PISACANE

Pisacane presenta la sfida contro il Lecce, torna sull’eliminazione dalla Coppa Italia e fa il punto sulle condizioni di Nzola, Mendy, Massolin e Winks.

Vigilia di campionato per Fabio Pisacane, che ha presentato in conferenza stampa la sfida tra il suo Cagliari e il Lecce di Eusebio Di Francesco, in programma alla Unipol Domus. Il tecnico rossoblù ha affrontato diversi temi, dalle assenze alla recente eliminazione dalla Coppa Italia, passando per le condizioni dei nuovi acquisti e la crescita della squadra. Le dichiarazioni sono state riportate da centotrentuno.com

Sul fronte delle assenze, Pisacane ha fatto il punto della situazione: “Gli assenti sono Mina, Idrissi, Kevin Carlos e Nzola. Si aggrega Sugamele dall’Under 20”.

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Il tecnico è poi tornato sulla sconfitta in Coppa Italia: “La sconfitta in Coppa mi ha ferito come ha ferito tutti. Non deve confonderci però. Analizzando a mente fredda, analizzando la sfida con il Frosinone dello scorso anno, è stato lo stesso primo tempo di quella partita. Non mi piace parlare di bocciatura dopo il primo tempo, ma le scelte e i cambi sia lo scorso anno che in questa stagione hanno fatto la differenze. C’è fiducia nei ragazzi, hanno bisogno di sbagliare ma per sbagliare devono giocare. L’equilibrio parte dalla non bocciatura di questi ragazzi per farli crescere. Rifarei le stesse scelte”.

Pisacane e le parole su Nzola

Sul percorso di Nzola, assente per la sfida, Pisacane ha spiegato: “Nzola ha fatto meno di quello che è realmente nelle sue corde. Ha qualità tecnica, fisicità. Ha ancora 30 anni e dicevamo proprio ieri che la sua carriera potrebbe ancora iniziare. Mi ha colpito una cosa: quando ho parlato con lui mi ha detto chiaramente che la sua storia con l’Italia non è ancora finita e mi auguro che lui possa scrivere ancora la sua storia a Cagliari”.

Sul Lecce, invece, il tecnico si aspetta una partita particolarmente combattuta: “Mi aspetto un Lecce attento. Nessuno delle due squadre può perdere. Ha un allenatore navigato che sa il fatto suo e mi aspetto una partita con più partite all’interno”.

Il furore e la gestione dei giocatori

Pisacane ha indicato nello spirito combattivo una caratteristica imprescindibile del Cagliari: “Questa squadra ha avuto un anno di tempo per mettere furore, altrimenti non avremmo raggiunto l’obiettivo lo scorso anno. Questa è una caratteristica che ci impone il Cagliari. Senza furore è difficile vedere il Cagliari e raggiungere i risultati. L’abbiamo allenato un anno fa e penso che in tantissimi momenti della stagione scorsa è venuto fuori. Oggi è dentro questi ragazzi”.

Sul rendimento di Ciervo, provato anche in difesa: “Ciervo è partito da terzino puro, Zé Pedro non stava bene e Sugawara non aveva ancora il transfer. Ho paragonato Ciervo a Palestra solo per le caratteristiche del giocatore, l’ho provato in difesa per vedere se ci poteva garantire in quel ruolo ma non è andato bene. Anche sul primo gol è lui l’ultimo anello della catena ma ci sono una serie di errori da parte di altri prima. Non bisogna avere fretta nell’essere pessimisti, se domani dovessi avere emergenza lui potrebbe ricoprire di nuovo quel ruolo”.

Mendy

Sul ruolo di Mendy, Pisacane ha sottolineato la necessità di affiancarlo: “Paul è un ragazzo che l’anno scorso tutto quello che faceva era tutto di guadagnato. Ora le responsabilità aumentano, e visto il momento in attacco è difficile farlo riposare. Lo conoscete, con uno accanto può lavorare ancora meglio. Quando si ritrova da solo corre di più e lo fa male ma questo è nelle sue caratteristiche. Dobbiamo fare in modo di farlo correre meno e meglio. Lui è capace di finalizzare, bisogna servirlo per bene. Se l’altra sera avessimo avuto un altro attaccante a disposizione l’avremmo affiancato ad un’altra punta. Ha bisogno di una spalla vicino per rendere di più”.

Sul trasferimento di Borrelli: “Gennaro l’anno scorso è arrivato come un ragazzo che aveva quasi paura dell’impatto in Serie A. Lui è stato bravo a superare questo scoglio, ha fatto anche delle cose egregie al primo anno, ha fatto 5 gol, non poco. Il ragazzo durante il mercato è venuto a chiedermi se fosse il titolare che cercavo ma gli ho detto che era una freccia nell’arco ma volevamo intervenire in quel reparto con un giocatore che magari segnava con maggiore continuità. L’anno scorso abbiamo fatto fatica in attacco, l’infortunio Belotti, la mancata continuità di Kilicsoy. Borrelli aveva alzato le aspettative dopo i 5 gol e per esigenze sue personali ha chiesto di andare da un’altra parte”.

WINKS

Infine, un passaggio importante su Winks, considerato il play della squadra: “Winks è un calciatore con delle qualità uniche quando ha la palla: non posso pensare di avere Busquets in mezzo al campo, mi farebbe piacere, ma è difficile pensare che oggi un giocatore possa fare tutte e due le fasi. Penso sia un giocatore che se messo nelle condizioni di avere due ragazzi che fanno un altro lavoro accanto a lui, sia il cervello di questa squadra. Ovviamente a settembre magari può fare più fatica, ma ha giocato in coppa perché paradossalmente più gioca più può avere una condizione migliore. Credo però che si debba essere equilibrati anche nei giudizi e capire che oggi Winks può essere quel play che per anni è mancato al Cagliari. L’anno scorso ci siamo inventati un play di ruolo con Gaetano, quest’anno lui ha quelle caratteristiche ben precise e va supportato. Sicuramente non gli chiedo di fare 14 chilometri a partita: se arriva a farne 10-10 e mezzo di media in campionato in quel ruolo sarò più che felice”.