Straripante vittoria dell’Inter per aprire la domenica di Serie A: lo 0-5 alla Sampdoria porta quasi interamente la firma di Mauro Icardi con quattro gol in ventuno minuti, ma è stata soprattutto una grande prestazione di squadra.
Ma allora è vero che quest’Inter di qualità ne ha. Dopo una settimana in cui si era parlato soprattutto delle dichiarazioni di Luciano Spalletti al termine di Inter-Napoli, dove aveva messo in discussione il valore della rosa a sua disposizione, i giocatori scendono in campo colpiti nell’orgoglio e con la voglia di dimostrare che il proprio tecnico ha sbagliato: l’hanno fatto, travolgendo la Sampdoria con uno 0-5 che non ammette repliche. Spalletti ha confermato in blocco la stessa formazione “tecnica” che aveva retto l’urto col Napoli ex capolista, lo 0-0 di sette giorni fa che aveva dato delle buone risposte ma doveva essere confermato soprattutto sull’aspetto carente, quello offensivo: di gol ne sono arrivati tanti, cinque come in quel pokerissimo al Chievo del 3 dicembre, il momento più alto della stagione nerazzurra ma ormai distante tre mesi e mezzo di pochissime luci e tantissime ombre. La parte del leone l’ha fatta Mauro Icardi, pure lui reduce da un digiuno largo perché fra infortunio e cattive prestazioni non segnava da settantuno giorni, invece ne ha fatti quattro in ventuno minuti per demolire la squadra che l’ha lanciato nel grande calcio e per portarsi a -2 da Ciro Immobile, superando abbondantemente quota cento gol in Serie A (ora è a centotré). L’argentino si prende i titoli, la squadra ha fatto vincere la partita e qui si innesta il discorso sulla qualità “ritrovata”, perché è stata una grande prova corale con João Cancelo sublime e Roberto Gagliardini forse ancora più positivo rispetto a una settimana fa, con Rafinha Alcântara devastante per larghi tratti del match (ha giocato ottanta minuti, non succedeva da una vita) e il finalmente recuperato Ivan Perišić, quello che più di tutti aveva patito il momento no con una serie di prove orribili e nuovamente sbloccatosi. È uno 0-5 che può dare morale nella corsa Champions League, ma che va confermato dopo la sosta perché il calendario non lascia tregua, così come non ne ha la Sampdoria che ora deve guardarsi le spalle. Continua a piovere a dirotto sui blucerchiati, ai quali non era bastato il 4-1 di Crotone perché oggi ne sono arrivati altri cinque. In casa la squadra di Marco Giampaolo si era sempre ben comportata, perdendo solo contro Lazio e Sassuolo ma di misura e nel finale, stamattina invece ha sbagliato completamente la partita e una volta finita sotto non ha più reagito, con la difesa che ha sbandato pericolosamente e due soli salvabili, Dennis Praet (rientrato titolare a quasi due mesi dall’infortunio) e Duván Zapata. L’Europa League è in pericolo.
PRIMO TEMPO
Terreno bruttino (ha piovuto tanto a Genova fino a poche ore fa) soprattutto nel lato opposto alle panchine e partita che inizia con qualche errore nei passaggi, forse è proprio per questo che al 13’ Icardi cicca un invitantissimo cross di Candreva e non becca la porta di molto. L’Inter carbura presto e comincia ad assediare la porta blucerchiata, dopo ventuno minuti gran lancio per la sponda di Perišić verso Rafinha che incredibilmente liscia da pochi passi, un rimpallo su Ferrari fa nuovamente arrivare il pallone al croato che rientra sul destro e calcia sul primo palo trovando la pronta risposta di Viviano, reattivissimo anche sul corner seguente dove D’Ambrosio tocca di testa e lui deve impegnarsi per togliere il pallone dall’angolo basso, sulla seguente battuta dalla bandierina João Cancelo lo scavalca ma la sua conclusione sbatte sull’incrocio dei pali, diciassettesimo legno colpito dall’Inter in campionato e quarto solo nelle gare con la Sampdoria. Il gol è però nell’aria e matura al 26’, gran cross ancora di João Cancelo e inserimento centrale di Ivan Perišić per un colpo di testa che scavalca Viviano e rompe una maledizione, visto che il croato non segnava da quella tripletta