Il Catania risorge e affonda la Lazio

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3-1 il risultato finale al Massimino, boccata d’aria per il Catania che accorcia prepotentemente la classifica nella zona salvezza.

 

Partita della vita per il Catania, fanalino di coda, l’unico risultato plausibile per la squadra etnea è la vittoria. Maran, che ha ripreso le redini della compagine, ha dimostrato di saper guidare positivamente i ragazzi e, giornata dopo giornata, ottiene dei miglioramenti; è tempo ora di concretizzare il frutto del lavoro.
La Lazio è rientrata in corsa per l’Europa League, complice anche l’eliminazione dell’Udinese dalla Coppa Italia che sancisce il sesto posto come ulteriore piazzamento disponibile per l’accesso all’Europa. Con Reja, la risalita in campionato è rilevante: ancora nessuna sconfitta. Per mantenere il passo delle avversarie, quest’anno numerose, bisogna dare continuità di risultati contro un avversario (sulla carta) molto appetibile.

Qui Catania – Maran insiste con il 4-3-3 con cui lui vede al meglio il suo Catania.
Fra i pali l’argentino Andujar, ceduto al Napoli nella scorsa sessione di mercato, ma lasciato in prestito a difendere i pali etnei fino alla fine della stagione. In difesa, Alvarez e Peruzzi agiranno terzini, al centro Bellusci (protagonista ieri di una diatriba con Klose su Twitter) e Spolli, ancora panchina per Legrottaglie che sembra ormai diventato a tutti gli effetti una riserva A centrocampo le uniche assenze sono Leto e, soprattutto, Almiron; al loro posto, Lodi agirà in cabina di regia in mezzo alla linea mediana, spalleggiato da Izo e Rinaudo (preferito a Plasil). Tridente offensivo classico: Barrientos, Bergessio e Castro.

Qui Lazio – Reja ritrova la formazione migliore, tutti disponibili, si ritorna al 4-2-3-1. Niente turnover, sarà fatto in Europa League, il tecnico goriziano dà priorità al campionato.
Nuovamente out Marchetti, “non è al meglio”, ormai la sensazione è che si convive da separati in casa. Berisha titolare, il posto è ufficiosamente suo. Confermata l’impenetrabile linea difensiva vista nel derby: Konko e Radu sugli out esterni, Biava-Dias inamovibili centrali. A centrocampo si rivedono in mediana Ledesma e Biglia, sulla trequarti torna titolare Mauri: il capitano prende il posto di Keita, liberando la corsia di sinistra per Lulic e spalleggiando Candreva. Klose perno offensivo.

