Con i due argentini in grande spolvero l’Inter ritrova la vittoria a un mese e mezzo dall’ultima volta e passa al Bentegodi: finisce 0-3, Handanovic para un altro rigore a Luca Toni.

 

Tango argentino a Verona. Quarantaquattro giorni dopo l’Inter accarezza nuovamente la gioia della vittoria e prova a lasciare alle spalle il momento più che negativo che tra marzo e inizio aprile aveva portato i nerazzurri fuori dall’Europa League e dalle posizioni europee in campionato. Forse l’allenamento mattutino a Pasqua ha dato i frutti sperati, perché stasera al Bentegodi si è vista una squadra finalmente propositiva fin dalle prime battute e non sazia di quanto ottenuto, con alcuni elementi ritrovati a seguito di un letargo invernale (Hernanes su tutti) e Handanovic nuovamente pararigori per spegnere sul nascere le velleità di rimonta del Verona, che provava a effettuare al contrario quanto accaduto domenica scorsa col Cesena. Mauro Icardi e Rodrigo Palacio su tutti, perché sono stati loro a dominare la scena nelle prime due marcature: assist del secondo per il primo sullo 0-1 e ruoli invertiti sullo 0-2 per una coppia ritrovata dall’inizio dopo quasi un mese, visto che sabato scorso col Parma Icardi era squalificato e prima della sosta a Genova l’ex Boca Juniors era partito dalla panchina per l’impresentabile Podolski. Icardi è tornato a timbrare il cartellino dopo un digiuno che durava dal rigore col cucchiaio della trasferta di Napoli, quando ancora qualcuno parlava di terzo posto, adesso è difficile pensare a un’Inter capace di raggiungere anche soltanto la sesta piazza ma il ritorno al gol dell’argentino dovrà servire a far capire che la squadra dell’anno prossimo dovrà essere costruita attorno a lui e non con i soldi derivati da una sua cessione, perché un giocatore del genere è di difficile sostituzione. Lo 0-1 è arrivato su un episodio contestato dal Verona, con Tachtsidis a terra e la palla non buttata fuori, in tanti hanno protestato ma visto che il greco ha continuato a giocare tranquillamente bisognerebbe aprire ancora una volta un discorso a parte su questa situazione, magari ricordando ciò che disse Fabio Capello una decina d’anni fa, di fatto le vere recriminazioni i gialloblù possono averle per il primo tempo rinunciatario chiuso senza tiri in porta contro un avversario che certo non brilla per l’organizzazione difensiva. Mandorlini continua a essere sfortunato con il suo passato: non ha mai vinto da allenatore contro il club con cui ha vinto il titolo nella stagione 1988-1989.

PRIMO TEMPO
Bell’avvio di Hernanes con un paio di guizzi e un colpo di testa deviato in calcio d’angolo, l’Inter approccia per una volta bene la partita e all’11’ trova il vantaggio: discesa sulla destra di D’Ambrosio e tocco per Palacio, cross al centro sporcato da Pisano e Mauro Icardi solissimo a centro area fa 0-1. Torna a segnare dopo un mese il capocannoniere interista mentre il Verona circonda Tagliavento perché al momento del gol c’era Tachtsidis a terra, come al solito è doveroso ricordare che l’arbitro deve interrompere il gioco solo in casi particolari (colpi alla testa o giocatori fermi in una zona pericolosa del campo). Il nervosismo gialloblù forse impedisce di abbozzare una reazione, a parte un colpo di testa alto di Toni su punizione è l’Inter a rendersi pericolosa, lo fa due volte intorno alla mezz’ora con Brozovic, la prima con un tiro sbilenco e la seconda con un destro a incrociare fuori d’un niente su contropiede orchestrato da Palacio. Il croato poi si fa ammonire: era diffidato, salterà il derby così come Guarín, al quale tocca la stessa sorte qualche minuto dopo.

SECONDO TEMPO
Ancora Hernanes protagonista e stavolta lo spunto del brasiliano si trasforma in gol, il numero 88 fa partire un contropiede portando avanti il pallone per metà campo prima di servire Icardi a sinistra, cross sul primo palo e Rodrigo Palacio in scivolata anticipa Pisano e Rafael raddoppiando le marcature. Stavolta il Verona riesce a ribattere immediatamente, su un cross dalla destra Juanito Gómez rimette in mezzo in sforbiciata e Jankovic, contrastato, calcia sul fondo. Hernanes, tra i migliori per un’ora abbondante, sfiora il palo con un destro che finisce fuori di poco, successivamente il Verona ha una doppia chance per rientrare in partita ma Handanovic è superlativo sia sul primo tentativo di Obbadi sia soprattutto sulla seconda conclusione di Moras, che calcia addosso a Juanito Gómez costringendo lo sloveno a compiere un miracolo con un colpo di reni notevole. L’Inter capisce che non può dormire sonni tranquilli nonostante il doppio vantaggio, Ranocchia sbaglia una deviazione facile di testa da pochi passi e Palacio colpisce il palo su cross di D’Ambrosio, Mandorlini però ha un asso nella manica con i cambi, come all’andata, e lo cala mettendo in campo Saviola e Greco, che al 76′ costruiscono l’azione del rigore, in realtà molto generoso perché Tagliavento giudica falloso un minimo contatto fra l’ex romanista e Vidic, anche ammonito. Dal dischetto Toni ritrova Handanovic un girone dopo e il risultato è lo stesso, perche il portiere sloveno indovina l’angolo e respinge il suo ventunesimo penalty in Serie A, le ultime speranze scaligere sono affidate a un’azione concitata chiusa da un tiro strozzato di Valoti (altro subentrato) respinto di pugno da Handanovic, che si ripete poi su Tachtsidis, e nel recupero a giochi ormai fatti Vangelis Moras fa autorete su cross di D’Ambrosio dalla destra.

Dopo quattro sconfitte e tre pareggi l’Inter ritrova la vittoria che mancava dal 26 febbraio (1-0 sul Celtic, in campionato tre giorni prima a Cagliari) e raggiunge momentaneamente il Milan a quota quarantuno, mettendo pressione ai rossoneri proprio alla vigilia del derby che si giocherà domenica prossima. Il Verona è sempre fermo a trentatré punti e dovrà chiedere un favore ai cugini del Chievo per mantenere un notevole vantaggio sul terzultimo posto del Cesena, visto che nel prossimo turno sarà atteso dalla complicata trasferta di Firenze.

IL TABELLINO
Verona (4-3-3):
Rafael; Sala, Gu. Rodríguez, Moras, E. Pisano; Obbadi (81′ Valoti), Tachtsidis, Hallfreðsson (72′ Greco); J. Gómez (75′ Saviola), Toni, Jankovic. Allenatore: Mandorlini
Inter (4-3-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Vidic, Juan Jesus; Brozovic, Medel (80′ Gnoukouri), Guarín; Hernanes (88′ Felipe); Palacio (80′ Kovacic), Icardi. Allenatore: Mancini
Arbitro: Paolo Tagliavento della sezione di Terni (Marrazzo – Pegorin; Schenone; Cervellera – Manganiello)
Reti: 11′ Icardi, 48′ Palacio, 92′ aut. Moras
Ammoniti: Juan Jesus, Brozovic, Guarín, Vidic (I), Moras, Obbadi (V)
Note: al 77′ Handanovic (I) ha parato un calcio di rigore a Toni (V)

[Immagine presa da corrieredellosport.it]