Non c’è stato nessun vincitore, ma Inter e Cagliari hanno fatto di tutto per ottenere i tre punti dando vita a un match pirotecnico, ed è un peccato che questa partita verrà ricordata più per le polemiche arbitrali che per tutto quello che di buono si è visto in campo.
Novanta minuti più recupero di azioni a ritmo forsennato, con capovolgimenti di fronte continui e palle gol a ripetizione, i due portieri migliori in campo e protagonisti di numerosi interventi sensazionali: questo è stato realmente Inter-Cagliari, un 2-2 che ha tenuto i tifosi non neutrali con il respiro trattenuto fino all’ultimo secondo di partita, perché davvero non è mai stato possibile capire chi potesse avere la meglio sull’avversario, e infatti alla fine nessuno ha prevalso. Però, purtroppo, ancora una volta le decisioni arbitrali controverse hanno contribuito ad abbassare leggermente il livello di un incontro che poteva essere anche un bello spot per pubblicizzare il modesto campionato italiano all’estero e che invece diventa un altro capitolo dell’infinita battaglia a colpi di accuse sugli arbitraggi tra Inter e Juventus, cominciata ben prima di Calciopoli e destinata a non finire mai. Si arrabbiano giustamente i nerazzurri, per un fallo netto di Astori al 90′ su Ranocchia proprio sulla linea dell’area di rigore (quindi dentro) che l’arbitro Giacomelli ha inspiegabilmente ignorato, rovinando una direzione di gara fin lì buona e facendo saltare i nervi ai giocatori in campo, a Stramaccioni in panchina (cacciato) e a Moratti in tribuna (polemico nel post partita con tanto di silenzio stampa e immagini eloquenti pubblicate sul sito web ufficiale). All’Inter dicono che certi errori sono costanti e che non c’è un atteggiamento positivo della classe arbitrale, ed è strano vedere che la risposta non sia arrivata dal Cagliari (Pulga su Sky è stato piuttosto diplomatico e oggettivo nell’ammettere che il rigore poteva starci) quanto dalla Juventus, evidentemente sentitasi chiamata in causa seppur indirettamente: a suon di comunicati e accuse non si finirà mai, forse sarebbe meglio parlare della partita e di ciò che di bello si è visto in campo. L’Inter, con l’obbligo di riscattare la sconfitta di Bergamo che aveva interrotto la serie di dieci vittorie di fila e di approfittare dei pareggi negli anticipi di Juventus e Napoli, ritrova i pilastri difensivi Samuel e Ranocchia, entrambi assenti e rimpianti contro l’Atalanta, che compongono il pacchetto arretrato assieme a Juan Jesus, anche lui recuperato da un leggero attacco febbrile; a centrocampo invece non ce la fa Guarín, che aveva saltato anche la gara della Colombia in amichevole Mercoledì scorso, mentre davanti è confermato il tridente. Formazione quasi classica anche per il Cagliari, rinvigorito dalla cura della coppia Pulga-López, che hanno avuto il grande merito di risvegliare una squadra che nelle prime giornate con Ficcadenti era apparsa molle e disunita con quattro vittorie, un pareggio e il solo passo falso di Firenze, nei rossoblu il solito ballottaggio Dessena-Ekdal viene vinto dallo svedese e in attacco con Sau c’è Nenê e non Pinilla, ancora non al meglio dopo un problema fisico e nuovamente mandato in panchina.
