Serie A logo

I dati dell’Osservatorio INPS 2025 fotografano il calcio italiano: quasi metà dei professionisti guadagna meno di 50mila euro all’anno.

Nel calcio professionistico italiano non tutti percepiscono stipendi milionari. Anzi, la realtà restituita dai dati ufficiali dell’Osservatorio 2025 pubblicato dall’INPS racconta un quadro molto diverso rispetto all’immagine spesso associata al mondo del pallone. Come riportato da Tuttomercatoweb, quasi un calciatore professionista su due guadagna meno di 50mila euro all’anno.

Lo studio analizza i lavoratori appartenenti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) e al Fondo Pensione Sportivi Professionisti (FPSP), offrendo uno spaccato dettagliato sulla situazione economica degli sportivi professionisti in Italia. Tra i dati più significativi emerge il peso dominante del calcio nel panorama sportivo nazionale: il 65,6% degli sportivi professionisti italiani è infatti tesserato per la FIGC.

Nel dettaglio, i calciatori professionisti che nel 2025 hanno versato contributi previdenziali – e quindi percepito uno stipendio – sono stati 4.291. Il dato comprende esclusivamente gli atleti che militano nei campionati professionistici di Serie A, Serie B e Serie C. A questi si aggiungono altri 4.693 lavoratori legati al mondo del calcio, tra allenatori, tecnici, dirigenti e membri degli staff.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda però i redditi percepiti dai giocatori. Secondo l’Osservatorio INPS, il 49,4% dei calciatori professionisti italiani ha guadagnato meno di 50mila euro lordi annui. Una cifra che evidenzia come la maggioranza degli atleti professionisti, soprattutto nelle categorie inferiori, viva una realtà economica molto distante dagli stipendi multimilionari delle grandi stelle della Serie A.

All’estremo opposto della classifica salariale ci sono invece i top player. I calciatori che hanno percepito oltre 700mila euro annui nel 2025 sono stati appena 539. Numeri che confermano come gli stipendi più elevati siano concentrati in una fascia molto ristretta del sistema calcistico italiano.

Ancora più ridotto il numero di dirigenti, allenatori e altri professionisti del settore capaci di superare la soglia dei 700mila euro annui. Secondo il report dell’INPS, sono soltanto 65 i lavoratori non calciatori ad aver raggiunto compensi di questo livello.

L’indagine offre dunque una fotografia molto chiara della struttura economica del calcio professionistico italiano. Se da un lato il movimento continua a generare numeri importanti e resta centrale nello sport nazionale, dall’altro emerge un forte squilibrio salariale tra le élite del sistema e la grande maggioranza dei professionisti.

Una realtà spesso poco raccontata, ma che rappresenta la quotidianità di molti calciatori impegnati lontano dai riflettori della massima serie.