PISACANE

Il tecnico rossoblù Pisacane si racconta al Corriere dello Sport tra emozioni, giovani talenti e la voglia di dimostrare il suo valore in panchina.

Fabio Pisacane si racconta in una lunga intervista al Corriere dello Sport, dove affronta con sincerità e passione i temi più caldi del momento in casa Cagliari. Dalla sfida con il Genoa, carica di significati personali, alla crescita dei giovani, passando per la difesa a spada tratta di Yerry Mina.

Il match contro il Genoa, in programma a Marassi, non è una partita come le altre per il tecnico: “Un tasto sentimentale, una partita particolare: all’ospedale San Paolo di Savona devo tutto, è dal Genoa che sono partito ed è a Marassi che ho giocato la mia centesima in A. È contro la Samp, a Genova, che ho guidato per la prima volta la Primavera del Cagliari da allenatore di ruolo. In quella città ho imparato tanto: i primi sogni, la forza del leone quando arrivai da una scuola calcio di Napoli, il dolore. C’è tanto dentro. Oggi la vivo con più equilibrio”.

Pisacane è consapevole della grande responsabilità che comporta allenare in Serie A, ma non si sente fuori posto: “In undici giornate ho già sfidato tre allenatori scudettati: Conte, Sarri, Pioli. Mi mancano Allegri e Spalletti. Ogni volta non è un confronto con il loro nome, ma con il loro valore: sento di vivere qualcosa che ho meritato, non è fortuna o casualità anche con soli due anni di Primavera alle spalle”.

Il Cagliari, tra le squadre più giovani del campionato, sta cercando la propria identità. “Siamo la terza più giovane per media d’età dei giocatori utilizzati, eppure abbiamo sbagliato solo la partita con il Sassuolo. Fiducia nei giovani, senza protezione eccessiva, e la guida di qualche ‘vecchio’ giusto come Mina, Luperto, Deiola, Pavoletti. Non abbiamo ancora tirato fuori tutto il nostro potenziale”.

Tra i giovani, Pisacane cita Marco Palestra: “Ha prospettive importanti, ma il calcio è una fabbrica di illusi: ora è sulla bocca di tanti ma deve rimanere se stesso e lavorare più di quanto non stia facendo”. E aggiunge: “Il Cagliari ha altri giovani importanti che devono ragionare come deve fare Marco: Obert, Idrissi, Prati. Davanti hanno un grande futuro”.

Grande soddisfazione per la convocazione in Nazionale di Elia Caprile: “È un leader, ha talento e personalità. La meritava. È un grande lavoratore, molto attento ai dettagli, arriva per primo e va via per ultimo”.

Infine, una decisa presa di posizione su Yerry Mina, finito nel mirino delle critiche: “È brutto che sia stato messo alla gogna mediatica. In passato c’erano giocatori violenti sul serio, tra morsi, testate e interventi durissimi. Quello che sta accadendo con lui, oggi, è un’offesa al Var. Non vorrei che gli fosse impedito di giocare le sue partite come ha sempre fatto”.

PODCAST: CHI PRENDERE AL FANTACALCIO A NOVEMBRE?