Primo Tempo – Catania arrembante, forte degli stimoli ritrovati ed un pubblico calorosissimo, trova il vantaggio alla prima azione della partita: non è passato neanche un minuto e le squadre non si sono ancora scaldate, Castro fa spiovere dalla sinistra un traversone sul secondo palo per l’accorrente Izco, dimenticato da Radu, che insacca con un tiro d’esterno in controbalzo. Bellissimo gol e urlo di gioia del Massimino.
Lazio stordita, sorpresa dall’aggressività degli etnei che insistono, ma la squadra di Reja non ci sta e copre bene puntando  sulle ripartenze: Candreva e Lulic giostrano il gioco sulle corsie esterne, Mauri prova a inventarsi qualche giocata in cabina di regia, ma pecca di precisione. E’ il Catania però il più pericoloso, Izco è in ottima forma e fa partire in contropiede Barrientos che prova il tiro a giro dal limite dell’area, Berisha è provvidenziale nell’intervento. Partita frenetica, squadre lunghe e molti spazi, al decimo minuto ci prova da fuori Biglia con un destro rasoterra che esce di pochissimo. Dopo i vari botta e risposta iniziali, i ritmi iniziano a calare: la Lazio controlla e prova a fare la partita, gli etnei provano invece a pungere in ripartenza. Al quarto d’ora è costretto a uscire Barrientos, infortunato in seguito ad uno scatto, al suo posto Keko. La tattica catanese smorza le iniziative laziali, Maran ha schierato la squadra in campo ottimamente; il più positivo fra i biancocelesti è Candreva, l’unico che riesce a crearsi degli spazi e cercare uno fra Klose e Mauri nell’area avversaria, tuttavia le sue accelerazioni trovano solo la testa di Spolli e Bellusci.
Al venticinquesimo il Catania s’accende:  Rinaudo tira da fuori, Berisha respinge centralmente e Keko è il più lesto ad insaccare. Gol annullato, giustamente, per fuorigioco. E’ comunque l’emblema della partita, la Lazio non riesce a concretizzare il possesso ed il Catania fa male quando si presenta nell’area capitolina; ci provano anche da punizione, con il solito Lodi, e da calcio d’angolo, ma la mischia non si concretizza e sui calci piazzati Berisha è attento. Ribaltamento di fronte, alla mezz’ora è sempre Candreva che prova con un potente calcio di punizione dalla lunga distanza, deviato in barriera, che finisce di poco a lato. La Lazio si sveglia: Ledesma tenta l’eurogol con un tiro-cross da posizione defilata, trovando però i guantoni di Andujar che non si fa sorprendere. Il pressing asfissiante del Catania mette in difficoltà il fronte offensivo biancoceleste, Klose è troppo spesso costretto ad arretrare in copertura e Mauri fatica a trovare l’inserimento; anche nei contropiedi, i difensori etnei hanno la meglio e non concedono mai l’occasione a nessuno d’aver spazio per una conclusione. Però, nei minuti finali, un calo di concentrazione punisce il Catania: la Lazio sfonda sulla destra e pennella un traversone sul quale Mauri s’avventa di testa ed insacca.
Doccia fredda per Maran, tutto da rifare, Reja esulta invece per aver ripreso in mano il match.

Secondo Tempo – Al rientro dagli spogliatoi non c’è Biglia nella Lazio, al suo posto Gonzalez. Copia del primo tempo, il Catania preme subito sull’acceleratore e trova nuovamente il vantaggio dopo pochi minuti: Lodi pennella un cross delizioso da palla inattiva, Spolli anticipa Dias e insacca di testa da due passi. Reja prova a dettare una tattica per riorganizzare la squadra, ma il Catania non molla la presa ed infierisce: ancora una ripartenza, stavolta parte da Peruzzi in mediana, triangolo perfetto con Keko sul vertice dell’area e passaggio smarcante che lo mette in condizione di tirare un rigore in movimento su cui Berisha non può nulla. Terzo gol e Maran che tira un sospiro di sollievo in panchina.
Reazione timida capitolina, Klose non riesce a incidere, è sempre marcato e non arriva mai al tiro. I catanesi coprono molto bene, continuano a pressare e annullano l’offensiva biancoceleste. Non rischiano più gli etnei, controllano la partita, la Lazio non accenna a cambi di rotta e fino al settantesimo la situazione rimane invariata. Reja decide di provare il tutto per tutto: fuori Biava e Mauri, entrano Keita e Perea, la formazione passa ad un 3-4-3 coi giovani talenti biancocelesti che affiancano Klose per tentare di riaprire la partita. Malgrado ciò, il match va spegnendosi: la manovra lenta e scontata della Lazio non crea pericoli per il Catania che si limita a contenere senza più esporsi. Negli ultimi dieci minuti soltanto Klose sembra ancora crederci: spizza di testa una punizione di Ledesma, mandando fuori di un soffio. Finisce così, con un sussulto per un uscita di Berisha che si scontra con Bergessio, ma nulla di serio per nessuno dei due giocatori.

Tre punti decisivi per il Catania, Maran finalmente raccoglie il seminato e promette di voler salvare la squadra etnea.  Il percorso di crescita ha ridato vigore alla squadra, che di per sé ha tutte le carte in regola per poter agguantare la salvezza.
Frenata della Lazio, finisce la magia e la striscia positiva incominciata a Gennaio da Reja. Riemergono i vecchi problemi di un attacco inconsistente ed una difesa traballante, primo campanello d’allarme, adesso il lavoro in vista dell’Europa League diventa ancor più delicato.