Fabregas presenta la sfida contro il Parma dopo la notte di Champions League: attenzione al recupero fisico, alla gestione delle rotazioni e alla crescita del gruppo.
Il Como torna in campo in campionato dopo la notte europea e lo fa davanti al proprio pubblico, al Sinigaglia, contro il Parma. Dopo l’esordio in Champions League, la squadra di Cesc Fabregas è chiamata a gestire energie e concentrazione in vista della quarta giornata di Serie A. Alla vigilia della sfida, il tecnico ha parlato in conferenza stampa, come riportato da TuttomercatoWeb.
CHAMPIONS
Il primo tema affrontato è stato proprio il passaggio dalla Champions al campionato: “L’emozione di giocare la prima partita di Champions ti fa essere carico. Mi ricordo il mio debutto a 17 anni, è speciale, però dopo capisci che la Champions è un’energia che ti dà e motiva il giocatore diversamente. Dobbiamo essere bravi a capire l’importanza di questa partita, per recuperare bene, mangiando e bevendo. Ogni volta la preparazione diventa più specifica, ci sono tante informazioni per i ragazzi e dobbiamo essere bravi noi a sapere chi è pronto e chi no. Conoscere la competizione e le dinamiche, chi è a disposizione di giocare e chi non si ferma mai”.
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Fabregas ha poi fatto il punto sulle condizioni della squadra: “Mancano più di 24 ore e un giocatore recupera molto bene. Sono tutti a disposizione, sanno dell’importanza della partita, a quello a cui giocano. Il Parma ha giocatori di buon livello e l’allenatore è qui da un anno, sa preparare bene le partite. Verranno qui a provare a fare una bella gara, vedranno se siamo stanchi o meno. O almeno, io lo farei. Domani dobbiamo essere una squadra con grandissima energia”.
Il Como deve ancora trovare il primo clean sheet stagionale, ma il tecnico non è particolarmente preoccupato: “Sì, ci sono sempre cose da migliorare. Il calcio non è perfetto, la perfezione non esiste. L’altro giorno al Genoa non abbiamo concesso tanto: un tiro in porta, un gol. E in Champions dopo un paio di transizioni avanti e indietro ci hanno penalizzato. Poi andare a Udine non è facile, nemmeno a Napoli, si gioca contro grandi giocatori e l’anno scorso abbiamo fatto 21 clean sheet. Ma non sempre tutto riflette quel che è successo. Poi Chalobah è nuovo, Couto è arrivato poco fa… piano piano si devono gestire tante cose, anche se sono molto contento di come stanno lavorando i ragazzi. Sono molto contento, poi bisogna essere il più compatti possibile”.
ROTAZIONI
Sulle possibili rotazioni, Fabregas ha spiegato che la valutazione sarà affidata anche ai dati fisici: “Sono tutti disponibili, tutti possono giocare (ride). Anche io mi devo fidare dei dati fisici, del dottore cosa mi dice. Facciamo le classiche analisi che si fanno oggigiorno, sono indicatori che ti fa sapere se un giocatore è più stanco di un altro. Lo dobbiamo valutare molto molto bene. Io devo essere bravo a fidarmi, sono tante cose da sentire e ascoltare. Ma tutte queste partite… mancano 24 ore e per me è tanto. Non lo dico tanto per dire, ma ci sono 4-5 giocatori che sono andati molto bene ma ho alcuni interrogativi e potrebbe anche essere che giochino. Ma vediamo domani, e dopo la sosta avrete visto che calendario abbiamo. Impossibile giocare ogni tre giorni. La squadra in questo momento però sta bene”.
Fabregas ha parlato anche dell’importanza della postura nel proprio sistema di gioco: “Qualcuno lo ha dentro e altri ci devono lavorare. Però è molto alienabile. Io non vedo il calcio senza una bella postura. Una cosa nostra, dentro il nostro gioco, è giocare sempre il più avanti possibile. Se sono con il corpo girato davanti alla porta sarà più difficile, ma se sono bravo a guardare e giocare in avanti sarà sempre un vantaggio per noi trovare altre soluzioni”.
