Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis interviene alla Race for the Cure: dalle dichiarazioni su Malagò e la FIGC fino ai temi legati alla salute.
Aurelio De Laurentiis torna a far parlare di sé con dichiarazioni destinate a far discutere. Il presidente del Napoli è intervenuto all’inaugurazione del Villaggio della Salute della Race for the Cure al Circo Massimo, affrontando temi che hanno spaziato dal calcio italiano fino alla prevenzione sanitaria e all’educazione alimentare. Come riportato da TuttoMercatoWeb, il patron azzurro ha commentato anche l’eventuale candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC.
“La Roma deve stare tranquilla, perché se Malagò dovesse diventare presidente della Federazione, lui, da romanista, sicuramente farà in modo che il calcio porti anche qualche cosa di più dal centro al sud” ha dichiarato De Laurentiis, lanciando una battuta che non è passata inosservata nel panorama calcistico italiano.
Il presidente del Napoli ha poi spostato l’attenzione su un tema che considera fondamentale: la prevenzione attraverso l’educazione alimentare. “Io credo che bisognerebbe allargare lo spettro, come cura nell’educazione all’alimentazione. Quello che oggi ancora nella scuola non viene ancora spiegato e insegnato è come combattere l’industria alimentare che non fa altro che provocare malattie su malattie”.
Secondo De Laurentiis, il ruolo della scuola è centrale per trasmettere una maggiore consapevolezza ai più giovani: “La pubblicità obbliga i nostri bambini ad essere attratti, diventa molto convincente”.
Nel suo intervento, il patron del Napoli ha insistito anche sull’importanza della prevenzione oncologica: “Fare prevenzione è importantissimo, partendo dalle scuole e insegnando sin da piccolo come alimentarsi e combattere questo male subdolo. Solo attraverso l’educazione e la prevenzione si può riuscire ad uscirne fuori”.
De Laurentiis ha inoltre sottolineato il ruolo della donna nella società e la necessità di maggiori investimenti pubblici sul tema: “La donna è centrale nella nostra vita, è fondamentale che il Governo si interessi di tutto ciò e che investa sulla prevenzione”.
Infine, il presidente azzurro ha parlato anche della gestione dell’alimentazione all’interno delle squadre di calcio professionistiche: “Ogni società ha una serie di medici sociali e di nutrizionisti che si preoccupano. In una squadra ci sono 30 calciatori che provengono da abitudini e culture diverse”.
