CHIVU

Chivu presenta il big match contro il Napoli: nessuna certezza sulla formazione, mentre Pio Esposito è chiamato a crescere.

È vigilia di Inter-Napoli, big match atteso domani e importante per entrambe le squadre. Il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha presentato la sfida soffermandosi sulle condizioni della squadra, sulla gestione delle risorse e sulle possibili scelte di formazione. L’Inter arriva all’appuntamento dopo i successi contro Monza e Cagliari e vuole dare continuità al proprio percorso.

“Fiduciosa, ha lavorato bene. Abbiamo cominciato bene con Monza e Cagliari cercando di mettere in mostra le nostre caratteristiche, non siamo al massimo della condizione ma stiamo recuperando. Sappiamo tutti che il Napoli è arrivato secondo e che due anni fa ha vinto il campionato. Noi dobbiamo essere all’altezza e onorare la partita”.

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Come riportato da TuttomercatoWeb, Chivu ha dedicato un passaggio anche a Piero Ausilio, recentemente salutato dall’ambiente nerazzurro: “Piero per me è un amico, prima del professionista. Abbiamo condiviso tanti anni insieme all’Inter vincendo trofei. Ha fatto 28 anni qui, bisogna ringraziarlo di cuore per tutto quello che ha fatto in tutti questi anni. Per noi è stato emozionante ieri salutarlo. Lo abbiamo ringraziato per tutto”.

Il tecnico ha poi parlato della gestione del gruppo, tema fondamentale considerando il calendario fitto: “Se io pretendo premurosità dal gruppo devo tenere presente cosa vuol dire questa parola. Non è semplice accontentare tutti, la bravura sta lì. Su 25 giocatori la domenica solo 11 possono essere felici, ma credo nell’unità del gruppo e nel livello che si deve avere da lunedì a sabato. Gli ho fatto capire l’importanza dei 5 cambi, di chi entra e chi deve prendere il cambio come un’opportunità. La mentalità deve essere questa, siamo tutti sulla stessa barca. Non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati. La bravura è andare nella stessa direzione”.

Sul confronto con Allegri, Chivu ha mostrato grande rispetto: “Io sono uno di quelli che apprezza e stima Allegri. E’ un vicente, ha una certa esperienza e ha tutto quello che noi giovani vogliamo imparare. L’anno scorso non abbiamo vinto contro di lui, ma abbiamo accettato le sconfitte e siamo andati avanti continuando a seguire il nostro obiettivo. Alcune partite si possono perdere ma abbiamo raggiunto l’obiettivo. Non giocano gli allenatori ma le squadre”.

Inter-Napoli sarà anche un banco di prova importante in vista dei successivi impegni: “Nel calcio la prevenzione è importante, non penso di aver subito molto da Monza e Cagliari. Abbiamo saputo leggere i momenti, ma è ovvio che c’è da migliorare. Abbiamo dei grandi difensori che sanno quando sbagliano e sanno che si può anche concedere. Pretendiamo spettacolo, gol, ma il calcio non è solo questo. A volte rischieremo e subiremo ma l’importante è avere l’energia giusta e il coraggio giusto”.

Chivu ha poi ricordato quanto accaduto nella stagione precedente contro il Napoli: “La mia lezione l’ho imparata, siamo arrivati vincitori alla fine anche se alla terza giornata ne avevo già perse due. Ma tutte le partite sono importanti, quest’anno abbiamo cominciato con sei punti in due partite e vogliamo dare continuità. Domani giochiamo con una squadra forte, la rispettiamo ma siamo pronti”.

Sulla sconfitta dello scorso anno a Napoli: “L’anno scorso a Napoli abbiamo capito i nostri errori e li abbiamo corretti. Soprattutto nel gestire un’ingustizia, avevamo fatto un primo tempo meraviglioso ma poi ci siamo spenti per un episodio. Ma abbiamo reagito, dopo il Napoli avevamo fatto filotto poi abbiamo perso il derby e poi abbiamo vinto fino alla fine. Le partite non è mai giusto paragonarle, cambia tutto. Noi vogliamo essere competitivi, far vedere che l’identità è quella giusta”.

