Paulo Dybala Lazio-Juventus

All’ultimo minuto di recupero Paulo Dybala si inventa la giocata che spacca una partita destinata sullo 0-0: clamorosa vittoria della Juventus in casa della Lazio.

A trentuno secondi dalla fine il gol che può cambiare la storia della stagione. La Juventus prosegue nella sua striscia di vittorie consecutive in Serie A, ora arrivate a dieci, e si riporta almeno per quarantacinque minuti a -1 dal Napoli, con lo stesso numero di partite giocate. Il primo dei big match di questa incredibile giornata di campionato si risolve in coda, quando lo 0-0 sembrava scritto nonché inevitabile per il poco e niente che si era visto in campo, poi è apparso dal nulla Paulo Dybala: la Joya per novantadue minuti e mezzo era stato uno dei peggiori, avulso dal gioco e mai pericoloso nel suo ritorno da titolare a quasi due mesi dalla lesione alla coscia destra di Cagliari. Poi, al 93′, ha ricevuto un pallone apparentemente innocuo e con una giocata da fuoriclasse si è liberato di due avversari, riuscendo praticamente da terra a metterla all’incrocio dei pali. Può essere definita una vendetta per quel gol sempre nel recupero di Alessandro Murgia, nella Supercoppa Italiana di agosto che aveva dato alla Lazio il primo trofeo stagionale, ma anche una rivincita personale per l’argentino che proprio all’ultimo minuto all’andata aveva sbagliato il rigore del possibile 2-2, un macigno sulla classifica che ora fa meno male. Per la Lazio è una sconfitta che fa malissimo, soprattutto per come è arrivata: Simone Inzaghi era riuscito a contenere il secondo miglior attacco del campionato (ora sono sessantatré i gol bianconeri, contro i sessantaquattro biancocelesti, ma a vedere il match dell’Olimpico quasi senza occasioni non sembrava) senza mai concedergli un tiro in porta ed è stato punito sull’unica azione degna di nota di un secondo tempo bruttissimo. Forse la stanchezza per i centoventi minuti più rigori contro il Milan di mercoledì in Coppa Italia si è fatta sentire alla fine, ma è certo che anche stavolta la Lazio se l’era giocata alla pari contro i pluricampioni d’Italia e pensava di aver chiuso la stagione contro di loro da imbattuta, ma è stata punita quando ormai si attendeva solo il fischio finale e nella corsa Champions League è un punto perso che rischia di pesare tantissimo.

PRIMO TEMPO

Dopo una timida richiesta di rigore di Dybala per contatto (cercatissimo con Lucas Leiva) la Juventus si rende pericolosa, al 9’ punizione da destra di Pjanić e colpo di testa a centro area di Mandžukić alto. Sono però della Lazio le migliori occasioni (non tantissime) al 19’ un tiro di Luis Alberto deviato in corner dalla cui battuta respinta controcross dello spagnolo e colpo di testa di Milinković-Savić inchiodato a terra da Buffon quasi sulla linea; al 23’ ripartenza della Lazio e destro sul primo palo di Immobile messo in corner da Buffon, dalla battuta Luis Alberto cerca il gol Olímpico e il portiere è attento. Partita molto spezzettata con la Juventus che non riesce a creare gioco, Allegri passa al 4-3-3 con Lichtsteiner esterno alto a destra ma crea quasi niente, solo un destro di Khedira deviato su un corner. Si va al riposo dopo tre minuti e mezzo di recupero, concessi per un problema fisico a Benatia e un’ammonizione a Lichtsteiner.

SECONDO TEMPO

Undici minuti e mezzo di nulla, poi Allegri decide di aumentare il proprio peso offensivo e mette Douglas Costa per Lichtsteiner. Non cambia nulla però, perché la Juventus in area di rigore non ci entra mai, a differenza della Lazio che protesta per un contatto fra Benatia e Lucas Leiva apparso decisamente troppo energico (e quindi falloso) ma sul quale Banti ha sorvolato senza ricorrere all’utilizzo del VAR. Fuori anche Mandžukić, pure lui in non perfette condizioni fisiche, mentre i cambi della Lazio sono più per stanchezza che per motivi tattici. Di azioni non ce ne sono, finché al terzo dei tre minuti di recupero Alex Sandro prova il tiro rimpallato, raccoglie Rugani che serve Paulo Dybala spalle alla porta: l’argentino con un tocco sensazionale fa tunnel a Luiz Felipe, resiste alla marcatura di Parolo e da terra col sinistro la infila nell’angolino alto lontano. Un gol ormai inatteso, quello che decide la partita e fa esplodere di gioia sia la panchina bianconera sia il settore ospiti sotto il quale la Joya va a festeggiare assieme ai compagni.

Decima vittoria consecutiva per la Juventus in campionato, un ottimo biglietto da visita per affrontare la trasferta di mercoledì a Londra contro il Tottenham (vittorioso nel pomeriggio in Premier League per 2-0 sull’Huddersfield) nonché l’unica notizia positiva di una sfida non certo esaltante (il 3-5-2 rivisto all’opera oggi non ha convinto). Si ferma ancora la Lazio, per la seconda volta in tre giorni sul proprio campo, e ora dovrà guardare i risultati delle altre contendenti per il terzo e quarto posto prima di pensare al prossimo impegno, fra otto giorni a Cagliari.

IL TABELLINO

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij, Radu; Lulić (90’ Murgia), Parolo, Lucas Leiva, S. Milinković-Savić, Lukaku; Luis Alberto (70’ Felipe Anderson); Immobile (79’ Caicedo). Allenatore: Inzaghi
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Benatia, Rugani; Lichtsteiner (57’ Douglas Costa), Khedira, Pjanić, Matuidi, Asamoah; Dybala (95’ Chiellini), Mandžukić (72’ Alex Sandro). Allenatore: Allegri
Arbitro: Luca Banti della sezione di Livorno (Costanzo – Vuoto; Damato; VAR Irrati; A. VAR Peretti)
Rete: 93’ Dybala
Ammoniti: Luis Alberto, Luiz Felipe, Lulić (L), Lichtsteiner, Alex Sandro (J)

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