CHIVU

Il tecnico nerazzurro Chivu elogia l’approccio della squadra dopo il 5-0 al Torino: “Motivati e disponibili, ma serve equilibrio. Sucic e Bonny? Ottime risposte”.

L’Inter parte col piede giusto nella nuova stagione di Serie A, travolgendo il Torino con un netto 5-0 al Giuseppe Meazza. Una prestazione dominante, arricchita dalle reti di Bastoni, Lautaro Martinez, Bonny e dalla doppietta di Marcus Thuram. Al termine del match, l’allenatore nerazzurro Cristian Chivu ha commentato la gara in conferenza stampa, sottolineando aspetti positivi ma anche la necessità di mantenere l’equilibrio.

“La squadra ha avuto un ottimo approccio alla gara, dimostrando aggressività e un attacco molto diretto. Il merito è tutto loro. Sono contento, anche se è solo la prima giornata. In quattro settimane di lavoro si sono messi tutti a disposizione”, ha dichiarato Chivu, evidenziando l’atteggiamento del gruppo.

Tra i singoli, l’allenatore ha elogiato Petar Sucic, all’esordio in Serie A: “Giocare la prima a San Siro non è facile, ma ha mostrato personalità, qualità e aggressività. Una grande prova”. Riguardo alla posizione di Barella in regia, ha spiegato: “Lo avevo già visto in quel ruolo a Bari. È un giocatore duttile e si è messo subito a disposizione della squadra”.

Chivu ha parlato anche di Diouf, impiegato in un ruolo inedito: “È una mezzala e un mediano, ma ho voluto farlo sentire importante. Forse non aveva nemmeno aperto le valigie, ma ha risposto bene”.

Nonostante il risultato rotondo, il tecnico invita alla cautela: “Il 5-0 può essere anche un risultato pericoloso. Alcune cose preferisco dirle alla squadra in privato, ma sono contento di non aver preso gol e di come abbiamo pressato. La strada è lunga, serve tanto lavoro”.

Sul rapporto con il gruppo, Chivu ha sorriso: “Fino a quando non li tolgo, c’è empatia (ride, ndr). Cerco di essere me stesso, coerente e credibile. Abbiamo fatto dei patti e vedo grande motivazione”.

Infine, una battuta sull’alchimia con i francesi e sull’esordio da allenatore: “Sono felice con tutti. Bonny l’ho visto felice come a Parma, e Marcus sa che deve dare continuità. L’esordio da allenatore? Più emozionante, anche se da giocatore non ricordo bene per una botta in testa (ride, ndr). Ma l’importante non sono io: sono i giocatori”.