Per quanto riguarda i tre inglesi, Chivu ha spiegato: “Non faccio piani, ci si pensa e ci si preoccupa di quello che non è accaduto nella mia gestione del gruppo. Voi siete curiosi di Spence, Jones e Stones ma io anche di Carlos Augusto, Mkhitaryan e di quelli che sono sempre lì, che fanno parte del gruppo. Tutti e due stanno bene (Stones e Jones ndr.), abbiamo avuto modo di vederli in campo. Avranno le loro possibilità di far vedere il loro valore anche se non ne hanno bisogno. Spence sta continuando a lavorare e smaltire il suo problema”.

L’obiettivo è chiaro: “Cercare di essere dominanti, propositivi, sbagliare, imparare dagli errori, non farsi prendere dalla frenesia. Pensare sempre in positivo, voglio vedere disciplina, sforzi mentali… son sempre le solite cose. Questa squadra ha margini di miglioramento, non cerco la perfezione ma voglio vedere i miglioramenti”.

Sulla nuova gestione arbitrale, Chivu ha aggiunto: “La nostra squadra si è sempre allenata nel mantenere alta l’intensità, di mettere la palla veloce in gioco, di non pensare al miracolo. Sì, mi piace e penso piaccia a tutti perché aumentare di cinque minuti il volume del gioco non è poco. Le regole sono fatte per questo, si vedono dei miglioramenti”.

Importanti anche le indicazioni sui giocatori reduci dal Mondiale: “Son passati pochi giorni da Cagliari, stanno meglio e sono più in condizione. Sono giocatori importanti e vorremmo averli tutti in campo il prima possibile. Hanno fatto qualche allenamento in più, vedremo in partita cosa hanno accumulato ma sono sicuro che saranno all’altezza sia se partiranno titolari sia se entreranno a gara in corso”.

Sul possibile atteggiamento contro il Napoli: “Allegri preparerà tutto, ha una certa esperienza. Noi dobbiamo essere noi. La determinazione, il coraggio, la voglia di dominare non dobbiamo mai perderla. Questa squadra ha un’identità ben precisa di chi vuole essere. L’anno scorso ho fatto degli errori ma spero di aver imparato”.

Chivu ha parlato anche di Pavard: “Non posso parlare di Benji al Marsiglia, a me interessa di cosa sta facendo ora. Adesso è a disposizione del gruppo e ha fatto vedere delle qualità. Ha voglia di stare qua per dare il suo contributo”.

Nessuna certezza, invece, su Akanji: “Non lo so, la formazione non mi è chiara. Faccio scelte all’ultimo, i ragazzi sono tutti bravi. Non ho bisogno di preparare la squadra dal punto di vista tattico tre giorni prima. Voglio responsabilizzare i miei giocatori, tutti devono sentirsi importanti. La cosa più brutta per un giocatore è quando l’allenatore lavora già dal martedì con 11 soltanto. Probabilmente creo un danno a livello mentale anche ai miei giocatori, ma da un anno lavoriamo così e continuerò su questa linea. Ho qualche cosa di certo che accadrà, ma può cambiare da un giorno all’alto e domani potranno cambiare anche le mie idee. Si vedrà”.

Infine, una battuta sulla corsa al premio di miglior allenatore e su Pio Esposito: “Mi congratulo con Cesc perché è un grande allenatore, sappiamo da dove è partito e dove ha portato il Como. Io ho delle anomalie caratteriale che non mi permettono di pensare al mio ego. I miei pensieri vanno ai miei giocatori. Vedere Dimarco miglior giocatore mi ha riempito di orgoglio”.

Sul giovane attaccante nerazzurro: “Pio ha un anno alle spalle in nerazzurro dove ha fatto molto. E’ stato abbastanza? Boh, però ha fatto. Ha dato il suo contributo alla vittoria dei due trofei. Auguro ai quattro attaccanti (Esposito, Thuram, Lautaro e Bonny ndr.) di far vedere chi sono e quanto sono importanti per la nostra squadra. Mi aspetto miglioramenti”.