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L’ex attaccante Ibrahimovic racconta la sua nuova vita da dirigente e difende il lavoro del Milan: “Abbiamo una rosa forte”

Zlatan Ibrahimovic è tornato a parlare, e lo ha fatto dal palco del Festival dello Sport di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, dove ha raccontato la sua nuova vita da rappresentante del fondo RedBird, proprietario del Milan, e il suo punto di vista sull’inizio di stagione dei rossoneri.

«Sono un rappresentante di RedBird. Dopo l’addio al calcio, avevo bisogno di qualcosa che mi facesse sentire vivo. Ogni giorno mi alleno, poi vado a Milanello o a Casa Milan. Voglio fare nuove esperienze per crescere», ha spiegato Ibra, che ha anche smentito voci su un ruolo “da ufficio”: «Se ho appuntamenti, vado io da chi devo incontrare».

Ibrahimovic ha raccontato anche il suo approccio con RedBird: «Ci sono voluti 5-6 incontri. Ho chiesto tre cose: un progetto a lungo termine, la possibilità di vincere – perché io voglio vincere sempre – e di poter essere sempre me stesso».

Sulla stagione del Milan, lo svedese è fiducioso: «Stiamo andando bene. Allegri è un vincente, ha portato equilibrio e stabilità. La rosa è competitiva, dobbiamo fare un passo alla volta e restare uniti. Siamo il Milan, dobbiamo vincere. Tutti giudicano dai risultati, ma non è vero che giochiamo male».

Non sono mancati aneddoti sul rapporto con Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina rossonera: «Con Max ho litigato tante volte. Ricordo quando perdemmo 3-0 con l’Arsenal dopo aver vinto 4-0 all’andata. Gli dissi che aveva portato due portieri in panchina, lui mi rispose che avevo giocato male. Normale tra due vincenti. Ma certe cose non dovrebbero finire sui giornali».

Ibra ha parlato anche della sua famiglia e del peso del suo cognome: «Ai miei figli ho consigliato di non giocare a calcio. Poi gli ho detto di usare il cognome della madre, ma li riconoscono comunque. Devono meritarsi tutto, non perché si chiamano Ibrahimovic».

Infine, su un campione attuale del Milan (probabilmente Leão, anche se non nominato esplicitamente): «Si parla di lui perché è forte. Ha vinto lo scudetto da solo, fa la differenza. Da lui ci aspettiamo tantissimo».

RENDIMENTO MILAN NELLE PRIME 6 GIORNATE