Due gol in tre minuti dei centrali di difesa Milan Škriniar e Andrea Ranocchia permettono all’Inter di evitare la figuraccia pure col Benevento: al Meazza finisce 2-0.
Una vittoria che non risolve certo tutti i problemi, ma che forse può far scattare qualcosa nella testa di un ambiente ai limiti dello psicodramma. L’Inter ottiene la seconda vittoria consecutiva in casa e, seppur senza convincere soprattutto finché il risultato è rimasto 0-0, quantomeno muove la classifica che era la necessità più impellente del momento, visto che da lunedì era finita per la prima volta fuori dalla zona Champions League, obiettivo obbligatorio di questa stagione. Non è stata certo una prestazione convincente, anzi per un’ora le migliori impressioni le ha date il Benevento, ultimo e ancora a quota zero punti lontano dal Vigorito, poi in assenza di Mauro Icardi e con gli altri giocatori offensivi insufficienti ci hanno pensato i due difensori centrali, Milan Škriniar e Andrea Ranocchia, a risolverla nel giro di tre minuti con due colpi di testa vincenti su calcio piazzato, per riscattare l’orrore da loro commesso in occasione del primo gol subito contro il Genoa sette giorni fa. L’Inter crea poco e gioca male ma se non altro su certe situazioni da fermo riesce ad avere la meglio sugli avversari: potrebbe essere questa una chiave sulla quale Luciano Spalletti può spingere per ricostruire una squadra che si è sfatta negli ultimi due mesi e mezzo, perché la manovra ancora latita e Rafinha, stasera alla prima da titolare, è apparso ancora in evidente ritardo di condizione e molto meno nel vivo del gioco rispetto a quando è subentrato. Il Benevento se l’è giocata con le sue armi, ossia non buttare mai il pallone e costruire anche dal basso, ha fatto pure bene soprattutto con Enrico Brignola e Guilherme ma paga due amnesie difensive su altrettanti calci piazzati, un difetto che Roberto De Zerbi non è mai riuscito a risolvere pur rivoluzionando la difesa nel mercato di gennaio (stasera ha debuttato dal primo minuto Bacary Sagna).
PRIMO TEMPO
Vecino riesce nell’impresa di sbagliare il primo pallone della partita, allargando sulla destra per nessuno al calcio d’inizio e regalando una rimessa laterale: questo fa capire come l’Inter sia scesa in campo mentalmente poco lucida, come spesso avvenuto in questi mesi. Al 9’ lancio per Candreva che si inserisce coi tempi giusti (unica volta, le altre finisce sempre in fuorigioco) ma ci mette una vita per calciare e Djimsiti lo anticipa mettendo in corner, al 17’ João Cancelo crossa da destra sul secondo palo dove Perišić sovrasta di testa Sagna senza beccare la porta. L’Inter è tutta qui, il Benevento pur essendo ultimo sa giocare il pallone e lo fa a volte anche con logica, magari non quando spreca un contropiede due contro due con Brignola ma sicuramente al 28’ con scarico sul centro-sinistra per Coda, dribbling su Škriniar e destro centrale respinto da Handanović in maniera stilisticamente rivedibile ma se non altro efficace. Da qui in poi i fischi del Meazza aumentano in maniera evidente, fino a raggiungere il loro culmine al duplice fischio (senza recupero) di Pairetto: zero tiri in porta dell’Inter è il dato più agghiacciante di tutti.
SECONDO TEMPO
Non cambia l’Inter bensì il Benevento, con Cataldi per Djuričić. Il primo tiro in porta nerazzurro arriva al 54′ con un destro da fuori di Vecino respinto coi pugni da Puggioni, ma sono gli ospiti a rendersi pericolosi con un bel lavoro di Brignola sulla propria trequarti e lancio verso Coda (in posizione più che sospetta) che davanti a Handanović spara alto. Mentre i sanniti reclamano un rigore per un contatto fra Cataldi e Ranocchia l’Inter va in contropiede ed Éder manda alto da buona posizione in pallonetto (anche qui dubbi su un fuorigioco), poi Spalletti mette Karamoh per Rafinha e il francese risulta subito fondamentale perché si guadagna il corner dalla cui battuta Vecino prolunga e Milan Škriniar anticipa di testa Letizia battendo Puggioni nonostante il tocco del portiere. 1-0 col quarto centro in campionato dello slovacco e Inter che per una volta non si ferma, anzi colpisce di nuovo: tre minuti dopo punizione dalla destra di João Cancelo, difesa del Benevento ancora ferma e in tuffo Andrea Ranocchia raddoppia, interrompendo un digiuno di gol che in Serie A durava da dicembre 2014 (0-2 contro il Chievo). Per il Benevento è notte fonda, l’Inter si sblocca e Candreva (spostato trequartista dopo l’ingresso di Karamoh) va vicino al suo primo gol stagionale con un tiro da fuori mal respinto da Puggioni, poi all’81’ Viola già ammonito stende Éder e lì si capisce che la serata ha preso una piega impossibile da cambiare.
L’Inter torna a vincere dopo lo stop rovinoso col Genoa e in attesa degli impegni di domani delle due romane torna in zona Champions League da terza, posizione da difendere a ogni costo ora che arriva il trittico durissimo del derby col Milan, della sfida al Napoli capolista e della trasferta contro la Sampdoria. Benevento che non doveva certo pensare di trovare i punti salvezza al Meazza (ma per evitare la retrocessione qualcosa in trasferta dovrà pur certo fare), la gara verità sarà la prossima settimana al Vigorito contro il Verona penultimo.
IL TABELLINO
Inter (4-2-3-1): Handanović; João Cancelo, Škriniar, Ranocchia, D’Ambrosio; Gagliardini, Vecino; Candreva, Rafinha (65′ Karamoh), Perišić (81′ Brozović); Éder. Allenatore: Spalletti
Benevento (4-2-3-1): Puggioni; Sagna, Djimsiti, Toşca, Letizia; Sandro (66′ Del Pinto), Viola; Brignola, Guilherme, Djuričić (46′ Cataldi); Coda (85′ Diabaté). Allenatore: De Zerbi
Arbitro: Luca Pairetto della sezione di Nichelino (Longo – Santoro; Sacchi; VAR Maresca; A. VAR Fiorito)
Reti: 66′ Škriniar, 69′ Ranocchia
Espulso: Viola (B) all’81’ per doppia ammonizione
Ammoniti: Candreva, Ranocchia (I), Del Pinto (B)
[Immagine presa da corrieredellosport.it]

