre di dare il mio massimo, a volte non fai la prestazione che vorresti, ma quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do più del 100%”.

L’esterno ha poi ripercorso la rinascita dell’Inter dopo la delusione europea, sottolineando il ruolo fondamentale di Cristian Chivu.

“Non è che le cancella, cerca un po’ di ripararle. Perdere la finale di Champions, arrivando in fondo a giocarsi tutto… Non è stato facile ripartire. Questo è stato l’anno della ripartenza, abbiamo tirato fuori qualcosa di incredibile. Chivu ci ha tirato su il morale, è stato importante a inizio stagione. Già dal Mondiale per Club mi ha detto subito parole forti, sapeva che avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso e devo dire che piano, piano, sono riuscito a ritrovarla e a fare questa stagione qua”.

Tra i numeri che più lo rendono orgoglioso ci sono i 18 assist stagionali. Dimarco ha anche stilato una personale classifica delle giocate più belle: “Quello con il Torino lo metto al secondo posto, al terzo ci metto quello per Pio perché fatto in un momento delicato e importante, mentre al primo posto c’è quello fatto a Bonny contro la Lazio in casa”.

Spazio anche ai ringraziamenti verso chi ha segnato il suo percorso. Da Roberto Mancini, che lo fece debuttare sia nell’Inter che in Nazionale, fino a Ivan Juric: “Per me è stato importante, all’inizio con lui non giocavo, ma piano, piano con il lavoro mi ha fatto crescere come giocatore e come uomo”.

Infine uno sguardo al futuro. L’obiettivo Champions League resta vivo, ma senza proclami: “Aver fatto due finali in 4 anni è frutto del lavoro, non mi piace fare promesse e dire che possiamo vincere la Champions l’anno prossimo, ma cercheremo di fare il massimo per andare avanti il più possibile”.

E alla domanda se questo sia il momento più bello della sua vita, la risposta è arrivata senza esitazioni: “Sì, abbiamo fatto una stagione incredibile, abbiamo vinto 2 trofei, io e mia moglie aspettiamo un altro bambino… Siamo felicissimi”.