DE SANCTIS

De Sanctis spiega il ruolo di dati e algoritmi nella ricerca dei giocatori, sottolineando però l’importanza dello scouting dal vivo.

Numeri, statistiche e algoritmi hanno assunto un ruolo sempre più importante nelle strategie di calciomercato. Ma fino a che punto possono incidere realmente nella scelta di un giocatore? A rispondere è stato Morgan De Sanctis, ex portiere del Napoli e dirigente di Roma, Salernitana e Palermo, intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio. Come riportato da Tuttomercatoweb, De Sanctis ha raccontato anche l’esperienza vissuta alla Salernitana, dove aveva lavorato all’integrazione dei dati nei processi di scouting.

L’ex dirigente ha spiegato innanzitutto quali strumenti siano necessari per costruire un sistema efficace: “È indispensabile avere supporto video e almeno due società che ti forniscono dati tecnico-tattici e dati fisici, anche per incrociare i dati”. Nonostante il crescente peso della tecnologia, però, De Sanctis mantiene una precisa gerarchia: “Al primo posto io metto sempre lo scouting live”.

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De Sanctis: “Con i dati puoi individuare due-tre profili ideali”

L’utilizzo degli algoritmi può diventare particolarmente utile per le società che dispongono di risorse limitate. I dati permettono infatti di analizzare anche campionati meno conosciuti e ridurre i costi delle missioni degli osservatori.

“Puoi filtrare informazioni e puoi economizzare, perché seguire da vicino campionati periferici può alzare tanto i costi”, ha spiegato De Sanctis. Il processo consente quindi di individuare preventivamente i profili più interessanti: “Inserire i parametri fisici e tecnico-tattici per l’individuazione del profilo ideale, con una scrematura in base ad età, passaporto ecc. Così si possono individuare due-tre profili ideali e solo a quel punto organizzare la missione per visionarlo da vicino”.

Il limite dell’algoritmo

La tecnologia, tuttavia, non può ancora sostituire completamente l’occhio dello scout. “Non funziona come Football Manager: l’algoritmo non è ancora capace di incastrare tutte le caratteristiche di un calciatore, il suo modo di giocare, il posizionamento e il rapporto con gli altri calciatori”, ha sottolineato l’ex dirigente.

Un settore in continua evoluzione, come confermato dalle sue parole: “Ora ci si sta preoccupando di apportare sempre più perfettibilità all’algoritmo”.