Il tecnico non si lascia condizionare dall’entusiasmo crescente attorno al Como: “No. Io sono sempre molto tranquillo. Oggi è un momento per essere tranquillo, non mi esalto se ora stiamo andando ‘bene’, nonostante abbiamo vinto 3 partite. O magari ha un impatto mediatico diverso. Ma quando va tutto male non è che sei il più scarso o il peggiore. Dobbiamo essere bravi a capirlo, dobbiamo escluderci da questo mondo. Meno si legge questo, meglio si può fare il nostro lavoro”.
SINGOLI
Grande attenzione anche alla costruzione dell’ambiente: “Spero di sì, mi piacerebbe dirlo perché l’ambiente è molto importante. Non solo per tutti i nuovi acquisti ma anche nello staff c’è gente della Primavera che proviamo a portare qui per darci una mano. Vogliamo creare gente di Como e del Como. Questo è importante. Noi siamo un po’ abituati qua: due anni e mezzo fa a gennaio prendevamo sempre tanti giocatori nuovi, siamo abituati a questo, però mi piacerebbe pensare che i ragazzi fanno grande gruppo e tutti aiutano tutti. Poi i giocatori che si portano qui io parlo di spogliatoio e chi viene qua sa che si deve adattare in modo diverso”.
Sul rapporto con Diego Carlos, che il Como ritroverà da avversario, Fabregas ha raccontato: “Io con Diego ho parlato tutta l’estate, abbiamo un grandissimo rapporto. È vero, era sempre dentro la nostra testa, abbiamo avuto una bellissima conversazione quando non si è fatta. Ma la cosa più importante è la stima che c’è, fa piacere. Un grandissimo ragazzo, ha fatto parte della famiglia. Alla fine non è successo per qualche piccolo dettaglio, lo ringrazieremo sempre. in un momento Kempf era un po’ infortunato, Ramon non aveva mai giocato così tanto e lui ha spinto. Vogliamo ringraziarlo”.
Sul momento vissuto dalla città, il tecnico ha aggiunto: “Noi sembriamo una favola per come è successo tutto velocemente. Ho studiato e capito la storia del Como, quello che si è sofferto e quello che è stato fatto anni fa, chi ha giocato a Como e contro il Como. Ha una storia brillante, bellissima, ma si è sofferto. Adesso abbiamo alzato un po’ il livello, la gente della città non se l’aspettava e ora vogliamo dare un sogno a questa città. Vogliamo alzare il livello, anche grazie al loro supporto. Yan Couto ha visto la notte di giovedì e dice ‘wow, è speciale giocare qui’. Siamo tutti insieme, è un bel momento. Questo progetto e questa squadra potrà andare sempre avanti se rimaniamo uniti”.
BATURINA E DIAO
Infine, Fabregas ha analizzato la crescita di Baturina e Diao, evidenziando il potenziale dei due giocatori: “L’importante è capire quanto tutti possano reggere il livello così. Loro hanno il potenziale, grande talento, stanno crescendo ogni anno.
Diao? Sta andando a un livello superiore, ha avuto un impatto grande quando è arrivato e la testa però non aiuta con gli infortuni. Adesso ha trovato continuità, lo vedo tranquillo, mentre l’anno scorso lo vedevo disturbato e se c’era qualcosina che non andava bene si innervosiva, aveva paura. Ora ha serenità, ha trovato la strada giusta e non è facile dopo il lungo infortunio.
Con Baturina è la stessa cosa, è un giocatore un po’ anarchico, sente bene la giocata. Il primo gol dell’altro giorno, se guardi solo Martin è incredibile. Sta aperto, va fuori, gioca indietro e non sprinta mai ma alla fine si incrocia all’altro lato del campo, si mette con la postura giusta e dopo c’è l’uno contro uno di Douvikas. Poi ha la forza e ambizione, oltre che la fame, di sprintare in area, scivolare e metterla in rete. È un gol che ti fa vedere che tipo di giocatore è. Ventitré anni, dentro il processo, gli troviamo un posto l’anno scorso, cresce, va al Mondiale, adesso arriva con fiducia e qui c’è l’umiltà e la fiducia di sapere di spaccare la partita indipendentemente dalla partita”.
