FABREGAS

Alla vigilia del recupero contro il Milan, Cesc Fabregas fa il punto sul progetto Como: “Non siamo una big, ma stiamo costruendo qualcosa di importante”.

Il Como si prepara a scendere in campo domani a San Siro per il recupero contro il Milan, e alla vigilia del match ha parlato in conferenza stampa l’allenatore Cesc Fabregas. L’ex campione di Barcellona, Arsenal e Chelsea ha toccato numerosi temi, dal valore della sua squadra alle ambizioni future, passando per riflessioni personali e considerazioni tattiche. Le sue parole sono state riportate da Tuttomercatoweb.

Giocare bene non vuol dire sempre vincere”, ha esordito Fabregas. “Siamo una società giovane, in crescita. Non siamo pronti per vincere lo Scudetto, ma il percorso che stiamo facendo è importante. Non dobbiamo cadere nella superficialità di pensare che una partita sia uguale all’altra. Il nostro progetto è diverso”.

L’allenatore ha poi parlato della forza del Milan e dell’importanza dell’esperienza nei grandi club: “Il Milan sa soffrire e aspettare il momento giusto. Questo lo impari solo con il tempo. Noi siamo la squadra con l’età media più bassa. Serve stabilità, serve tempo. La Roma ha investito per la Champions, noi no. Abbiamo preso un ragazzo che ieri è andato a fare la patente perché ha appena compiuto 18 anni”.

Fabregas ha anche aggiornato sulle condizioni di Diao e Goldaniga, che “si stanno allenando bene per tornare presto”. Su Paz, il tecnico ha sottolineato: “Ha qualità e mentalità, ma serve stabilità. È un ragazzo educato, con una famiglia seria. Ha avuto un calo, ma fisicamente ora sta bene”.

Sulla gestione delle emozioni, l’ex centrocampista ha ammesso: “Devo migliorare nel post-partita. A volte si dicono cose troppo a caldo. L’esperienza mi insegna a essere più lucido”.

Riguardo al futuro e agli obiettivi, Fabregas ha ribadito: “Noi vogliamo vincere sempre, ma non è facile. L’Inter è la più forte in Italia, il PSG ci ha messo 15 anni per vincere la Champions. Noi siamo tranquilli, ma ambiziosi”.

Infine, ha parlato dei singoli: Baturina è stato lodato per la sua intelligenza tattica, mentre Jesus Rodriguez e Addai sono due giovani da gestire con attenzione: “Ogni giocatore è diverso, e io devo adattarmi a loro ogni giorno”.