PRIMO TEMPO
Che sarebbe stata una partita di alto livello lo si capisce quando il primo giro d’orologio non è ancora stato completato, perché l’Inter va al tiro dopo soli cinquantadue secondi, il sinistro di Milito su corner regalato da Pisano è però alto sopra la traversa. Gara aperta su tutti e due i fronti: al 7′ Juan Jesus stacca di testa su punizione ma colpisce malissimo da buona posizione e manda a lato, un minuto più tardi la replica sarda è affidata a Nenê che colpisce di destro e trova la prima parata di Handanovic, vero protagonista della prima frazione. C’è praticamente una azione al minuto, e la successiva è vincente, a segno ci va Palacio che si inserisce perfettamente su un bell’invito centrale di Cassano e di testa anticipa Avelar e batte Agazzi, segnando l’ottavo gol nelle ultime otto partite e diventando così il miglior marcatore stagionale dei nerazzurri, che tornano a segnare il primo gol dell’incontro dopo che nelle precedenti tre uscite erano sempre andati sotto quasi subito. Il buon avvio dell’Inter si è concretizzato con il gol ma il Cagliari non sta a guardare e si mantiene piuttosto alto come baricentro, a centrocampo in particolare gli ospiti sembrano essere più reattivi e precisi, non c’è particolare contraccolpo per il gol subito e anzi sono proprio i sardi ad avere il monopolio delle occasioni fino all’intervallo, ma a opporsi c’è sempre un super Samir Handanovic: se il primo intervento, al 24′ su botta da fuori di Nainggolan è piuttosto semplice, i due successivi sono dei veri e propri miracoli, al 29′ su colpo di testa angolato di Astori che sembrava dentro e soprattutto al 34′ su Nenê, che salta più alto di Juan Jesus per colpire di testa un cross di Avelar e indirizzarlo forte sul primo palo, dove c’è nuovamente appostato il portiere sloveno che smanaccia fuori dalla porta quello che con un altro estremo difensore sarebbe stato quasi certamente gol. Su questa giocata il numero diciotto del Cagliari si scontra con il connazionale Juan Jesus e si fa male al sopracciglio, venendo sostituito un paio di minuti più tardi da Mauricio Pinilla, ex di turno che però non ha mai avuto la possibilità di effettuare il suo esordio con la maglia nerazzurra (ma non è detto che non possa avvenire in futuro, si parla di un interessamento per Gennaio nel ruolo di vice-Milito). Al 43′ però neanche Handanovic può fare nulla per impedire l’1-1: gran cross di Cossu dalla sinistra, Juan Jesus si perde Sau che si inserisce bene sul secondo palo e colpisce di controbalzo con il destro infilando il pallone nell’angolo basso lontano, tutto da rifare per l’Inter e pareggio che il Cagliari trova dopo un lungo periodo di attacchi in serie, segnando peraltro in inferiorità numerica con Pisano fuori a farsi medicare. Prima del recupero subito occasione per Milito, imbeccato sul secondo palo da Cassano ma stoppato da Agazzi che para il suo sinistro al volo.
SECONDO TEMPO
Nessun cambio dopo l’intervallo, Inter nuovamente pericolosa poco dopo il fischio d’inizio ma dopo una bella giocata di Cassano sul fondo la conclusione di Milito viene stoppata sulla linea da Avelar. Non c’è invece nessun avversario fra l’argentino e la porta poco più tardi, ma sull’assist da sinistra di Nagatomo è imperdonabile l’errore del bomber argentino, che manda incredibilmente alto dal limite dell’area piccola con tutto lo specchio della porta libero e impossibile da non prendere: clamoroso spreco da parte di uno che in genere questi palloni li butta sempre dentro, e non si riscatta neanche più tardi con un destro dai venti metri che Agazzi manda in calcio d’angolo. Il Cagliari non si scompone e continua a fare la sua più che dignitosa partita, finché a metà ripresa non passa persino in vantaggio: è nuovamente Sau l’eroe del pomeriggio, inventandosi una giocata sullo stretto che mette fuori causa in un colpo solo Samuel, Ranocchia e Handanovic