FARIOLI

Francesco Farioli racconta a Tuttomercatoweb il trionfo con il Porto, il peso emotivo della stagione e il futuro della sua carriera: “La Serie A può aspettare”.

Francesco Farioli si gode il primo grande titolo della sua carriera da allenatore. Dopo aver soltanto sfiorato l’Eredivisie con l’Ajax nella passata stagione, il tecnico toscano è riuscito a conquistare il campionato portoghese alla guida del Porto, superando rivali storiche come Sporting e Benfica. Un successo che ha definitivamente consacrato il classe 1989 tra gli allenatori emergenti più apprezzati del panorama europeo.

Intervistato da Tuttomercatoweb, Farioli ha raccontato le emozioni vissute dopo la vittoria del titolo, soffermandosi soprattutto sull’aspetto umano e psicologico di una stagione particolarmente intensa.

“È stata un’emozione molto intensa, difficile da descrivere a parole”, ha spiegato il tecnico dei Dragoes. “Quando investi tutto te stesso in un lavoro, quando vivi per mesi dentro pressione, responsabilità e aspettative così elevate, il momento della vittoria porta con sé una liberazione emotiva enorme”.

Farioli ha poi evidenziato quanto il calcio moderno imponga ritmi velocissimi anche dopo un successo importante:
“Ma allo stesso tempo ho capito molto velocemente quanto il calcio sia veloce: due giorni dopo aver vinto eravamo già proiettati verso il futuro, verso la pianificazione della prossima stagione e la ricerca di nuovi margini di miglioramento”.

Nel corso dell’intervista concessa a Tuttomercatoweb, l’allenatore italiano ha parlato anche dell’esperienza vissuta all’Ajax, fondamentale nel suo percorso di crescita professionale. Pur riconoscendo l’importanza dell’avventura olandese, Farioli ha sottolineato come il contesto trovato a Porto sia stato molto diverso.

“L’esperienza vissuta all’Ajax mi ha sicuramente dato molti spunti di riflessione, ma questa stagione al Porto ha avuto sicuramente dinamiche differenti e un ambiente estremamente collaborativo, sempre pronto a dare il massimo supporto a tutto il gruppo di lavoro della prima squadra”.

Il tecnico ha poi voluto approfondire il tema della gestione emotiva all’interno di un gruppo, spiegando quanto il fattore umano abbia inciso nel cammino vincente del Porto.

“A volte nel calcio si parla solo di tattica o tecnica, ma la parte psicologica ed emotiva pesa enormemente nella gestione di un gruppo di lavoro”.

Farioli ha ricordato anche uno dei momenti più difficili vissuti durante la stagione: la scomparsa di Jorge Costa, figura storica del club portoghese.

“La nostra stagione è iniziata con la perdita drammatica di Jorge Costa, non solo una leggenda del Porto ma anche un punto di riferimento per tutti noi all’interno del club”.

Infine, il tecnico ha raccontato il modo in cui il Porto abbia reagito a quella tragedia, trovando proprio nella compattezza del gruppo una delle chiavi del successo finale.

“Vedere come tutta la Famiglia Portista, come la chiamo io, si sia stretta e compattata di fronte a questa tragedia, mi ha fatto capire quanto il senso di appartenenza alla comunità sia un aspetto molto importante del nostro lavoro”.