FABREGAS

Il tecnico del Como Cesc Fabregas analizza il pareggio contro l’Udinese nella prima giornata di Serie A.

Il Como inaugura la propria stagione di Serie A con un pareggio sul campo dell’Udinese. Al termine della sfida, Cesc Fabregas ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi sulle nuove regole, sulle scelte tattiche e sulle prestazioni dei singoli. Il tecnico spagnolo ha inoltre parlato del mercato e della necessità di mantenere una precisa identità indipendentemente dai giocatori a disposizione.

Fabregas: “È stata una bella gara”

Il tecnico del Como ha promosso la qualità della partita, anche se ha evidenziato alcune perplessità legate alle nuove regole: “Sì è stata una bella gara, magari per gli allenatori così così (ride ndr), ma mi è piaciuta molto come gara. Le nuove regole alzano molto il livello della gara”.

Fabregas ha poi sottolineato come il nuovo regolamento possa aumentare l’intensità fisica delle partite: Ora devo però capire un po’ il metro sul fisico, si chiede sempre al ragazzo di sprintare, di usare il fisico, però magari ecco può succedere che qualcuno si stira, qualcuno si fa male, oggi è successo più all’Udinese che a noi. Però così diventano ancora più importanti i cambi”.

Baturina e Nico Paz insieme

Una delle curiosità tattiche della partita è stata la posizione ravvicinata di Baturina e Nico Paz. Fabregas ha spiegato: “Con Baturina e Nico Paz abbiamo già giocato con loro stretti a volte. Ogni gara cambiamo qualcosina, però le dinamiche non cambiano tantissimo, quest’anno dobbiamo abituarci ad avere un’identità molto molto forte a parte la tattica”.

Il tecnico ha inoltre ricordato le difficoltà legate a un calendario più intenso: “Veniamo da stagioni con settimane piene per preparare la gara, a volte invece quest’anno non potremo allenarci”.

Chalobah e Liberali convincono

Fabregas ha dedicato parole importanti anche ai protagonisti della partita. In particolare, grande apprezzamento per Chalobah: “Sì penso Chalobah abbia fatto una gara incredibile. Anche Liberali è entrato molto bene, ha qualcosa di speciale lui, mi piace, ha personalità”.

Sul giovane italiano, il tecnico ha aggiunto: “Siamo stati svegli a prendere un diamante italiano, non va dimenticato che ha solo 19 anni. Capisco molto velocemente quando uno è un po’ più indietro, lui è per il ‘dammi tutto che ti rispondo’”.

Fabregas ha poi elogiato anche l’Udinese: “Abbiamo fatto un punto su un campo molto difficile, una parola che di solito non mi piace usare. Vedrete che a Udine vinceranno in poche quest’anno, sono una grandissima squadra, hanno identità, sono fisici, per come pressano e vanno veloce sono da Premier. Mi piace e sarà complicata per tutti”.

“Probabilmente meritavamo di ribaltarla”

Analizzando la partita, Fabregas ha evidenziato la capacità dell’Udinese di punire immediatamente gli errori: “Sono una squadra forte, fisicamente di grande impatto, non si vede tutte le settimane. Mi ha insegnato un’altra volta che quando c’è un errore tecnico o tattico ti penalizzano subito come nel gol”.

Il Como ha però reagito nella ripresa: “Nel secondo tempo abbiamo avuto una reazione importante, probabilmente avremmo meritato di ribaltarla ma con pochi tocchi loro hanno comunque meritato un gol che non è arrivato. E’ così il calcio, tutti volevamo vincere, non vado a casa felice, ma la reazione è stata molto positiva”.

Fabregas e il mercato

Infine, inevitabile una domanda sul mercato. Fabregas ha ribadito l’importanza dell’identità: “L’identità, a prescindere da chi va e arriva, si deve vedere, l’ho vista contro l’Arsenal, il Villarreal e il Liverpool e sono contento”.

Sul lavoro durante le settimane di mercato, il tecnico ha ammesso: “Non penso molto al mercato, il momento gara è la mia gioia. Giorno dopo giorno in settimana sono molto coinvolto su tutto questo, posso soffrirlo un po’ perchè devo parlare con uno, con l’altro, ti gira un po’ la testa. Sarebbe meglio avere il mercato chiuso un due giorni prima dell’esordio in Serie A”.Fabregas ha quindi concluso: “Questa è una domanda normale, dovrei pensare alla partita, non a vedere in pullman se mi ha scritto uno o l’altro, dobbiamo adattarci finchè è così”.