Finisce 3-0 la prima gara del 2015 in Serie A: una fantastica prestazione di Felipe Anderson (gol e due assist) permette alla Lazio di battere senza discussione la Sampdoria e passare una notte da sola al terzo posto.

 

Tre gol per il terzo posto. La Lazio apre come meglio non avrebbe potuto il nuovo anno e certifica la sua candidatura per la lotta alla zona Champions League, a maggior ragione se Felipe Anderson dovesse continuare a fornire prove magnifiche come quella di oggi. Oggetto misterioso e frenato dagli infortuni fino a un mese fa, il brasiliano che giocava con Neymar al Santos ha sfruttato alla grande l’occasione avuta a seguito dell’infortunio di Candreva e nel giro di poche settimane si è trasformato in un elemento imprescindibile per i biancocelesti: se i gol contro Varese e Parma potevano essere una casualità certo non possono esserlo la doppietta contro l’Inter prima della sosta e i novanta minuti da sogno di stasera, dove ha fatto ammattire tutta la Sampdoria e messo la firma nei tre gol con cui la Lazio ha steso il grande ex Mihajlovic. Un gol di pregevole fattura, un assist per sbloccare una partita fin lì priva di grandi gesti tecnici e lo slalom in stile Alberto Tomba con cui ha spaccato in due la difesa della Samp per poi fornire a Djordjevic il più facile dei tocchi in rete: questa in sintesi la gara di Felipe Anderson, che però non si è limitato solamente alle marcature, ma ha anche seminato il panico in altre circostanze, come quando è passato in mezzo a due e solo il recupero di un difensore gli ha negato la doppietta solo davanti a Viviano. Con il numero sette in queste condizioni Pioli adesso avrà il felice compito di scegliere chi far giocare, visto che Candreva è rientrato nel finale e che a Mauri non si può rinunciare, in aggiunta è tornato al gol anche Parolo che non segnava da settembre e un giocatore bravo negli inserimenti come lui fa sempre comodo, di certo i capitolini sembrano aver trovato la quadratura del cerchio e col derby alle porte non può che essere un segnale positivo. Da dimenticare l’approccio al 2015 della Samp, che ha creato poco e niente e difeso malissimo, la prima senza Gabbiadini (che comunque non avrebbe potuto giocare per squalifica) è stata un disastro e non c’è dubbio che Mihajlovic si farà sentire in questi giorni per risollevare una squadra che aveva sempre tenuto un grande ritmo nella prima parte di stagione. Ferrero aveva promesso a Lotito che gliene avrebbe fatti tre, invece la profezia ha avuto l’effetto di un boomerang e la realtà ha detto tutto il contrario…

PRIMO TEMPO
Lo spettacolo visto in Premier League durante le feste era diventato una buona abitudine che l’avvio di questa partita spazza via all’istante, perché si gioca a ritmi blandi come se le due squadre fossero ancora in vacanza. A far smettere gli sbadigli, dopo un tentativo fuori misura di Radu, ci pensa Biglia con una punizione che il rientrante Viviano mette in angolo (21′), sull’azione seguente rischia tantissimo Cacciatore con un retropassaggio all’indietro sul quale Djordjevic per poco non riesce ad avventarsi e mettere in rete. Lazio padrona del campo con la Samp che mai impensierisce Marchetti (ma due volte gli attaccanti ospiti vengono fermati per fuorigioco molto dubbio), al 29′ Biglia mette dentro per Djordjevic che di tacco appoggia all’indietro verso de Vrij il cui sinistro finisce sul fondo, l’out mancino è quello dove i biancocelesti passano con più facilità e uno dei più mobili, Felipe Anderson, lo capisce e cambia fascia propiziando il vantaggio con una discesa senza troppa opposizione chiusa da un tocco al centro per Marco Parolo, che arriva a rimorchio e di sinistro la mette sotto l’incrocio in bello stile. Torna a segnare l’ex centrocampista del Cesena, a secco dalla goleada di Palermo del 29 settembre, i gol di vantaggio diventano immediatamente due perché al 41′ Felipe Anderson si inventa un destro terrificante da venticinque metri finito nell’angolino basso alla destra di Viviano, che proprio non può far nulla per impedire il quinto gol in un mese del brasiliano.

SECONDO TEMPO
Due cambi dopo l’intervallo, uno per infortunio (Cana-Cavanda), l’altro per scelta tecnica (Rizzo-Wszolek), non muta comunque il tema della partita con la Lazio in completo controllo e la Sampdoria in enorme difficoltà. Un errore di Palombo lascia campo aperto a Lulic che col destro, non il suo piede, manda sul fondo e poi esce per un problema fisico, un’uscita a vuoto di Viviano dà la porta libera a Djordjevic e Romagnoli deve salvare a porta vuota: ospiti non solo deconcentrati ma anche maldestri, e contro questa Lazio certi errori si pagano. Felipe Anderson continua a regalare giocate di altissimo livello, dopo aver creato l’uno a zero e segnato il due a zero il brasiliano è protagonista quasi assoluto anche sul tris, infatti prende palla da prima del centrocampo e parte in progressione, ne salta tre fra cui Obiang che prova ad aggrapparsi alla maglia senza riuscirci, poi dal fondo tocca in mezzo e Filip Djordjevic deve solo spingere in rete un pallone facile facile. 90% di questo gol va a Felipe Anderson, sul tabellino però ci va il serbo, che chiude un digiuno in campionato di quasi due mesi (rete inutile nella sconfitta per 2-1 a Empoli il 9 novembre). Partita in ghiaccio, la Lazio comincia a pensare al derby e la Samp cerca quantomeno di accorciare le distanze, ma non ci riesce perché i tentativi sono piuttosto velleitari e si fermano a un tiro da fuori di Éder bloccato da Marchetti e a un destro altissimo di Okaka, fischiatissimo in quanto prodotto del settore giovanile della Roma.

Almeno fino a domani pomeriggio la Lazio sarà terza in classifica da sola, dopo aver sfiorato questo traguardo prima di Natale buttando via i due gol di vantaggio contro l’Inter i biancocelesti riprendono a correre e per la terza stagione consecutiva cominciano il nuovo anno con una vittoria. Il derby in programma domenica prossima sarà un grande banco di prova per capire se questa squadra può davvero puntare ai piani alti della classifica, ma il weekend servirà pure alla Sampdoria per dimostrare che stasera si è trattato solo di un episodio sfortunato. I blucerchiati in campionato avevano perso solo contro l’Inter e al 90′, non avevano mai preso tre gol in una partita e solo in tre occasioni non avevano segnato: l’Empoli, prossimo avversario al Ferraris, è avvisato.

IL TABELLINO
Lazio (4-3-3):
Marchetti; Basta, de Vrij, Cana (46′ Cavanda), Radu; Parolo, Biglia, Lulic (50′ Onazi); Felipe Anderson, F. Djordjevic, S. Mauri (78′ Candreva). Allenatore: Pioli
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; Cacciatore, Gastaldello, Romagnoli, Regini; Rizzo (46′ Wszolek), Palombo, Obiang (68′ Bergessio); Soriano; Éder (74′ Duncan), Okaka Chuka. Allenatore: Mihajlovic
Arbitro: Gianpaolo Calvarese della sezione di Teramo (Meli – Galloni; Di Liberatore; Russo – Merchiori)
Reti: 38′ Parolo, 41′ Felipe Anderson, 66′ F. Djordjevic
Ammoniti: Gastaldello, Soriano (S), Cana, Basta (L)

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