Il derby di Roma non decolla, reti bianche all’Olimpico

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Finisce 0-0 la stracittadina capitolina, Lazio e Roma si dividono il bottino in uno dei derby più noiosi degli ultimi anni.
 

 

Il derby è una partita molto sentita, in particolar modo a Roma, ancor più particolarmente quando una delle squadre della capitale è in lizza per la lotta scudetto – la Roma. Naturalmente, l’altra – la Lazio, non vuole certo farsi da parte: sono sfide a sé stanti, uniche, in cui equilibri e pronostici vengono sovvertiti imprevedibilmente.
Sono partite che iniziano una settimana prima, è il caso della Lazio di Edy Reja che, dalla vittoriosa trasferta di Verona di domenica scorsa, non ha fatto altro che progettare la strategia anti-Roma. I giallorossi, invece, sono invischiati in un periodo di fuoco: le semifinali di Coppa Italia disturbano la preparazione settimanale e, malgrado la recente vittoria nella partita d’andata (3-2 in casa contro il Napoli, ndr), si confrontano per la prima volta quest’anno con un calendario zeppo d’impegni.
La battaglia mediatica ha caratterizzato i giorni precedenti, l’Olimpico è pieno, il tifo impazza, ogni squadra vuole portare a casa il risultato vincente: la Lazio, perdente nel girone d’andata, ha iniziato dal mese scorso una risalita targata Edy Reja e, dopo le buone prestazioni contro Inter e Juve, vuole dimostrare d’essere all’altezza anche degli storici rivali; la Roma sta cavalcando l’onda dell’anno “d’oro”, è importante raccoglierne al massimo i frutti e la predominanza cittadina sancirebbe la sua superiorità.
 
Qui Lazio – Finalmente Reja può tornare alla difesa a quattro, scelta fondamentale per contrastare i giallorossi, decide di adottare un modulo a loro speculare: il famoso 4-3-3 che sta fruttando fortune a Garcia.
Confermato Berisha in porta, l’albanese ormai può considerarsi titolare. Con il rientro in extremis di Konko, il tecnico goriziano lo schiera subito terzino destro, sul lato opposto Radu ed al centro gli “intoccabili” Biava-Dias. Biglia squalificato, Ledesma è chiamato a prendere le redini della mediana, spalleggiato da Lulic a sinistra e Gonzalez a destra. Tridente offensivo che ruota attorno al perno Klose, con la fisicità di Candreva e la tecnica di Keita a sinistra: il più giovane titolare in un derby nella storia laziale.
Parte dalla panchina il capitano Mauri, di rientro dopo la lunga squalifica per lo scandalo calcioscommesse.
 
Qui Roma – Nessuna sorpresa per Rudi Garcia, classico 4-3-3 che fino ad ora ha plasmato una Roma da record.
De Sanctis fra i pali, portiere rilanciato in ottica Nazionale visto il calo di Marchetti. Maicon e Torosidis, che quest’anno ha sorpreso in positivo quando chiamato in causa ed a tutti gli effetti in lizza per il posto da titolare, a coprire gli out esterni con Benatia e Castan muro centrale. Squadra al completo a centrocampo, il terzetto Pjanic-De Rossi-Strootman, la mediana più solida, compatta e di qualità del nostro campionato, per quanto mostrato sino ad ora, seconda soltanto alla corazzata della Juventus. Capitan Totti punta centrale, spalleggiato da Gervinho e Florenzi.
 
Primo Tempo – Il derby inizia a ritmi molto bassi, squadre che si studiano e coprono bene, pochissimi gli spazi. La Roma controlla il pallino del gioco, la Lazio ci prova per lo più con le ripartenze. Tutte le azioni vengono articolate dalle fasce, da una parte Maicon e Pjanic, dall’altra il solito Candreva. I giallorossi cercano Gervinho che viene però spesso chiuso da una difesa biancoceleste insuperabile.
Keita e Candreva provano a gettare la palla in area romanista con diversi traversoni, Klose è l’unico che attacca e si ritrova spesso solo e marcato. Il primo lampo della partita scocca al quarto d’ora: Maicon crossa bene sul secondo palo per Florenzi, dimenticato da Konko, che tenta un prodigioso tiro in controbalzo all’incrocio dei pali, spedendo in curva. Sul fronte opposto, Ledesma fa spiovere un lancio lungo col contagiri, Benatia fa perdere l’attimo a Klose e devia un pallone potenzialmente pericolosissimo.
Episodio al venticinquesimo: Maicon esplode un potente tiro di destro dal vertice dell’area, Berisha respinge lateralmente e Gervinho insacca sulla ribattuta; gol annullato con al seguito proteste di squadra e tifosi, ma l’ivoriano era in fuorigioco (millimetrico).
Il copione della partita prosegue invariato, bisogna superare la mezz’ora per vedere il primo tiro della Lazio: un buon contropiede orchestrato da Lulic dà l’opportunità a Gonzalez di provare la conclusione da fuori, ma la palla finisce alta. Sul finire della prima frazione, la Roma è la più pericolosa: prima Pjanic viene imbeccato da Maicon al centro dell’area biancoceleste, ma Dias è provvidenziale a soffiargli il pallone prima della conclusione, anche Totti e Gervinho provano ad animare la partita con dei tiri dalla distanza, senza però riuscire a sbloccare la sfida.
 
Secondo Tempo – La Lazio rientra in campo con Mauri al posto di un timido Keita e con un cambio di modulo: 4-4-1-1, il capitano in appoggio a Klose, Candreva arretra esterno destro e Gonzalez s’accentra in mediana. Il cambio di modulo permette a Lulic di agire più largo e con più spazi, riesce a liberarsi della marcatura e scaricare in area, trovando però sempre un De Sanctis attento – aiutato anche da Mauri, che conclude malissimo sul primo pallone che tocca. La Roma non cambia e continua a premere con Gervinho, pochi minuti dopo l’inizio della ripresa va via a Konko e prova a sorprendere Berisha, che respinge in angolo. Biancocelesti bassi, troppo passivi, subiscono le manovre della squadra di Garcia, riuscendo però a contenere bene e costringere i romanisti ai tiri da fuori.
La partita scorre via fra le sostituzioni di rito, qualche ammonizione per la tensione in campo, ma nulla di fatto. Si combatte a centrocampo, le retroguardie giocano ottimamente, concentrate ed attente a non concedere nulla, nessuno trova la magia dalla distanza. Le trame di Garcia non riescono a perforare un tipico “catenaccio all’italiana”, marchio di fabbrica di Reja, ed il risultato è soltanto noia.
Da segnalare l’errore di Onazi: il nigeriano, subentrato a Gonzalez, gestisce male un ghiotto contropiede sbagliando il passaggio decisivo a Klose. Nulla di fatto in un secondo tempo soporifero.
 
Risultato giusto, un punto ad entrambe che non compromette gli ottimi momenti delle due squadre romane. Reja prosegue la sua striscia positiva in campionato, dopo la Juventus ferma anche la Roma, le due più forti di questa stagione. Notevole merito per aver risollevato una squadra data per finita, che evidentemente così non è, soprattutto nel reparto difensivo dove maggiormente si vede la sua impronta.
La Roma non perde terreno sulla Juventus, frenata a Verona dall’Hellas, e continua a sognare. Garcia ha poco da recriminare in una partita dominata, tuttavia è mancato il gol nel primo tempo e nel secondo si è anche fatta sentire la stanchezza derivante dall’impegno infrasettimanale di Coppa.