VANOLI

Vanoli analizza il pareggio contro il Napoli: dalla reazione dopo lo svantaggio alla crescita della squadra, passando per Oulai, Mastantuono e l’importanza dell’equilibrio.

TABELLINO FIORENTINA-NAPOLI

Al termine della sfida contro il Napoli, il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli è intervenuto in conferenza stampa dallo stadio Artemio Franchi di Firenze. L’allenatore viola ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi soprattutto sulla reazione dopo lo svantaggio e sui progressi mostrati nelle ultime settimane. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da TMW.

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Fiorentina, Vanoli: “Il Napoli è una squadra forte”

Sul valore del punto conquistato e sulla prestazione contro i campioni d’Italia, Vanoli ha sottolineato soprattutto l’atteggiamento della squadra: “Ho detto di non guardare la classifica ma ciò che stiamo facendo in campo e il nostro percorso. Ringrazio i tifosi che ci hanno spunti per tutto il tempo. Da quando sono arrivato tutti si sono messi al servizio dei compagni. Il Napoli è una squadra forte: viene da uno scudetto e un secondo posto. Lo abbiamo affrontato con coraggio, nonostante degli errori su cui dobbiamo migliorare. Ma oggi ho visto la voglia di far risultato, quello che più mi rimane è la reazione andando sotto”.

L’allenatore ha poi spiegato cosa sia mancato alla Fiorentina per riuscire a conquistare l’intera posta in palio: “Abbiamo avuto tante occasioni per andare in vantaggio e per ribaltarla. Paradossalmente abbiamo segnato sull’occasione meno nitida che abbiamo avuto. Il primo tempo abbiamo sofferto i cambi gioco su Politano, Viery stringeva troppo la linea. Il secondo tempo Valdepenas è entrato veramente bene, questo dev’essere lo spirito. Se chi è in panchina entra così possiamo andare lontano. Nazionale? mi fa piacere per i ragazzi convocati, sugli altri lavorerò sul recupero fisico di qualcuno più indietro”.

Vanoli ha quindi parlato del suo ritorno sulla panchina viola e dell’impatto avuto in queste prime settimane: “Conosco l’ambiente e sono tornato con grande entusiasmo e determinazione. Ho tanta voglia di fare con questi ragazzi qualcosa di importante”.

Oulai e l’importanza dell’equilibrio

Uno dei temi affrontati in conferenza è stato anche il mancato ingresso in campo di Oulai. Vanoli ha spiegato le sue scelte sottolineando la necessità di trovare il giusto equilibrio: “Il vostro difetto è che guardate i singoli, io inece devo vedere la squadra e devo sacrificare il talento con l’equilibrio. Questa squadra ha talento ma quando sono arrivato prendevamo tanti gol. Oulai è molto forte, l’ho paragonato a Kante, ma il francese usava più la testa. Oggi Oulai usa ancora la sua esuberanza, ma avrà un futuro importante e regalerà tanto alla Fiorentina. Mi entusiasma, così come Goncalves e Atta, ma non posso metterli tutti insieme… Devo anche pensare all’equilibrio anche in difesa: Dragusin oggi ha fatto una partita spaziale, così come Ranieri. E ho la fortuna di avere anche uno come Pongracic”.

L’allenatore ha poi evidenziato l’importanza della sofferenza e della gestione delle energie: “Questo è il mio vangelo se vuoi arrivare lontano. I crampi sono sinonimo che ogni tanto serve avere più gestione della partita, ma questo è il bello della gioventù. Nel corso dei novanta minuti bisogna essere anche bravi a far progredire la palla e a giocare con più calma. Va bene così comunque, perché senza sofferenza non si va da nessuna parte. Saremmo presuntuosi se avessimo pensato di non soffrire col Napoli”.

Vanoli elogia Mastantuono

Infine, Vanoli ha spiegato il lavoro svolto durante le ultime due settimane e ha raccontato un episodio che lo ha particolarmente colpito, legato a Mastantuono: “Io da fuori vedevo talento ma non c’era una squadra. Ora vedo Mastantuono che fa tre corse di sacrificio e dev’essere normale: guardate Lautaro ieri. I campioni vanno visti non solo nei gol all’incrocio, ma nel come aiutano i compagni. I ragazzi lo hanno recepito. Mastantuono dopo Venezia ha preso il premio di MVP e ha detto: ‘per me il migliore è stato Fagioli’. A me è venuta la pelle d’oca. Questo significa essere campioni. Sei un 2007, fai tre gol, io questa lucidità non l’avrei avuta. Lui invece ha detto che il migliore in campo è stato un compagno. Questi sono segnali importantissimi, di un ragazzo che andrà lontano”.

Sulla cosa che lo ha convinto maggiormente e sull’aspetto ancora da migliorare, Vanoli ha concluso: “Dobbiamo migliorare nel gestire meglio tecnicamente la partita. Ma ciò che mi è piaciuta è la capacità di restare in partita nei momenti di difficoltà”.