Ancora in gol lo sloveno e grazie ai suoi gol il Palermo continua la striscia positiva, gli undici punti conquistati nelle ultime cinque partite hanno permesso ai rosanero di passare dall'ultimo posto al quartultimo che in questo momento varrebbe la salvezza. Dramma Inter: si è rotto anche Zanetti, e purtroppo gli esami hanno evidenziato una rottura del tendine d'Achille che mette a rischio persino la carriera di uno straordinario campione.
Hanno avuto la meglio le motivazioni, i siciliani ne avevano tantissime dopo il pareggio all'ultimo istante nel derby della settimana scorsa mentre i nerazzurri ben poche a seguito dell'ennesima settimana da calvario, con l'infortunio di Samuel e le voci su Handanovic al Barcellona. Se poi si fa male anche Zanetti, praticamente l'unico della prima squadra a disposizione di Stramaccioni che fino a oggi non aveva ancora accusato nessun problema fisico durante l'intero arco della stagione, allora non c'è più molto da aggiungere sul fatto che l'annata interista sia un orrore collettivo che forse nemmeno una qualificazione all'Europa League, unico traguardo rimasto (e di "consolazione"), potrebbe cancellare. Oggi al Barbera sembrava il Palermo la squadra nella parte sinistra della classifica, ed è incredibile la metamorfosi che questa squadra ha avuto nell'ultimo mese, gran parte del merito bisogna darlo all'allenatore Sannino, uno che è stato ingiustamente esonerato dopo tre giornate per poi essere richiamato sei mesi più tardi dal solito Zamparini, che se i rosanero non dovessero raggiungere la salvezza dovrebbe prendersi tutte le colpe di questa situazione visto che è stata esclusivamente sua la scellerata decisione di cacciare Sannino per prendere lo sciagurato Gasperini (è stato proprio l'ex tecnico dell'Inter a portare in basso il Palermo, perché almeno Malesani aveva ricevuto l'esonero senza perdere). Il fatto che il nuovo (e vecchio) allenatore in casa rosanero abbia fatto così bene dovrebbe servire anche da consiglio indiretto per Moratti quando a fine stagione dovrà decidere cosa fare di Stramaccioni: che colpe ha l'allenatore se per diversi mesi c'erano più giocatori della prima squadra in infermeria che in campo? Anche nell'assolato pomeriggio siciliano l'allenatore interista ha dovuto fare i conti con dodici infortunati, o per meglio dire dodici e mezzo perché Chivu è convocato ma non in condizione di giocare, e la scelta di piazzare di nuovo Silvestre al centro della difesa è più obbligata che voluta. Importante invece nei padroni di casa il rientro di Fabrizio Miccoli, quest'anno sottotono anche per alcuni problemi fisici ma comunque capace di realizzare otto gol all'Inter, addirittura un poker nel suo ultimo incrocio (4-4 di un anno fa) visto che all'andata era squalificato.
PRIMO TEMPO
È proprio Miccoli, e la cosa non è affatto una sorpresa, ad avere la prima occasione del match, al 7' con una conclusione da dentro l'area su assist arretrato di García che Handanovic para in due tempi. Risponde l'Inter con Zanetti il cui tiro viene respinto da Sorrentino ma al decimo minuto il Palermo è già in vantaggio: lancio lungo, Silvestre rinvia corto in maniera dilettantesca, palla a Miccoli che viene trattenuto e buttato giù da Juan Jesus, sarebbe rigore ma ne approfitta Ilicic che sfrutta l'immobilità della difesa avversaria e di sinistro non ha problemi a fare 1-0. Quinto gol di fila per lo sloveno, che in un mese è passato dai fischi (addirittura era stato contestato dai tifosi durante un allenamento a porte aperte al Barbera) al ruolo di eroe che potrebbe far rimanere il Palermo nella massima serie. Miccoli è scatenato e impegna subito dopo ancora Handanovic su punizione ma per l'Inter le brutte notizie continuano ad aumentare perché al quarto d'ora Zanetti si accascia a terra dopo un'azione personale e chiede il cambio, per il capitano si tratta di un problema al tendine d'Achille (rottura, come stabilito dagli esami effettuati in serata) e il rischio che possa essere uno stop molto lungo è concreto, oltretutto l'ultimo problema fisico l'aveva accusato proprio al Barbera due anni e mezzo fa, un pneumotorace in seguito a una pallonata ricevuta in maniera fortuita. Entra Schelotto che per l'ennesima volta si rivela inadeguato, gli unici due in maglia bianca che sembrano aver voglia di fare qualcosa sono Jonathan e Álvarez, quest'ultimo pericoloso alla mezz'ora con un sinistro dal limite dell'area che esce non di molto. Il Palermo è senza dubbio più pericoloso, soprattutto sull'asse Ilicic-Miccoli, al 34' lo sloveno imbecca il leccese che però stavolta calcia debolmente, la stessa cosa capita sul capovolgimento di fronte a Rocchi, il quale crea anche l'ultimo pericolo prima dell'intervallo con un colpo di testa alto su cross da destra di Jonathan.
