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Punteggio inequivocabile e senza appello quello del Friuli dove i bianconeri hanno inflitto una pesante sconfitta ai nerazzurri nel primo match dell'ora di pranzo del 2013.

 

Magari si potrà discutere sul fatto che il punteggio possa essere troppo netto per quello che si è visto in campo, ma in realtà dimostra l'enorme differenza che può esserci tra una società che vive di programmazione e una che brancola nel buio e non riesce a imbastire una squadra vincente. L'Udinese infatti sono anni che insegna come si può fare del gran calcio producendo in casa talenti provenienti da ogni parte del mondo, l'Inter invece continua a compiere delle campagne acquisti e cessioni (e quella appena iniziata non sembra che possa andare diversamente dalle precedenti) senza un filo logico e con i risultati che poi si palesano in tutta la loro evidenza. Nella squadra di Guidolin c'è un campione assoluto, Totò Di Natale, arrivato con la doppietta rifilata all'ex compagno Handanovic alla vertiginosa quota di centosessantacinque gol in Serie A (centoquarantasette solo con l'Udinese), nell'Inter la mancanza di Milito (per la prima volta non titolare in campionato e nemmeno in panchina poiché non in condizione) si è fatta sentire forse in maniera maggiore rispetto alle tante altre assenze e alle lacune che imperversano nella rosa, che ora sembra striminzita, a disposizione di Stramaccioni. Basta dare uno sguardo alle formazioni per capire quale dei due undici titolari sia messo meglio: i friulani perdono Benatia e Badu già in ritiro pre-Coppa d'Africa, lo squalificato Pinzi e il febbricitante Fabbrini ma ritrovano Muriel andato in gol per la prima volta in bianconero prima di Natale a Bergamo, gli ospiti, oltre al già citato Milito, devono rinunciare a una serie infinita di giocatori, ultimo in ordine di tempo assieme all'argentino Cristian Chivu che costringe il tecnico romano ad arretrare Cambiasso in difesa (nuova bocciatura per Silvestre, per il quale si parla di un possibile trasferimento a Gennaio) e la riproposizione dell'oggetto misterioso Jonathan in mezzo al campo, dove rivede la titolarità anche Fredy Guarín dopo la squalifica (toccata adesso a Ranocchia, che salterà anche il Pescara per proteste al termine del match contro il Genoa).

PRIMO TEMPO
Poche idee in avvio, le due squadre cercano di attaccare ma senza precisione e le difese iniziano la gara facendo bella figura, un corner smanacciato da Handanovic al 7' e un tiro di Muriel al 14' parato facilmente a terra sono le uniche occasioni del primo quarto d'ora. L'Inter fatica a mettere in movimento le punte (manca il raccordo tra centrocampo e attacco, con Álvarez e Coutinho fuori per infortunio e senza citare Sneijder ormai non più arruolabile) e l'unica palla gol è una girata di Cambiasso sugli sviluppi di un corner ma comunque una giocata isolata. Quando invece la verticalizzazione funziona, al 24', Palacio si ritrova davanti a Brkic ma cade a terra dopo l'opposizione di Domizzi: per Giannoccaro è giallo per simulazione nei confronti dell'argentino, decisione molto discutibile ma dalle immagini non si nota un intervento falloso del difensore ex Napoli. Due minuti dopo Di Natale, su punizione da oltre venticinque metri, calcia di potenza e, con Handanovic immobile, colpisce la traversa che vibra per diversi secondi, dall'altra parte invece quando Guarín batte un calcio piazzato centra in pieno la barriera, mentre nemmeno la solita incursione sulla fascia di Zanetti riesce a dare palloni giocabili alle punte. Finale di tempo abbastanza vivace, Brkic risponde presente su un tiro da fuori di Gargano (comunque diretto fuori), Di Natale prova il pallonetto dal vertice destro dell'area di rigore ma trova l'opposizione di Samuel, sul calcio d'angolo susseguente palla a Pasquale che ci prova da fuori mandando alto. Prima del duplice fischio dell'arbitro il capitano dell'Udinese si lamenta con Muriel per averlo ostacolato su un pallone crossato da Lazzari facendo così sfumare l'azione.

