Dal progetto del nuovo stadio di Cagliari alle difficoltà burocratiche e finanziarie: il presidente rossoblù Tommaso Giulini racconta dieci anni di ostacoli.
Il tema degli stadi continua a essere centrale nel dibattito sul futuro del calcio italiano. Tra gli ospiti del Festival della Serie A di Parma, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha raccontato il lungo e complesso percorso intrapreso dal club rossoblù per la realizzazione del nuovo impianto.
Come riportato da centotrentuno.com, Giulini ha ripercorso le tappe di un progetto iniziato oltre dieci anni fa, quando il Cagliari si trovava senza uno stadio di riferimento. “Grazie al sindaco riuscimmo a presentare il progetto dello stadio provvisorio della Unipol Domus e a costruirlo in pochi mesi nei parcheggi del vecchio Sant’Elia, con la speranza di realizzare rapidamente il nuovo stadio”.
Da quel momento, però, il percorso si è trasformato in una vera e propria corsa a ostacoli. “In questi dieci anni ci siamo imbattuti in vari enti, nello specifico la commissione provinciale di vigilanza che ha al suo interno 14 enti che ci hanno fatto cambiare 14 volte il progetto”, ha spiegato il presidente rossoblù.
Secondo Giulini, oltre agli aspetti burocratici, hanno pesato anche le difficoltà legate alla sostenibilità economica dell’opera. “Successivamente è iniziata l’odissea dal punto di vista finanziario”, ha dichiarato, evidenziando come il piano economico e le richieste necessarie per ottenere la pubblica utilità abbiano rallentato ulteriormente il progetto.
Nel suo intervento il presidente del Cagliari ha anche messo a confronto la situazione italiana con quella francese. “In Francia è stata messa in piedi una task force e lo Stato ha sostenuto la realizzazione o il rinnovamento degli stadi in vista degli Europei 2016”.
Guardando al futuro, Giulini ha chiesto maggiori garanzie normative e un ruolo più attivo delle istituzioni. “Non può esistere che un dirigente comunale debba mettere la firma per far partire un progetto da duecento milioni di euro senza adeguate tutele”.
Infine, il numero uno rossoblù ha sottolineato il ruolo fondamentale del sistema bancario: “Fin quando non ci saranno garanzie di Stato che supportino questi progetti, sarà difficile coinvolgere le banche e accelerare la costruzione degli stadi nelle città medio-piccole”.