SECONDO TEMPO
Nessun cambio, la partita è sostanzialmente noiosa per la mancanza di occasioni da gol nitide, solo i padroni di casa sono in grado di crearne di buone come lo schema su punizione al 51' che libera Kurtic, cross basso sul secondo palo per Aronica ma Ranocchia è l'unico interista che non rimane fermo e in scivolata nega il primo gol in Serie A al difensore palermitano. All'ora di gioco per una volta Silvestre non fa danni dietro ma si rende pericoloso in avanti, anche se il suo colpo di testa su corner finisce ampiamente sul fondo, a Palermo nell'area avversaria se lo ricordavano molto più preciso. I siciliani continuano a farsi preferire, Ilicic conclude per l'ennesima volta in porta con Handanovic che para, il portiere sloveno però diventa assoluto protagonista al 67' quando con una respinta mostruosa vola per negare a Miccoli il raddoppio, il capitano rosanero era andato al tiro di sinistro dal limite alzandosi il pallone e la sua traiettoria diretta nel sette: se il Barcellona dovesse davvero decidere di puntare su Handanovic per il dopo Víctor Valdés non farebbe per niente male. Nell'Inter l'unico a tirare è Álvarez, sue infatti le tre conclusioni fra il 72' e il 75' ma tutte fuori, la prima è la più interessante con un sinistro da venticinque metri alto di poco, la seconda è uno spreco terribile perché da dentro l'area con il destro calcia altissimo dopo essersi ben liberato e l'ultima è un altro tiro con il piede preferito ma senza troppe pretese. Entra Hernández per un acciaccato Ilicic e l'uruguayano, che proprio all'Inter aveva segnato il primo gol in Serie A, spreca il 2-0 con un diagonale che finisce a lato da buona posizione; l'ultima occasione prima che il Barbera possa esplodere festeggiando la conquista dei tre punti ce l'ha Kovacic con un destro da fuori che termina lontano dai pali di Sorrentino, praticamente inoperoso per tutti i novanta minuti. Il triplice fischio di Orsato calma anche Sannino, allontanato a metà ripresa assieme a Perinetti ma inarrestabile con le sue urla dalla tribuna.
La contemporanea sconfitta del Siena per 4-0 in casa della Roma è quello che serviva al Palermo per uscire dalla zona retrocessione per la prima volta nel 2013, anche se il Genoa rimane attaccato alla squadra del presidente Zamparini grazie allo 0-1 sul campo del Chievo, il Palermo però può vantare una miglior differenza reti rispetto ai rossoblù (-15 contro -17) e questo al momento basterebbe per mandare giù i liguri. A Palermo possono festeggiare anche per la vittoria della Juve nel derby contro il Toro, perché i prossimi avversari saranno proprio i bianconeri ai quali basta anche il pari per vincere matematicamente il campionato. Il successo contro il Parma aveva rialzato l'Inter in classifica portando i nerazzurri in quinta posizione ma questo ennesimo KO, il tredicesimo in campionato, costa ben due posti perché Roma e Udinese ripassano davanti, e proprio i friulani sembrano essere la minaccia maggiore visto l'ottimo ruolino di marcia e la sfida che si giocherà all'ultima giornata al Meazza. La prossima settimana a Napoli per Stramaccioni sarà fondamentale ritrovare almeno qualcuno dei tanti infortunati per cercare di giocarsela contro una squadra praticamente sicura del secondo posto.
IL TABELLINO
Palermo (3-5-1-1): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, E. Barreto, Arévalo Ríos, Kurtic, García (80' Nélson); Ilicic (72' Hernández); Miccoli (87' Muñoz). Allenatore: Sannino
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Ranocchia, Silvestre (70' Garritano), Juan Jesus; Jonathan, Zanetti (17' Schelotto), Kovacic, Kuzmanovic (86' Forte), A. Pereira; R. Álvarez; Rocchi. Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Daniele Orsato di Schio (Di Liberatore – Cariolato; Maggiani; Banti – Ciampi)
Rete: 10' Ilicic
Ammoniti: Miccoli, Morganella, E. Barreto, Hernández (P), Silvestre, Juan Jesus, Schelotto (I)
[Immagine presa da it.eurosport.yahoo.com]
