LUDI COMO

Il Como si prepara alla storica partecipazione in Champions League, ma le regole UEFA sulle liste potrebbero rappresentare un ostacolo importante.

Il Como è pronto a vivere la stagione più importante della propria storia recente. Dopo aver conquistato una storica qualificazione alla Champions League grazie al quarto posto ottenuto all’ultima giornata di campionato, il club lariano sta programmando il debutto nella massima competizione europea. Tuttavia, oltre alle questioni tecniche e di mercato, la società dovrà affrontare un tema regolamentare tutt’altro che secondario: la compilazione della lista UEFA.

Come evidenziato da Calcio e Finanza, la costruzione della rosa negli ultimi anni è stata fortemente orientata verso i mercati internazionali. Una scelta precisa, sostenuta anche dalla proprietà, che ha consentito al Como di elevare notevolmente il livello qualitativo dell’organico guidato da Cesc Fabregas.

A spiegare questa strategia è stato il presidente Mirwan Suwarso, che in un’intervista rilasciata a Rivista Undici ha sottolineato le difficoltà nel reperire talenti italiani. «Comprare giocatori in Italia oggi è un problema per la rigidità dei pagamenti. Se voglio un talento italiano da 15 milioni, devo pagarli tutti in anticipo o bloccare i soldi con una fideiussione. All’estero è molto più conveniente e flessibile, potendo dilazionare i pagamenti», ha dichiarato il numero uno del club.

Questa politica ha però avuto conseguenze sulla composizione della rosa. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, attualmente soltanto Mauro Vigorito ed Edoardo Goldaniga, rispettivamente terzo portiere e difensore centrale, possiedono i requisiti di formazione nazionale richiesti dai regolamenti. Nessun giocatore della prima squadra, invece, risulta formato nel vivaio del Como.

In Serie A il problema è stato attenuato dalla normativa che consente di escludere dal conteggio dei 25 giocatori gli Under 23. Questa possibilità ha permesso al Como di utilizzare numerosi giovani senza occupare posti nella lista principale.

In Champions League, però, la situazione cambia sensibilmente. Le regole UEFA prevedono sempre una lista A composta da un massimo di 25 calciatori, ma all’interno di questo contingente devono essere presenti otto giocatori formati localmente, di cui almeno quattro cresciuti nel settore giovanile del club. Inoltre, gli Under 23 non beneficiano delle stesse agevolazioni previste dal regolamento della Serie A.

Alla luce dell’attuale composizione della rosa, il Como potrebbe registrare soltanto 19 giocatori nella lista A. I posti mancanti derivano proprio dall’assenza di calciatori cresciuti nel vivaio e dalla scarsità di elementi formati nel sistema calcistico italiano.

Esiste poi la lista B, riservata ai giocatori Under 21 che abbiano militato nel club per almeno due stagioni consecutive. Tuttavia, come sottolinea Calcio e Finanza, i profili che soddisfano questi requisiti provengono prevalentemente dal settore giovanile e difficilmente potranno garantire un contributo immediato in una competizione altamente competitiva come la Champions League.

Per questo motivo il mercato estivo del Como non sarà orientato soltanto al rafforzamento tecnico della squadra, ma dovrà necessariamente tenere conto anche dei parametri imposti dalla UEFA. Una sfida ulteriore per una società che si appresta a scrivere una pagina storica del proprio percorso europeo.