SECONDO TEMPO
L'Inter parte alla grande e mette alle corde i padroni di casa, in un mondo normale arriverebbe anche il vantaggio al 49', ma ha dell'incredibile la chance buttata via dai nerazzurri: Cassano sfonda sulla sinistra e mette in mezzo, Palacio appoggia sul secondo palo a Jonathan che ha tutto il tempo di controllare e mirare la porta, mancata clamorosamente di un metro buono da pochi passi e con il portiere a terra. Errore di fatto più grave di quello, anch'esso grottesco, di Livaja contro il Genoa, perché lì il croato aveva tirato a botta sicura ma qui il brasiliano ha avuto la possibilità di stoppare il pallone e poterlo piazzare con agilità. Balla terribilmente dietro la squadra di Guidolin: Danilo è costretto a due interventi prodigiosi fra il 53' e il 56', il primo su Cassano e il secondo per impedire al barese di ribattere in porta un tiro di Palacio (liberato da uno scivolone di Pasquale) respinto centralmente da Brkic. È un assedio, nel quale Guarín ha tanto campo per avanzare a centrocampo e al 61' trova il corridoio giusto per imbeccare Palacio, che dal limite dell'area in caduta alza troppo il pallone mandandolo sopra la traversa e fallendo un'altra occasione per passare in vantaggio. L'Inter ha creato tantissimo nel primo quarto d'ora ma non ha concretizzato e anzi ha buttato via almeno un paio di palle-gol chiare, e siccome il calcio è spietato e una delle sue leggi più note è "gol sbagliato gol subito" un minuto dopo l'errore dell'ex Genoa Di Natale va a segno, su lancio di Lazzari da centrocampo fa scorrere il pallone fino a poco dentro l'area di rigore e poi lo colpisce in diagonale con il destro rendendo inutile il tentativo di parata da parte di Handanovic, rete numero undici in campionato per il capitano dell'Udinese e match che si sblocca in controtendenza con quanto visto nei minuti antecedenti. L'Inter, come già successo in passato per esempio a Roma contro la Lazio tre settimane fa, dopo aver dominato per una parte di ripresa subisce gol (dopo Inter-Catania in campionato la porta è rimasta inviolata solo contro il Palermo, dove i rosanero tirarono verso Handanovic una volta e nulla più) e poi crolla: tempo due minuti e il match è già compromesso perché Juan Jesus viene espulso per doppia ammonizione dopo aver steso Muriel al limite dell'area. In dieci i nerazzurri spariscono dal campo, anche perché non ci sono risorse tecniche fra campo e panchina (neanche il debutto di Rocchi serve a qualcosa), Di Natale impegna l'ex compagno su punizione ma poi i bianconeri trovano il modo di dilagare e aumentare il vantaggio, al 75' con Muriel che riceve un bel pallone da Basta sulla destra e trafigge Handanovic in diagonale e quattro minuti più tardi ancora con la doppietta del proprio capitano, bravo a raccogliere il secondo assist di giornata da parte di Lazzari con un tocco a centro area e la difesa avversaria completamente naufragata. Ci sarebbe anche la chance per Palacio di segnare il gol della bandiera ma si fa rimontare nuovamente solo davanti a Brkic, e allora si capisce che per l'Inter è notte fonda nonostante si giochi in pieno giorno.

Quinto risultato utile consecutivo per l'Udinese in campionato, dove non perde dal 3-0 contro la Lazio del 27 Novembre (e in casa l'unica sconfitta è arrivata alla seconda giornata, 1-4 contro la Juventus), la formazione di Guidolin è adesso nona in classifica e, pur non avendo quasi nessuna possibilità di lottare di nuovo per la Champions League, può guardare con serenità al girone di ritorno (che inizierà con una gara interessante contro la Fiorentina) per togliersi nuovamente delle belle soddisfazioni. Tutto il contrario invece per l'Inter, che vincendo avrebbe dato una sterzata alla propria classifica viste le sconfitte di Juventus, Fiorentina e Roma ma che invece si fa riscavalcare dal Napoli vittorioso nel posticipo e crolla a meno quattro dalla Lazio seconda. Per i nerazzurri è la quinta sconfitta di fila in trasferta (la quarta in Serie A, tutte perse dopo la vittoria di Torino del 3 Novembre), la prima volta nel terzo millennio che non arrivano punti all'esordio nell'anno solare, la quarta gara esterna consecutiva senza reti e negli ultimi due mesi il ruolino di marcia è da zona retrocessione, con soli otto punti conquistati in otto partite e gli stessi punti dell'anno scorso. L'anticipo di Sabato contro il Pescara sarà già una gara senza appello.

IL TABELLINO
Udinese (3-5-2):
Brkic; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Pereyra, Allan, Lazzari, Pasquale; Muriel (84' Maicosuel), Di Natale (87' Ranégie). Allenatore: Guidolin
Inter (3-5-2): Handanovic; Samuel, Cambiasso, Juan Jesus; Jonathan (78' Rocchi), Zanetti, Guarín, Gargano (74' Duncan), A. Pereira; Palacio, Cassano (82' Silvestre). Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Antonio Giannoccaro di Lecce (Nicoletti – La Rocca; Paganessi; Guida – Palazzino)
Reti: 63', 79' Di Natale, 75' Muriel
Espulso: Juan Jesus (I) al 65' per doppia ammonizione
Ammoniti: A. Pereira, Palacio (I), Danilo, Allan, Maicosuel (U)

[Immagine presa da repubblica.it]