CHIVU

Chivu presenta la sfida contro l’Udinese e fa il punto sulle condizioni della rosa. Chivu parla anche di Diouf, Calhanoglu e VAR.

Alla vigilia della sfida contro l’Udinese, l’allenatore dell’Inter Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa, affrontando diversi temi legati alla partita e al momento della squadra. Il tecnico nerazzurro ha innanzitutto aggiornato sulle condizioni di Dimarco e Spence: “Dimarco? Oggi si è allenato ed è a disposizione del gruppo. Spence è nel processo di riatletizzazione e quindi non ci sarà domani, poi vedrete il resto dai convocati”.

Tra i giocatori maggiormente attenzionati c’è Andy Diouf, reduce da una prestazione positiva contro il Real Madrid. Chivu ne ha sottolineato le qualità e il percorso di crescita: “Sto cercando di mettere tutti in condizione prima possibile. L’obiettivo è arrivare a 80 minuti di grande qualità, invece di 60. Vale per lui e anche per gli altri. Soprattutto per un quinto, più dura e meglio è. E’ un giocatore che ha questa spensieratezza e questa personalità nel cercare uno contro uno. E questo destabilizza, è dura affrontarlo senza raddoppi. Ci dà soluzioni in più. Poi ci saranno momenti in cui serviranno altre cose. Ma Diouf si è messo a disposizione, possiamo rimproverargli nulla. Siamo felici della sua crescita”.

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Come riportato da FcInter1908, Chivu ha dedicato ampio spazio anche alla gestione di Calhanoglu, reduce dagli impegni con la Turchia: “C’è una gestione diversa per Calhanoglu, è sempre uscito dopo un’ora? Lui ha fatto il Mondiale, è andato al Mondiale da infortunato. Le ultime partite con l’Inter le ha saltate, se non sbaglio l’ultima è stata la semifinale di Coppa Italia con il Como. Lui è andato al Mondiale con problemi fisici. Ha giocato due partite al Mondiale e poi ha avuto un mese di vacanza. Sappiamo quante critiche hanno avuto lui e la Turchia. Dobbiamo mettere tutti i giocatori in condizione, vale anche per lui”.

VAR

Il tecnico si è poi espresso favorevolmente sul nuovo metro arbitrale e sull’utilizzo del VAR: “Il nuovo metro arbitrale? Sono contento del metodo. Meno Var c’è, più intensità nel gioco c’è. Ci sono più trame di gioco, queste regole delle riprese veloci sono molto importanti, danno ritmo alla partita, ci sono meno perdite di tempo. A me piace che non possono più rimanere per terra appena sfiorati, tutti sanno che poi devono rimanere fuori per un minuto e creano problemi alla squadra. Meno interventi ci sono e meglio è per tutti. Ma nessuno vuole togliere il Var. Ma mi piace l’atteggiamento e dare più gioco. E lasciare all’arbitro il pallino del gioco in mano, si devono prendere le responsabilità. Mi piacerebbe più dialogo ma capisco che c’è tanta pressione. Va bene così”.

Chivu ha quindi difeso la serenità del gruppo nonostante qualche risultato non positivo: “La squadra è serena come sempre, il nostro obiettivo è sempre la crescita. E’ presto per dare giudizi, è calcio di inizio stagione. Vedendo i risultati, qualche critica ci può stare ma noi non badiamo solo a quello. Non possiamo perdere consapevolezza e fiducia, abbiamo fatto bene anche contro il Napoli non solo contro il Real. Dal punto di vista mentale, abbiamo speso tanto contro il Napoli. E abbiamo giocato al Bernabeu dopo meno di 72 ore. Mi è piaciuto il coraggio e la personalità. Mi prendo le cose positive, è la strada che dobbiamo intraprendere”.

PRESSIONE

Sulla pressione legata al rendimento europeo, l’allenatore ha aggiunto: “Ormai è storia vecchia, siamo abituati a conviverci. Non ci pensiamo troppo, per noi è importante quello che facciamo, l’autostima, il lavoro quotidiano. I giudizi ci sono sempre, non è un problema nostro. I giudizi sono sempre gratis, ognuno è libero di esprimere l’opinione, noi invece abbiamo una responsabilità. E la differenza è questa. Dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo facendo ora per avere anche una crescita in futuro”.

Infine, Chivu ha spiegato la propria filosofia tattica: “Io non bado al modulo, io bado al modo. Ci sono tante squadre che partono con un 4-2-3-1 ma poi difendono in 6 o a 5 abbassando l’esterno. Dipende sempre da come interpreti le varie situazioni di gioco. Dipende dall’intensità nelle situazioni. Sono uscito da un bel po’ da questo modo di pensare. Mi interessa l’organizzazione, non c’entra niente come si attacca o come si difende. Abbiamo una squadra evoluta, che sa fare tante cose. Non è il modulo ma il modo che conta”.