FABREGAS

L’allenatore del Como Fabregas parla alla vigilia della sfida contro il Sassuolo: identità, fame, giovani e ambizione al centro del progetto lariano.

Alla vigilia della sfida tra Como e Sassuolo, Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa toccando diversi temi, dal progetto tecnico alla crescita dei singoli, fino al futuro di Nico Paz.

“Qui lavoriamo per costruire un’identità, un modello, una famiglia. Serve continuità e coraggio per portare avanti le idee. Anche nella Primavera non guardiamo solo i risultati, ma come si lavora”, ha spiegato il tecnico spagnolo, sottolineando l’importanza della visione a lungo termine.

Fabregas ha elogiato l’atteggiamento degli esterni, come Addai e Fadera, che stanno crescendo anche grazie a un lavoro mirato sulla mentalità offensiva: “Addai prima si sarebbe fermato, ora invece attacca lo spazio. È una questione di fame, di volerlo più dell’avversario”.

Riguardo ai cambi durante le partite, l’ex campione del mondo è stato chiaro: “Chi entra deve farlo con rabbia, con voglia. Solo così si può incidere. Ho visto segnali importanti a Torino, ma voglio che questa mentalità sia costante”.

Sul Sassuolo, avversario di domani, ha parole di stima: “Mi piace l’idea di gioco di Grosso, siamo simili. Hanno esterni forti e un’identità chiara. Sarà una partita molto bella”.

Inevitabile una domanda su Nico Paz, al centro di voci di mercato: “È un giocatore del Como. È felice qui, si vede dagli occhi. Perché non può crescere qui con noi anche in futuro? È ambizioso, ma anche il Como lo è”.

Fabregas ha parlato anche di Matic, suo ex compagno al Chelsea: “Un giocatore impressionante, uno dei migliori con cui abbia mai giocato. Ma qui abbiamo scelto di puntare su profili più giovani”.

Tra i singoli, ha elogiato Fadera (“Ha le gambe da Serie A”), Addai (“Deve confermarsi”) e Jesus Rodriguez. Ha poi raccontato un aneddoto motivazionale: “Ho mostrato ai ragazzi un gol di Messi a 38 anni. Ho chiesto: cosa vedete? Fame. Quella fa la differenza”.

Infine, sulla gestione delle emozioni: “A Torino non abbiamo festeggiato per rispetto. Ma ho visto la squadra che voglio. Possiamo perdere, ma solo se abbiamo dato tutto. Senza freno a mano, andiamo e vediamo dove possiamo arrivare”.

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