nel 5-0 al Chievo del 3 dicembre dove sembrava essersi bloccato. Come col Benevento l’Inter impara la lezione dei tanti vantaggi buttati fra gennaio e febbraio e raddoppia subito, al 29’ Candreva tocca dietro per Rafinha affrontato da Barreto e Torreira, è il paraguayano a toccarlo quando peraltro stava già cadendo nel tentativo di servire arretrato il pallone e Tagliavento non ha dubbi indicando un rigore contestato ma che ci può stare. Viviano ne ha parati tre su tre nel 2018, l’ultimo domenica scorsa, ma Mauro Icardi a differenza dell’ultima volta col Sassuolo è glaciale, lo guarda e lo spiazza. Centesimo gol in Serie A per l’attaccante argentino che non fa nemmeno in tempo a esultare che ha già fatto centouno, al 31’ altra splendida imbucata di João Cancelo per il cross basso di Perišić respinto, ma la palla resta lì e ancora Mauro Icardi sceglie l’unica soluzione possibile per prendere la porta di spalle: colpo di tacco fra palo, portiere e Ferrari, gesto tecnico favoloso e 0-3. Giampaolo come contro il Crotone è costretto a un cambio dopo mezz’ora, con Verre per Bereszyński, qualcosa sortisce perché al 34’ su corner battuto verso il secondo palo Praet controlla e sul suo destro Handanović respinge di piede, ma al 38’ Icardi da dentro l’area piccola alza una punizione da destra di João Cancelo che andava solo spinta in rete. Dal possibile 0-4 al possibile 1-3 al 41’, con un cross di Murru per Zapata che sovrasta Miranda e di testa colpisce il palo, ma poi la tripletta di Mauro Icardi arriva lo stesso prima dell’intervallo: al 44’ apertura di Rafinha sulla destra per Candreva che rientra verso il centro, Ferrari in contrasto rinvia addosso a Gagliardini che serve senza volerlo Rafinha il quale prova a sua volta il colpo di tacco, Viviano salva sulla linea ma non può fare nulla per evitare il poker dell’argentino.
SECONDO TEMPO
Nessun cambio, ma dopo cinque minuti Giampaolo richiama in panchina il disastroso Ramírez per Caprari. Si riprende a giocare e l’Inter piazza il quinto centro, ancora un superlativo Gagliardini avanza centralmente e cerca un suggerimento per Candreva sulla sinistra, Barreto interviene malissimo e di fatto regala un assist a Mauro Icardi che di controbalzo scavalca Viviano e fa poker, il suo secondo in carriera dopo uno proprio con la maglia della Sampdoria al Pescara a Marassi cinque anni fa, contro i blucerchiati sono dieci gol in nove presenze da avversario. Non c’è più partita, meglio anche rispetto all’andata dove dopo un’ora di dominio nerazzurro la Samp era rientrata in corsa da 3-0 a 3-2, l’Inter gestisce fino al fischio finale (senza recupero) e prova a far segnare anche Candreva, ancora a quota zero in stagione, ma il numero 87 viene murato al 76′ da un invitantissimo assist di Perišić, che poteva calciare con la porta libera. All’82’ ennesimo pallone deluxe di João Cancelo per Éder, pure lui prova a fare gol da ex ma il suo destro è alto.
L’Inter non vinceva in trasferta dal 25 novembre, 1-3 a Cagliari, e con questo successo si rimette in moto nella corsa per i primi quattro posti dove ora saranno Milan, Roma e Lazio a dover rispondere. Dopo la sosta i nerazzurri ospiteranno il Verona nel sabato di Pasqua, mentre alla Sampdoria toccherà la trasferta proprio al Bentegodi contro il Chievo per dimenticare un mese di marzo terribile.
IL TABELLINO
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; Bereszyński (34′ Verre), Silvestre, G. Ferrari, Murru; Barreto (54′ Regini), Torreira, Praet; Ramírez (50′ Caprari); Quagliarella, D. Zapata. Allenatore: Giampaolo
Inter (4-2-3-1): Handanović; João Cancelo, Škriniar, Miranda, D’Ambrosio; Gagliardini, Brozović; Candreva (78′ Vecino), Rafinha (80′ Borja Valero), Perišić; Icardi (66′ Éder). Allenatore: Spalletti
Arbitro: Paolo Tagliavento della sezione di Terni (Ranghetti – Mondin; Pinzani; VAR Mazzoleni; A. VAR Paganessi)
Reti: 26′ Perišić, 30′ rig., 31′, 44′, 51′ Icardi
Ammoniti: Ramírez, Caprari (S), Rafinha (I)
[Immagine presa da corrieredellosport.it]
