ALVINI

Alvini è intervenuto al Festival dello Sport di Trento: dalle idee tattiche ai protagonisti della rosa, fino all’obiettivo stagionale della salvezza.

Massimiliano Alvini è stato uno dei protagonisti dell’ultima giornata del Festival dello Sport 2026 di Trento. L’allenatore del Frosinone è intervenuto a Palazzo Benvenuti, nel panel “La tripletta”, intervistato da Luigi Garlando, Marco Guidi e Tommaso Milanese. Come raccolto da TuttoMercatoWeb, il tecnico ha affrontato numerosi temi: dall’identità della sua squadra ai singoli, passando per il Fantacalcio, i giovani e le sue idee tattiche.

L’IDENTITÀ DEL FROSINONE

Alvini ha ribadito la volontà di non rinunciare ai propri principi anche davanti agli avversari più forti: “Il percorso è lungo, ma c’è l’identità di squadra che serve per fare la tua partita contro chiunque, cercando di fare gol e di arrivare alla vittoria indipendentemente dall’avversario”.

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L’allenatore ha ricordato anche una partita contro il Milan, nella quale la sua squadra aveva scelto un atteggiamento particolarmente difensivo: “No. Una volta ho preso i complimenti per un punto fatto con il Milan tutti bassi a difendere, senza mai proporre. Non ero affatto contento, altro che complimenti. Mi è servito per migliorare, non voglio commettere quell’errore di nuovo”.

Una filosofia che si traduce anche nel modo di intendere l’atteggiamento agonistico: “Non mi piace avere una squadra naif, che giochi con leggerezza, che non metta la giusta cattiveria agonistica, non si va in campo con il mocassino”.

RAIMONDO, CALÒ E PALMISANI

Ampio spazio anche ai protagonisti del Frosinone. Su Antonio Raimondo, Alvini ha sottolineato qualità e margini di crescita: “Ha delle qualità tecniche e caratteristiche notevoli, è in un percorso di miglioramento, è futuribile, attacca lo spazio. A me piace tantissimo. Anche nei rapporti umani. Castagnini ha preso lui come primo nome in attacco, dal Bologna, speriamo che continui su questa strada”.

Il tecnico ha poi elogiato Giuseppe Calò, considerato fondamentale per la costruzione del gioco: “È un giocatore forte. Vede calcio, delle linee di passaggio enormi. Ha un piede gentile. Un piede determinante in B, ma anche in A. Giocava nel Pontedera, io allenavo il Tuttocuoio, nello stadio a fianco. Ho sempre desiderato allenarlo, arrivo a Cosenza e lui viene venduto il primo giorno. Arrivato in A con 29 anni, ma è uno dei più intelligenti allenati in carriera”.

Parole importanti anche per Lorenzo Palmisani: “Lorenzo è un calciatore che ha qualità tecniche nel ruolo del portiere da top, ha una testa notevole per il ruolo che fa. C’è del materiale nel ragazzo. L’anno scorso eravamo a Monza, in Coppa Italia, il nostro portiere si fa male ed entra Lorenzo. Fa 40 partite da lì in poi in maniera egregia. Si sta confermando anche in A, speriamo che continui, sarebbe bello per il calcio italiano avere un altro portiere forte”.

SALVEZZA E CALCIO ITALIANO

Sul presente del Frosinone, Alvini ha mantenuto i piedi per terra: “Il presente è di un Frosinone notevole: l’unico obiettivo è salvarsi. Ora vedi una certa classifica, ma non sarà quella. L’obiettivo salvezza sarebbe un obiettivo importante, da raggiungere tutti insieme. Siamo collegati assieme, con una proprietà fantastica”.

Infine, una riflessione anche sull’Italia: “Sono convinto che ritorneremo, magari con un pochino più tranquillità e meno polemiche, mettendo più al centro il campo, le partite. Quella è la strada per ridare un futuro importante al calcio italiano”.