Bergomi analizza la mancata operazione per Palestra, profilo ideale per l’Inter e indica le priorità della dirigenza sul mercato.
La beffa di mercato per Marco Palestra continua a far discutere l’ambiente Inter. Il talento classe 2005, individuato dalla dirigenza nerazzurra e da Cristian Chivu come il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Denzel Dumfries sulla corsia destra, è destinato a vestire la maglia del Chelsea. Il club londinese ha infatti superato la concorrenza con un’offerta superiore ai 60 milioni di euro destinata all’Atalanta e una proposta economica irrinunciabile per il giocatore, chiudendo definitivamente ogni spiraglio per la permanenza in Serie A.
Una frenata che ha lasciato amarezza anche tra le bandiere nerazzurre. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Giuseppe Bergomi ha espresso tutto il proprio rammarico, sottolineando come l’Inter fosse pronta a compiere un investimento fuori dai propri parametri pur di assicurarsi uno dei giovani italiani più promettenti.
“Partiamo dal presupposto che il club stava per svenarsi pur di prendere un ragazzo a 50 milioni di euro che è una cifra enorme per i nerazzurri, come per qualsiasi squadra italiana. Quindi per l’Inter sarebbe stato uno sforzo e un investimento incredibile, ma l’avrebbe fatto perché era convinta della bontà dell’investimento. E con questo ragazzo del 2005, che arrivava nella squadra campione d’Italia, avrebbe potuto fare un certo tipo di percorso. Conoscendo la filosofia dell’Inter e del presidente Marotta, la cosiddetta quota-Italia è sempre un fattore importante. Anche per questo Palestra sarebbe stato fondamentale e non una comparsa in un contesto in cui si vuole puntare a consolidare lo zoccolo duro di calciatori azzurri”.
Nelle parole dell’ex capitano emerge chiaramente come l’operazione non fosse soltanto una scelta tecnica, ma anche strategica. L’Inter, infatti, vedeva in Palestra un investimento per il presente e soprattutto per il futuro, perfettamente in linea con la volontà di mantenere una solida identità italiana all’interno dello spogliatoio.
Archiviata la delusione, il club dovrà ora individuare valide alternative. Bergomi, però, invita alla calma e mostra piena fiducia nella dirigenza di Viale della Liberazione, indicando anche alcuni profili che ritiene adatti al progetto tecnico di Chivu.
“Sono convinto che troveranno la soluzione giusta ma ripeto che per me Palestra sarebbe stato indubbiamente l’ideale a destra. Per il resto, l’Inter in difesa deve fare due colpi, non uno. Solet è perfetto per come gioca Chivu. E lo stesso vale per Jones a centrocampo. Ma niente fretta. E ricordiamoci che l’Inter l’anno scorso l’acquisto migliore, ovvero Akanji, l’ha fatto l’ultimo giorno di mercato”.