per poi incrociare di sinistro ed eludere il tentativo disperato di salvataggio da parte di Juan Jesus appostato sulla linea, tutto questo dopo che Pinilla aveva colpito il palo con una splendida girata. Prima doppietta in Serie A per il venticinquenne che si era messo in luce in Serie B la scorsa stagione con la Juve Stabia (ventuno gol), già andato a segno a Palermo e contro il Siena, e Cagliari avanti in uno stadio dove, in generale, non vince da un 1-2 del 2000 in semifinale di Coppa Italia (inutile perché all’andata aveva vinto l’Inter 1-3 al Sant’Elia). Nerazzurri tutti all’attacco per cercare di trovare almeno il pareggio che significherebbe non perdere comunque terreno nei confronti della Juventus, Ranocchia calcia di punta ma Agazzi è bravo a chiudere il suo palo, entra anche Álvarez (con Coutinho, subentrato poco meno di dieci minuti prima, il giocatore più offensivo a disposizione di Stramaccioni, non essendoci attaccanti di ruolo in panchina) che al primo pallone toccato si invola sulla fascia destra e crossa dal fondo verso il centro, sul primo palo c’è Astori che interviene goffamente e mette il pallone nella sua porta: autogol piuttosto comico, l’Inter trova il pari nella maniera più insperata e può così andare alla ricerca della rimonta completa (anche perché il Cagliari è in dieci, Pinilla si è fatto male e i cambi sono finiti), che non arriva nonostante una serie infinita di palle gol, Coutinho calcia dal limite e trova una deviazione che per poco non manda il pallone in gol, Agazzi è fenomenale su Ranocchia in una mischia in area susseguente al calcio d’angolo, poi ancora Álvarez da destra mette un pallone in mezzo che per poco non si insacca sotto la traversa (scavalca Agazzi ma gira troppo e resta in campo), prima di arrivare al fattaccio del 90′ con il rigore non dato per netto fallo di Astori (peraltro già ammonito) su Ranocchia che aveva ben controllato proprio sulla linea dei sedici metri. Finita sulle proteste? Ovviamente no, c’è ancora il tempo per un tiro di Coutinho deviato che si impenna e sembra destinato all’incrocio, ma Agazzi vola e toglie la palla dall’angolino, mettendo così il sigillo sul 2-2.
Un punto a testa che di fatto lascia l’amaro in bocca a entrambe le squadre, perché l’Inter fallisce la possibilità di andare a -2 (e attenzione all’ottima Fiorentina, ora terza con il Napoli a ventisette, una lunghezza più in basso) e il Cagliari non riesce a festeggiare quella che sarebbe stata una vittoria prestigiosa al termine di una grande partita. Sotto accusa però ci va l’arbitro Giacomelli per i motivi già ampiamente descritti e che comporteranno numerose ripercussioni: per fortuna il calcio giocato avrà il sopravvento a causa della fondamentale tre giorni di coppe europee, che vedrà l’Inter protagonista Giovedì (ore 18) a Kazan, per il matchday numero cinque di Europa League con la delicata trasferta in terra russa che di fatto deciderà chi fra le due squadre già qualificate nel gruppo H si guadagnerà il primo posto. Settimana lunga invece per i rossoblu, che avranno ben otto giorni di tempo per preparare l’attesissima gara contro il Napoli, in programma Lunedì alle ore 19 (e seguita alle 21 dall’Inter in trasferta a Parma).
IL TABELLINO
Inter (3-4-3): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus (73′ Coutinho); Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo; Palacio, Milito, Cassano (82′ R. Álvarez). Allenatore: Stramaccioni
Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; F. Pisano, Astori, Rossettini, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu (68′ Dessena); Nenê (37′ Pinilla), Sau (74′ Ibarbo). Allenatore: Pulga
Arbitro: Piero Giacomelli di Trieste (Marrazzo – Viazzi; Meli; Celi – Palazzino)
Reti: 10′ Palacio, 43′, 66′ Sau (C), 82′ aut. Astori
Ammoniti: Cambiasso, Gargano (I), Sau, Nainggolan, Astori, Ekdal, Conti (C)
[Immagine presa da sport.it]
