Il tecnico viola Vanoli analizza il successo sul Pisa: dal messaggio di leadership di Gudmundsson alla crescita mentale di un gruppo che ha imparato a soffrire.
La Fiorentina si aggiudica il derby contro il Pisa e Paolo Vanoli può finalmente respirare. Al termine della sfida, il tecnico si è concesso ai microfoni della stampa sottolineando l’importanza vitale di questo successo. Come riportato da tuttomercatoweb, Vanoli ha messo in chiaro l’approccio necessario per gare di questo tenore: “Sapevamo che era una partita importantissima, tre punti che valevano sei se non nove. Un derby non bisogna giocarlo, bisogna vincerlo, e soprattutto bisogna ricordarsi la responsabilità della maglia”.
Il tecnico ha dedicato il successo alla tifoseria, evidenziando il legame profondo con la piazza nonostante le recenti difficoltà: “Questa vittoria è per i nostri tifosi, perché nonostante la situazione ci hanno sempre sostenuto”. Analizzando l’andamento del match, Vanoli ha ammesso un calo nella ripresa, dovuto a una manovra diventata troppo farraginosa: “Nel secondo tempo siamo stati pigri a velocizzare il gioco. Dobbiamo migliorare la velocità della palla, a volte siamo lenti tra stop e passaggio. Però adesso abbiamo lo spirito per soffrire”.
Uno dei temi caldi ha riguardato la gestione dei singoli. Vanoli ha spiegato le sostituzioni e lo stato di forma dei suoi attaccanti, citando in particolare Solomon: “Viene da un’influenza e da un periodo di inattività. Lo gestisco perché anche cinque minuti possono aiutarlo a tornare a regime”. Parole al miele anche per Moise Kean e Dodo, reduci da una settimana di carichi pesanti: “Sono contento perché questa settimana gli avevo tirato un po’ il collo con il lavoro. Non li ho fatti giocare in Polonia per farli lavorare a Firenze”.
Un segnale di grande compattezza è arrivato da Gudmundsson, che pur non essendo al meglio ha chiesto di essere presente: “Stamani ha voluto provare, mi ha detto che gli faceva piacere venire in panchina. È stato un bel messaggio quello che mi ha mandato”. Infine, l’allenatore ha commentato la svolta tattica e l’adattabilità della rosa, elogiando la duttilità di Parisi: “Per me si può giocare a quattro o a cinque, conta l’atteggiamento. Parisi mi ha sorpreso, lui dove lo metti fa sempre grandi partite”. Adesso la testa va alla Conference League, con l’obiettivo di non peccare di superficialità.
TABELLINI & VOTI SERIE A 26ª GIORNATA

