L’allenatore del Como presenta la Como Cup, parla della crescita della squadra, del futuro di Nico Paz, dei giovani italiani e commenta anche la nomina di Roberto Mancini alla guida della Nazionale.
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Il Como è pronto a inaugurare la nuova edizione della Como Cup e Cesc Fabregas guarda con entusiasmo alla stagione che sta per iniziare. Intervistato da Sportitalia, il tecnico spagnolo ha analizzato la crescita della squadra, il valore degli avversari del torneo e gli obiettivi del club, soffermandosi anche su Nico Paz, sui giovani italiani e sul nuovo corso della Nazionale.
Fabregas ha innanzitutto presentato il torneo che vedrà protagonisti AlUla e Villarreal al Sinigaglia: “Questa Como Cup è molto interessante. Si torna allo stadio, è una bellissima esperienza e ogni volta ci sono squadre sempre più forti. Il Villarreal sorprenderà, la qualità di ogni giocatore è devastante. Li seguo tanto, per modello e identità, come lavorano tutti insieme. Noi siamo alla prima settimana di allenamento, all’inizio, ma non sono da vecchia scuola di andare in montagna sette giorni e continuare a lavorare. Vediamo come lo affronteremo, ma siamo pronti”.
L’allenatore ha poi spiegato le ambizioni del Como: “Noi continuiamo a lavorare. Dobbiamo dare indicazioni nuove, per nuove motivazioni. Non è la stessa cosa giocare 43 partite e arrivare in semifinale di Coppa Italia. Quest’anno saranno almeno 47, avanzando nelle competizioni almeno 50. Questo vuol dire che bisognerà essere pronti. La nostra esigenza è massima, saremo la squadra più giovane d’Europa. Dovremo alzare il livello”.
Sul futuro di Nico Paz, Fabregas ha rivelato di aver mantenuto un contatto costante con il fantasista argentino: “Sì, ho parlato con lui durante tutto il Mondiale. Mi è piaciuta molto la sua personalità. Quando sei giovane così non è facile prendere una decisione del genere, la sua famiglia gli è vicina, lui è un ragazzo intelligente. Sa che il calcio non finisce oggi, andare troppo presto in un posto non è la migliore opzione. Tanto valore. Noi lo faremo crescere, per migliorare. Poi vedremo che succede”.
L’allenatore ha parlato anche del nuovo arrivato Mattia Liberali: “Si valutano tantissime cose. Mattia l’ho seguito tanto, anche dalla Serie B, sappiamo che ci sono giovani forti in Serie C e D da vedere e lui mi ha impressionato molto. Entra bene nel nostro gioco. Mi ha fatto vedere tante cose in 4-5 giorni di allenamento. È bello da vedere”.
Fabregas si è espresso sulla valorizzazione dei giovani e sulla nuova Italia di Roberto Mancini: “Non sono nessuno per giudicare. Alla fine devi credere in quello che fai: se un giocatore vale 5 milioni, li varrà. Bisogna lavorarci, normale avere più pazienza con i giocatori giovani. Che succede con il momento negativo? O dai fiducia o lo massacri e gli dici che non è pronto. Io sono qua per pensare ai miei ragazzi, non per fare la mia strada da allenatore”.
Sul possibile arrivo di Guardiola in azzurro ha concluso: “Non lo dico con superficialità, io sono italiano in questo momento anche se alcune volte mi dicono che non mi piacciono gli italiani. Mi sento parte di questo Paese, voglio il meglio per il calcio italiano. Lo vedo e lo analizzo tanto. Penso che Maldini sia una persona preparatissima. Guardiola è il mio idolo, io avevo la maglia numero 4 per lui e sono cresciuto grazie a lui. La cosa più importante è che la persona qui dentro è che abbia tempo, l’organizzazione di fare le cose e le idee chiare”.
